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[Ora di buco] La scuola non ci censura: settimana di mobilitazione (1/2: trasmissione completa)
Nella trasmissione si parla della "Settimana di mobilitazione per la libertà di insegnamento 9-13 febbraio. Dalla crisi internazionale dei diritti alle piazze" organizzata dall'Osservatorio contro la militarizzazione e da Docenti per Gaza: la scuola non si censura. Corrispondenza con una delle organizzatici che ci guida all'uso dei materiali prodotti: vademecum di resistenza e di autodifesa per docenti e studenti, interventi didattici (pillole di 20 minuti), presidi di piazza. A Roma le mobilitazioni saranno il giorno 12 a piazza Montecitorio e il 13 volantinaggio davanti al "Matteucci", istituto che propone attività legate con la Leonardo, produttrice di armi.  In studio ci si confronta poi sulla direttiva congiunta dei ministri Piantedosi-Valditara: "la sicurezza è la condizione dell'autentica libertà" è la massima che dipinge una realtà immaginata, distopica che necessita quindi di un piano di intervento. I Prefetti convocheranno sedute del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per definire le linee generali di vigilanza e controllo sugli istituti. Il clima di paura montato sul caso di uno studente di 13 anni in una scuola media di Bologna. Qui un intervento critico della direttiva. Un ascoltatore ricorda la "Giornata del ricordo".  
February 10, 2026
Radio Onda Rossa
Fatti di Torino, il sindacato lavoratori di polizia contro Piantedosi
Riportiamo la dichiarazione di Nicola Rossiello, segretario generale del sindacato lavoratori di polizia, riguardo agli scontri avvenuti a Torino in occasione del corteo di sabato 31 gennaio 2026. La narrazione del Ministro Piantedosi sui fatti di Torino appare totalmente rovesciata rispetto alla realtà che noi, come operatori e sindacato sul campo, riscontriamo. Sostenere che i manifestanti abbiano fornito copertura ai violenti significa non rendere giustizia alla verità e mancare di rispetto a chi esercita un diritto costituzionale. La realtà è l’esatta opposto: sono i violenti che si affiancano ai manifestanti per sfruttare la piazza. Confondere le responsabilità è un errore logico e sociale pericoloso: è come accusare i proprietari di casa di aver favorito i ladri che vi hanno fatto irruzione, o ritenere i tifosi responsabili dei criminali che si infiltrano allo stadio per aggredire gli spettatori. Chi scende in piazza pacificamente deve avere la garanzia che lo Stato sia in grado di isolare chi si infiltra per inquinare il dissenso. Chi sceglie di portare avanti una narrazione così distorta non rispetta la realtà dei fatti e ignora le difficoltà operative delle lavoratrici e dei lavoratori di polizia. Ribadiamo che la sicurezza non si fa colpevolizzando i cittadini, ma con strategie di intelligence e prevenzione, capaci di distinguere tra diritto al dissenso e atti delinquenziali inaccettabili. Ribaltare i fatti non aiuta l’ordine pubblico, serve solo a scaricare sulle Forze dell’Ordine il peso di una gestione politica della piazza che ha fallito nel proteggere sia chi manifesta che chi lavora in divisa. Redazione Italia
February 5, 2026
Pressenza
Il fiume e gli argini
di Marco Arturi* La violenza raccontata a metà, la repressione taciuta e uno scontro cercato da chi ha deciso di chiudere ogni spazio al dissenso “Era già tutto previsto”, scrive …
February 2, 2026
Osservatorio Repressione
Torino-Askatasuna-Meloni: il giorno dopo
Con testi – nell’ordine – di Rita Rapisardi, Salvatore Palidda, “Giulio Angelo Giglio”, Marco Arturi e Sergio Sinigaglia. In coda i nostri link. TESTIMONIANZA RIPRESA DA FACEBOOK Ieri sera verso la chiusura del giornale, tarda, tanto lavoro, vedo esplodere la storia del “poliziotto martellato”, soprattutto da dopo che Crosetto twitta il video (rubato a un collega di Torino oggi, non
February 1, 2026
La Bottega del Barbieri