Forlì, garzaia ex Eridania: una delibera smentisce l’assessore Petetta
L’assessore all’Ambiente Giuseppe Petetta accusa le associazioni ambientaliste
di parlare a sproposito, però i documenti della sua stessa amministrazione
confermano che l’obiettivo non è solo pulire il terreno dal guano, ma
smantellare l’habitat della garzaia per allontanare e impedire il ritorno di
specie protette.
Sebbene l’intervento sia presentato come “manutenzione straordinaria del verde”,
il computo metrico rivela la vera natura del cantiere. La Deliberazione 503/2025
e i relativi documenti tecnici (DUVRI e Computo Metrico) raccontano una realtà
diversa.
L’assessore parla di “operazioni di decespugliazione e sfalcio”, ma omette di
citare quanto previsto dal capitolato e dal computo metrico a pagina 10 dove si
parla esplicitamente di abbattimento di alberature spontanee, potature di
esbosco e, dato più allarmante, di raccolta e cernita di nidi.
A pag. 26 si torna a parlare di:
– “diradamento della garzaia: effettuare il diradamento basso della zona
interessata dalla garzaia. con abbattimento delle alberature spontanee e
potatura di esbosco. il materiale vegetale di risulta dovrà essere conferito a
un centro di termovalorizzazione”.
(Si fa presente che all’interno dell’area ex Eridania la vegetazione è tutta
spontanea in quanto vi è stata la rinaturalizzazione della zona dopo oltre 50
anni di abbandono dai lavori dello zuccherificio)
– “sanificazione e igiene: eseguire interventi di sanificazione. disinfezione,
disinfestazione e igienizzazione nelle zone sottostanti alle garzaie”. ( Cioè si
spargeranno veleni che inquineranno il terreno, faranno strage di piccoli
animali, microfauna e microflora e modificheranno pesantemente l’ecosistema?)
– “dissuasori: fornire e installare dissuasori. al fine di prevenire la
formazione di una nuova garzaia con l’obiettivo dichiarato di prevenire la
formazione di una nuova garzaia”. (Il punto più scottante dell’intera delibera
dove si evince l’obiettivo dichiarato di prevenire la formazione di una nuova
garzaia) Con questi strumenti si decreta di fatto l’allontanamento definitivo
delle specie tutelate.
Altro aspetto riguarda chi sta operando sul campo. Ci chiediamo: quali
competenze faunistiche hanno gli operai per distinguere nidi vuoti da quelli in
costruzione?.
Inoltre, nella Relazione Tecnica (pag. 39) vengono citati enti intervenuti (ASL
e Arpae) che non hanno alcuna competenza sulla fauna selvatica. Ricordiamo che
l’unico ente titolato a esprimersi e intervenire in materia di fauna selvatica è
la Regione. E comunque in piena estate l’ASL aveva dichiarato che non vi era un
pericolo sanitario
Mentre l’amministrazione parla di “bonifica”, la descrizione sintetica
dell’appalto definisce l’opera come “manutenzione straordinaria del verde”.
Il sospetto è che si tratti di un appalto di manutenzione verde utilizzato per
mascherare un intervento diretto sull’avifauna protetta, operazione che
richiederebbe ben altre autorizzazioni e pareri scientifici.
Inoltre l’assessore Petetta accusa le associazioni ambientaliste di non
conoscere le vere ragioni degli interventi che verranno eseguiti.
Il TAAF risponde che più volte sono state inviate lettere all’amministrazione
con proposte e richiesta di confronto, ma sono rimaste senza risposta.
L’assessore in un incontro con il TAAF, a fine estate, aveva tenuto a precisare
che era escluso che la garzaia potesse provocare problemi sanitari alla salute.
Il TAAF aveva approvato la pulizia del guano ma aveva richiesto che fossero
contattati esperti di avifauna prima di intervenire e che fossero presenti
durante le operazioni di pulizia. Invece Invece di questo non si è tenuto conto
.
La cittadinanza merita chiarezza: perché si sta procedendo con l’abbattimento di
alberi e la rimozione di nidi in un’area così delicata senza il coinvolgimento
degli enti competenti per la tutela faunistica e si sta distruggendo
l’ecosistema di un’area ricca di biodiversità e che restituisce benefici
ambientali. Durante l’alluvione del 2023/2024 quell’area ha fatto anche da cassa
di colmata trattenendo acqua e tutelando in parte i cittadini.
Tavolo Associazioni Ambientaliste di Forlì
Redazione Romagna