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CARCERE: RIVOLTE, SUICIDI, SOVRAFFOLLAMENTO E CALDO ESTREMO. “L’ESTATE E’ IL PERIODO PEGGIORE DELL’ANNO”
Carceri in rivolta. A Enna. 24 ore di proteste provocate dall’ennesimo blackout. I detenuti hanno occupato la struttura, distruggendo le telecamere di sorveglianza, prima dell’arrivo dei manganelli di polizia e carabinieri; 8 persone arrestate, mentre i restanti detenuti sono stati stipati nelle poche celle utilizzabili, 10 per cella. Altra rivolta, tra sovraffollamento e condizioni di detenzione, a Taranto e all’Ipm di Casal del Marmo a Roma, con 8 minorenni a scavalcare le recinzioni, restando appesi per ore alle reti. Il sovraffollamento, lo stop estivo di molte attività e il caldo feroce rende in queste settimane le galere un girone dantesco, che in Toscana raggiunge livelli oltre il drammatico. Il sequestro del fiorentino Sollicciano, disposto dalla Procura per le violazioni strutturali, ha spinto la Direzione delle carceri a diramare una circolare che dispone come in caso di mancanza di letti…si possono mettere brandine e materassi per terra. Situazione non dissimile anche in altri grandi carceri, come il napoletano Poggioreale, il più grande d’Italia, con 2.243 persone a fronte di 1.600 posti teorici, dato che quelli reali, tra lavori e aree chiuse, sono decisamente di meno. Oggi, lunedì 6 luglio 2026, proprio a Poggioreale ispezione dell’europarlamentare Ruotolo e del deputato Sarracino (entrambi Pd), che hanno denunciato “9 detenuti in celle per 3 persone, mentre in piena estate non funzionano nemmeno i ventilatori”. L’intervista su Poggioreale (ma non solo) con Paolo Conte di Antigone Campania. Ascolta o scarica Secondo lo stesso Ministero di Giustizia, dietro le sbarre ci sono a oggi 64.850 detenuti, a fronte di 51.267 posti regolamentari, ma quelli davvero disponibili sono molti di meno, poco più di 46mila. Il sovraffollamento medio è quindi al 140%, con condizioni limite, come Lucca, maglia nera, con il 265%. Poi il femminile di San Vittore, Lodi, Foggia e al quinto posto tra i peggiori carceri per sovraffollamento Canton Mombello, a Brescia; qui 385 persone con 181 posti e sovraffollamento al 213%. L’intervista con Marco Dotti, lavoratore sociale per la cooperativa Bessimo che opera all’interno dell’istituto carcerario bresciano. Ascolta o scarica
July 6, 2026
Radio Onda d`Urto
La vendetta dello Stato delle stragi
La richiesta di ergastolo avanzata dai pm Emilio Gatti e Ciro Santoriello nei confronti di Renato Curcio e Mario Moretti per i fatti della Cascina Spiotta non rappresenta un atto di giustizia. Rappresenta piuttosto l’ennesimo capitolo di una lunga vendetta di Stato che attraversa mezzo secolo di storia italiana. Cinquantuno […] L'articolo La vendetta dello Stato delle stragi su Contropiano.
June 21, 2026
Contropiano
Dario Salvetti e Antonella Buntu: la Flotilla continua il suo percorso di terra
Stamattina alla sede della Ex-GKN si è svolta la conferenza stampa di Antonella Bundu  e Dario Salvetti, appena tornati a Firenze dal sequestro subito dall’Esercito Israeliano per essere parte della Global Sumud Flottilla. Antonella e Dario., due corpi, due menti, un compagno ed una compagna che tornano per incoraggiarci a continuare. Partono con un ringraziamento: alla popolazione palestinese, perché, anche se lì si continua a morire, “abbiamo ricevuto messaggi di solidarietà dalla popolazione gazawi”: “dall’inizio alla fine in empatia con la Palestina”, dichiara Dario; il secondo ringraziamento: “a chi da terra ci ha sostenuto”, sostiene, al collettivo di fabbrica che resiste. Continua Dario: “la cosa più grave è stata il sequestro in acque internazionali”, avvenuto per due volte, la seconda a 500 km da Gaza. Descrive cosa avviene: “arrivano forze speciali, ti puntano il mitra senza dirti perché ti sequestrano”; tutte le imbarcazioni battono bandiere internazionali, parecchie sono italiane. A partire dal sequesto, “48 ore di violenza generalizzata e tortura”; “non abbiamo riportato danni permanenti, di tipo fisico, siamo stati fortunati, per quelli di tipo psicologico, vedremo..” Ci sarà tempo per ricostruire le narrazioni anche quelle dei vissuti interiori, ma Dario ed Antonella tengono soprattutto a restituire una rappresentazione collettiva, un significato collettivo ad una azione che non vuole chiudersi sul trauma privato, anche perché, prosegue Dario, “qualsiasi cosa abbiamo vissuto non è niente rispetto a quello che vivono le palestinesi e i palestinesi. “Tecnicamente siamo stati in un campo di concentramento, eravamo dentro quattro container”; “sempre ammanettati con le fascette, con la testa in basso, non riuscivi nemmeno a camminare”. Continua Antonella: “appena rilasciati dalla nave prigione, le immagini che sono girate hanno scandalizzato tutte e tutti, ma non è stato niente rispetto a quello che vivono subiscono le palestinesi e i palestinesi. La barca dove era Dario è sfuggita due volte alle intercettazioni, la prima volta io non ero nella stessa; la seconda volta, dopo il nostro naufragio, c’ero anche io. “Navi da guerra in acque internazionali, ci hanno intercettato, col taser al collo di una persona, chiedendo chi era il capitano; mettevano le canzoncine, dicevano che ti portavano in Africa”; continua “sul gommone, in fila, a me mi hanno subito tolta dalla fila, mi hanno chiesto di togliermi i pantaloni, sotto avevo i fuseaux”; “ero il numero 263”; “rubate le scarpe, i calzini, i pantaloni tutti bagnati, tipo carro bestiame, rannicchiati l’uno sull’altro”; e poi… “sparavano, sparavano, prendevano la gente”; “un liquido giallo sparato su di noi, filo spinato sopra, venivamo ripresi, loro fieri di questo”; “ci hanno urlato, ci hanno tirato poi via dentro un tunnel mentre ti davano le botte, piegati, sbattuti, circa due ore, con l’inno di Israele, le fascette strette dopo tanto tempo fanno danno grave”. Continua Antonella, con pathos determinazione com-mozione di chi vuole restituire il senso ed anche il sentimento: “ci hanno chiesto di firmare che siamo entrati illegalmente, non abbiamo firmato”; “sono arrivati gli avvocati, due minuti di tempo ciascuno”. “Oltre le manette, le catene ai piedi, a me mi hanno chiuso in una scatola di ferro un metro per un metro e mezzo con l’aria condizionata, tutta legata, non vedevi fuori, si sentiva un cane graffiare sulla porta di ferro, mentre i soldati urlavano, urlavano sempre”; “ti spingevano, anche quando eri giù giù”; mi chiamano: “Moro” … “chiaramente ero io”, dicendoci: “tutto il mondo vi odia”. “Il giorno dopo non sapevamo che ci stavano per deportare, non avevamo l’orologio, non si sapeva dove eravamo, si intravedeva uno spiraglio di sole…all’ultimo momento ci hanno tolto le manette, siamo usciti a testa alta, insieme con i passeggeri normali, alcuni ci riprendevano, ci facevano il verso, ma sapevamo che era tutto finito”. L’appello è a tornare ad indignarsi, a leggere anche la dimensione “grottesca”: “un sistema oliato, un dispiegamento di forze allucinante, grottesco”; “anche l’ultimo banchino di impiegati ti prendeva in giro; continua Dario: “passato l’ultimo pestaggio, parlato già con l’avvocato, pensavo fosse passato il peggio, invece due teste di cuoio hanno iniziato a colpirmi in zone che non si vedono, prendevano in giro”; “navi cargo container nel Mediterrano non possono non essere viste, sono una prigione a cielo aperto”. Con un’immagine “iconica” si chiude la conferenza stampa: “durante la seconda intercettazione, all’orizzonte si vede stagliarsi la sagoma di una nave militare e la sagoma di una barca a vela, la barca a vela punta dritto, tagliando la rotta alla nave militare”. Il saluto è un momento carico di intensità gratitudine responsabilità, che ciascuna persona presente si deve assumere a portare testimonianza, continuare, insistere, resistere, Grazie Dario, Grazie Antonella, con il cuore e la mente con voi, con il popolo palestinese, per i diritti umani, perché la Memoria è anche farsi tramite di questa esperienza collettiva e restituirla, perchè possiamo fare la nostra parte. Emanuela Bavazzano
May 22, 2026
Pressenza
Israele: l’avamposto di un dominio senza limiti – di Paolo Punx
La Flotilla intercettata, assaltata, sequestrata al largo delle coste europee, i partecipanti aggrediti, feriti, torturati e le immagini di questi soprusi dati in pasto al pubblico, come monito, come nuova normalità. Ancora una volta Israele ha superato se stesso nello spingersi oltre limiti sempre più invisibili. Lo scorso anno il tentativo di portare aiuti [...]
May 22, 2026
Effimera
Israele spara sulla Flotilla
I pirati del Mediterraneo stavolta hanno anche sparato contro imbarcazioni civili in acque internazionali. Proiettili di gomma, pare, ma è comunque è un altro gradino verso il “trattamento militare” di qualsiasi protesta anche pacifica, condotta secondo le modalità della “non violenza” (anzi, portando medicinali…), nel pieno rispetto del diritto internazionale […] L'articolo Israele spara sulla Flotilla su Contropiano.
May 19, 2026
Contropiano
Flotilla. A rischio gli attivisti turchi. Ieri sciopero e manifestazioni in tutta Italia
A ieri sera risultavano abbordate dagli israeliani 32 delle 53 imbarcazioni della Global Sumud Flotilla dirette verso Gaza. Dieci imbarcazioni risultano ancora in navigazione. Al momento non si dispone di notizie precise sulla destinazione delle attiviste e attivisti già sequestrati dalle forze israeliane nelle acque internazionali. L’ipotesi più probabile è […] L'articolo Flotilla. A rischio gli attivisti turchi. Ieri sciopero e manifestazioni in tutta Italia su Contropiano.
May 19, 2026
Contropiano
Nazionalisti dei miei stivali
Al di là del ribrezzo per la volgarità degli attacchi agli attivisti della Global Sumud Flotilla, rivolti anche da alcune “alte cariche istituzionali” prontissime a chinarsi di fronte ad Israele, ci sono diversi aspetti della vicenda che riguardano l’assalto piratesco avvenuto davanti all’isola di Creta e il rapimento di Thiago […] L'articolo Nazionalisti dei miei stivali su Contropiano.
May 7, 2026
Contropiano
Le extraordinary rendition di Israele sul territorio italiano. Una impunità che deve cessare
L’arresto, il pestaggio e la deportazione in un carcere israeliano di due attivisti della Global Sumud Flotilla a bordo di una imbarcazione italiana, somigliano in tutto e per tutto alle extraordinary rendition con cui la CIA ha sequestrato in giro per il mondo persone sospettate di essere legate ai network […] L'articolo Le extraordinary rendition di Israele sul territorio italiano. Una impunità che deve cessare su Contropiano.
May 3, 2026
Contropiano
L’assalto sionista alla Flotilla. Due deportati in Israele
L’esercito israeliano ha dichiarato che intende deportare in Israele due membri della Global Sumud Flotilla rapiti in acque internazionali, nei pressi della Grecia. Mentre tutti gli altri attivisti sequestrati saranno rilasciati sulle coste greche, in un accordo estremamente controverso con il governo e le forze armate di Atene, Sai Abu […] L'articolo L’assalto sionista alla Flotilla. Due deportati in Israele su Contropiano.
May 2, 2026
Contropiano
Esposto urgente alla Procura di Roma e richiesta di sequestro dell’imbarcazione che sta trasportando in Israele Abukeshek Abdelrahim Saif e Thiago Avila
Il team legale della delegazione italiana della Global Sumud Flotilla ha appena depositato un esposto urgente alla Procura della Repubblica di Roma per chiedere il sequestro dell’imbarcazione che sta trasportando in Israele i due attivisti della Global Sumud Flotilla Abukeshek Abdelrahim Saif e Thiago Avila. L’esposto radica la competenza dell’autorità giudiziaria italiana sulla base del fatto che l’attivista palestinese, sig. Abukeshek Abdelrahim Saif nato a Nablus (Palestina) il 13/06/1981, cittadino di nazionalità palestinese, in possesso della cittadinanza spagnola e svedese, è stato prelevato e sequestrato da una barca battente bandiera italiana. Al momento altre azioni sono in preparazione da parte di un team internazionale di avvocati per fermare il sequestro degli attivisti e ottenerne l’immediato rilascio. Come riportato nell’esposto si chiede che: la Procura della Repubblica adita voglia disporre gli accertamenti necessari al fine di verificare la sussistenza dei fatti descritti e la loro eventuale rilevanza penale, procedendo all’individuazione dei soggetti responsabili e promuovendo, se del caso,  l’azione penale nei loro confronti. sia disposto il sequestro preventivo ex art. 321 c.p.p. del natante israeliano su cui viaggia Abukeshek Abdelrahim Saif, membro del direttivo (Steering Committee) della Global Sumud Flotilla, che si trova ancora in acque internazionali al fine di interrompere il sequestro in atto e di prevenire il rischio che subisca trattamenti inumani e degradanti;  nonché si chiede che venga adottata ogni altra misura ritenuta idonea a scongiurare il protrarsi delle gravi violazioni in corso. L’esposto è visionabile al link: https://drive.proton.me/urls/40HKTSXBZR#K5RyZkLvOpJX   Global Sumud Flotilla
May 1, 2026
Pressenza