Fatti di Torino, il sindacato lavoratori di polizia contro PiantedosiRiportiamo la dichiarazione di Nicola Rossiello, segretario generale del
sindacato lavoratori di polizia, riguardo agli scontri avvenuti a Torino in
occasione del corteo di sabato 31 gennaio 2026.
La narrazione del Ministro Piantedosi sui fatti di Torino appare totalmente
rovesciata rispetto alla realtà che noi, come operatori e sindacato sul campo,
riscontriamo.
Sostenere che i manifestanti abbiano fornito copertura ai violenti significa non
rendere giustizia alla verità e mancare di rispetto a chi esercita un diritto
costituzionale.
La realtà è l’esatta opposto: sono i violenti che si affiancano ai manifestanti
per sfruttare la piazza.
Confondere le responsabilità è un errore logico e sociale pericoloso: è come
accusare i proprietari di casa di aver favorito i ladri che vi hanno fatto
irruzione, o ritenere i tifosi responsabili dei criminali che si infiltrano allo
stadio per aggredire gli spettatori.
Chi scende in piazza pacificamente deve avere la garanzia che lo Stato sia in
grado di isolare chi si infiltra per inquinare il dissenso.
Chi sceglie di portare avanti una narrazione così distorta non rispetta la
realtà dei fatti e ignora le difficoltà operative delle lavoratrici e dei
lavoratori di polizia.
Ribadiamo che la sicurezza non si fa colpevolizzando i cittadini, ma con
strategie di intelligence e prevenzione, capaci di distinguere tra diritto al
dissenso e atti delinquenziali inaccettabili.
Ribaltare i fatti non aiuta l’ordine pubblico, serve solo a scaricare sulle
Forze dell’Ordine il peso di una gestione politica della piazza che ha fallito
nel proteggere sia chi manifesta che chi lavora in divisa.
Redazione Italia