Piovono euro sull’industria italiana della guerra
Il dossier di BDS ITALIA sulle complicità di Leonardo S.p.A. nei crimini di
guerra commessi in Palestina sarà presentato il 9 gennaio prossimo alle ore 13
in una Conferenza stampa in Parlamento.
Negli ultimi decenni l’Italia è diventata uno dei partner europei più fedeli a
Israele, a partire dalla collaborazione sempre più attiva di Leonardo S.p.A.,
che da oltre un decennio intrattiene una cooperazione strutturale con il settore
militare israeliano.
Nel 2012 Israele ha acquistato 30 aerei M-346, oggi impiegabili con oltre dieci
tipologie di armamenti, mentre l’Italia ha acquisito 1 satellite Optsat-3000 e 2
velivoli radar G550 CAEW nell’ambito dello stesso accordo.
La presenza industriale diretta di Leonardo in Israele comprende tre sedi della
controllata DRS RADA Technologies e una partecipazione del 12% nella società
Radsee Technology.
Il dossier rileva inoltre che Israele può rivendere a terzi i M-346 ricevuti,
come avvenuto con la Grecia tramite Elbit Systems.
Leonardo Spa ricopre un ruolo significativo anche nel programma internazionale
F-35, di cui l’Italia ospita la linea di assemblaggio e produzioni critiche.
Tali elementi delineano un quadro di integrazione industriale e tecnologica che
contribuisce alla disponibilità operativa dei sistemi in uso nelle forze armate
israeliane.
Il movimento globale BDS (Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni), che
rappresenta la più grande coalizione della società civile palestinese, richiama
l’Italia ai propri obblighi derivanti dalle sentenze della Corte internazionale
di giustizia, tra cui l’imposizione di un embargo militare totale a Israele
compreso il commercio bilaterale, il trasferimento e il transito di materiale
militare e a duplice uso, i partenariati, la formazione congiunta, la ricerca
accademica e altre forme di cooperazione militare.
Questo tipo di sanzioni è tra gli obiettivi a cui il movimento BDS si pone di
arrivare attraverso campagne d’informazione, pressione pubblica e denuncia delle
complicità.
Il report intitolato Piovono euro sull’industria “necessaria” di Crosetto e
Leonardo S.p.A. Le relazioni con Israele e redatto a cura di Rossana De Simone
precisa:
> Germania e Italia sono i maggiori sostenitori di Israele in Europa non solo
> per la fornitura di armi, ma anche per la posizione politica secondo cui
> “Israele non va isolato”. A maggio i due paesi si sono opposti alla
> cancellazione dell’intesa commerciale con l’Europa. La proposta era stata
> avanzata da un Paese tradizionalmente vicino a Israele come l’Olanda. Il
> ministro degli esteri tedesco Johann Wadephul, in una conferenza stampa in
> Spagna, ha dichiarato “la Germania come Paese vede come parte della sua
> ragione di essere l’esistenza di Israele e sempre sarà al suo fianco per
> difendere questo diritto e questo implica la fornitura di armamenti”.
Il report evidenzia come le guerre e il riarmo aumentino solo i profitti
dell’industria bellica:
> Da inizio anno i due colossi della difesa italiani, Fincantieri e Leonardo
> hanno registrato forti rialzi in borsa, rispettivamente del +135% e +83%. Nel
> 2024 l’area studi di Mediobanca pubblica un rapporto sul Sistema Difesa
> individuando cento aziende del comparto che hanno la propria sede legale in
> Italia. Si tratta di imprese in gran parte tipicamente dual-use, ovvero
> venditrici di prodotti e servizi sia nel mercato civile che in quello della
> sicurezza. È rilevante la presenza di gruppi stranieri nella Difesa italiana:
> 36 delle 100 aziende hanno una proprietà estera che controlla il 25,1% del
> fatturato aggregato (di cui il 12,2% europeo e il 10,1% statunitense). Questo
> significa che se l’autosufficienza italiana nelle forniture militari si pone
> su un piano meno nazionale ma più europeo e atlantico, anche l’autonomia
> politica viene diminuita. Il contributo delle società a controllo statale
> italiano si attesta al 59,3% dei ricavi aggregati, mentre nel 2023 il valore
> aggiunto all’industria della Difesa è stato pari a circa lo 0,3% del Pil
> italiano.
E una vera e proprio pioggia di euro sta investendo soprattutto Leonardo. I
risultati raggiunti nel 2024 dalla Spa e i passi che si intendono compiere ne
sono una evidente dimostrazione: gli ordini complessivi (2025-2029) sono stimati
in 118 miliardi di euro, contro i 105 miliardi del 2024-2028; gli ordini
relativi al 2024 sono stati pari a 20,9 miliardi contro i 18,7 del 2023; i
ricavi complessivi relativi agli anni 2025-2029 sono stimati a circa 106
miliardi, rispetto ai 95 miliardi del quinquennio 2024-2028, con ricavi che nel
2024 sono pari a 17,8 miliardi contro i 16 del 2023; i ricavi per tipologia di
mercato riguardano per il 28% il settore civile e per il 72% quello militare
governativo; per quanto riguarda la redditività nel 2024, l’EBITDA (Earnings
Before Interest, Taxes, Depreciation, and Amortization, che misura la
redditività della gestione caratteristica di un’azienda) è stato pari a 1,5
contro 1,35 del 2023; il flusso di cassa nel 2024 è stato pari a 830 milioni di
euro e nel 2028 dovrebbe arrivare a 1,39 miliardi e 1,53 nel 2029.
* report Piovono euro sull’industria “necessaria” di Crosetto e Leonardo S.p.A.
Le relazioni con Israele
* conferenza stampa di presentazione del report : venerdì 9 gennaio alle h 13
trasmessa in diretta streaming sulla Web TV della Camera dei Deputati –
https://webtv.camera.it/
Giovanni Caprio