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La Crocerossina: relazioni, empatia e rischio
Neurodivergenza e dinamiche di esposizione emotiva Nella società contemporanea, prendersi cura, comprendere e “aggiustare” relazioni o situazioni è spesso socialmente apprezzato, soprattutto quando chi lo fa possiede capacità cognitive e comunicative acute. Tecniche come la Comunicazione Non Violenta (CNV) e corsi di gestione non violenta del conflitto possono aiutare persone neurodivergenti e non a riconoscere e gestire meglio i propri bisogni, emozioni e sentimenti, e a gestire con maggiore consapevolezza situazioni di conflitto. Tra le persone neurodivergenti adulte — in particolare tra le donne — emerge però una dinamica relazionale che porta a sovraesposizione psicologica e vulnerabilità, soprattutto nei contatti con persone che appaiono preparate, gentili e attente, ma che non reggono la responsabilità implicita di rispettare i limiti dell’altro. Questo fenomeno, metaforicamente definito “la Crocerossina”, non riguarda solo la sfera individuale, ma intreccia questioni di genere, neurodivergenza e dinamiche di potere relazionale. Chiunque, anche un uomo, può riconoscersi in queste dinamiche. INTELLIGENZA RELAZIONALE: COSA SIGNIFICA REALMENTE Quando si parla di intelligenza emotiva o relazionale ci si riferisce a un insieme di competenze che vanno oltre la semplice analisi logica o la capacità cognitiva. L’intelligenza emotiva comprende la capacità di percepire, comprendere, utilizzare e regolare le emozioni proprie e altrui, orientando i comportamenti nelle interazioni sociali. Questo concetto è ben definito in psicologia e include: il riconoscimento delle emozioni, la loro comprensione, l’uso delle emozioni per guidare il pensiero e la regolazione emotiva sia personale sia altrui. Alcune persone neurodivergenti, ad esempio, possono avere alexitimia, cioè difficoltà a riconoscere subito le proprie emozioni, a volte comprendendole anche giorni dopo, il che può contribuire a una mancata reazione o consapevolezza in caso di abusi. ALFABETIZZAZIONE RELAZIONALE L’alfabetizzazione relazionale è l’applicazione pratica di queste competenze nel quotidiano: significa assumersi la responsabilità dell’effetto che le proprie parole o azioni hanno sull’altro, rispettare i confini stabiliti, adattarsi a esigenze diverse. Non basta la buona intenzione, voler bene o pensare di essere ragionevoli; ciò che conta è come le nostre azioni si traducono in esiti reali per l’altro. In questo senso, l’empatia non coincide con il sentire o il capire l’altro, ma con la capacità di modificare il proprio comportamento in risposta ai limiti e ai bisogni altrui. Chi fa masking rischia però di esaurirsi adattandosi troppo. La letteratura scientifica indica che le persone neurodivergenti, in particolare le donne con diagnosi tardiva o non diagnosticate, tendono a sperimentare una sovraesposizione relazionale, soprattutto quando l’altro ha elevata alfabetizzazione cognitiva ma bassa alfabetizzazione relazionale¹. Ciò significa che possono attrarre partner o interlocutori molto capaci nel ragionamento e nel linguaggio, ma meno competenti nel gestire le emozioni e rispettare i limiti altrui. Queste situazioni possono condurre a fraintendimenti, gaslighting “in buona fede” e sovraccarico emotivo, perché le azioni degli altri non sempre corrispondono alle aspettative implicite di responsabilità relazionale. È importante sottolineare che questa tendenza non implica incapacità o debolezza delle donne ND: piuttosto, si tratta di una differenza strutturale tra la gestione implicita dei confini e la capacità di adattamento relazionale². NEURODIVERGENZA E ASIMMETRIA DI ALFABETIZZAZIONE RELAZIONALE La letteratura su autismo e neurodivergenza evidenzia che le donne adulte neurodivergenti sono spesso sottodiagnosticate o diagnosticate tardivamente, in parte perché sviluppano strategie di “masking” che nascondono difficoltà sociali agli osservatori e ai clinici³. Queste strategie, insieme alla socializzazione di genere che enfatizza armonia e mediazione, possono rendere le donne ND particolarmente vulnerabili in relazioni con persone neurotipiche o con alfabetizzazione relazionale più bassa. In particolare, la difficoltà nell’interpretazione implicita dei segnali sociali può esporre a rischi di manipolazione, sfruttamento o abuso, anche in contesti apparentemente benigni⁴. La condizione emerge quando le due persone in una relazione giocano “a giochi diversi”: chi ha alta alfabetizzazione cognitiva ma bassa alfabetizzazione relazionale può risultare attrattivo per la profondità della conversazione, per la gentilezza e la dolcezza che naturalmente accompagna l’attrazione sessuale, ma non assume responsabilità per l’impatto delle proprie azioni. La compatibilità relazionale, quindi, non si basa sulla buona fede, ma sulla capacità di rispettare confini, rinunciare quando necessario e prendersi cura dell’effetto che le proprie azioni hanno sull’altro⁵. Questa asimmetria relazionale non è esclusivamente femminile, ma dati qualitativi e quantitativi indicano che le donne ND sono statisticamente più sovraesposte e più a rischio di dinamiche manipolative, in parte per motivi culturali e di socializzazione⁶. ND E COMUNICAZIONE INDIRETTA: UN RISCHIO STRUTTURALE La comunicazione indiretta — cioè quella in cui i bisogni o i confini non sono esplicitati chiaramente — può rappresentare una trappola per le persone ND. Le difficoltà non derivano da incapacità emotiva, ma dalla necessità di inferire segnali impliciti che richiedono alfabetizzazione relazionale avanzata. In pratica, chi ha neurodivergenza può essere più sensibile a sovraccarico emotivo o fraintendimenti perché le regole non scritte della comunicazione implicita non sono immediatamente evidenti. La letteratura indica che la distinzione chiave nelle relazioni non è tra buona fede e cattiva fede, ma tra responsabilità relazionale e irresponsabilità relazionale⁷. Nei primi contatti, è legittimo spiegare il proprio funzionamento e i propri limiti; ma dopo una o due spiegazioni chiare, il rispetto non deve più essere chiesto o indovinato. La persona che prende seriamente in considerazione l’altro si adatta anche a costo di uno sforzo, non lo fa sentire esagerato o sbagliato e non minimizza il suo sovraccarico emotivo⁸. La mancanza di tali segnali non indica cattiveria, ma incompatibilità strutturale: significa che le regole relazionali dei due soggetti non coincidono, e che la relazione non può funzionare senza sovraccarico per la persona ND. CONSIGLI E STRATEGIE PER LA CROCEROSSINA: NON SOVRAESPORSI La Crocerossina non manca di empatia; spesso ne ha in eccesso, in contesti in cui l’empatia non è reciproca ma unilaterale. Le donne ND spesso rimangono in relazioni che non rispettano la responsabilità relazionale perché intervengono dinamiche di dipendenza psicologica, internalizzazione del giudizio altrui o confusione tra profondità discorsiva e impegno emotivo. La letteratura scientifica conferma che la sovraesposizione relazionale è un fenomeno ricorrente, con rischio di ambiguità e dinamiche di potere, e che osservare comportamenti concreti aiuta a capire compatibilità e responsabilità relazionale¹². Per proteggersi, è utile adottare strategie pragmatiche basate sull’osservazione piuttosto che sulla spiegazione continua. Le persone neurodivergenti spesso parlano molto e dettagliatamente perché spiegare e argomentare è per loro una “lingua madre”, un modo naturale di comunicare e comprendere il mondo. Gli autori Sedgewick, Pellicano e Crane hanno proposto un approccio graduale, qui adattato per un pubblico non tecnico, che prevede quattro livelli di osservazione della relazione: chiarezza minima, asimmetria, tempo e frustrazione. Questi livelli sono sintetizzati nell’immagine sotto e aiutano a rilevare segnali di compatibilità o incompatibilità strutturale senza sostituire consulenze cliniche o legali⁹. LA COMPATIBILITÀ NON SI COSTRUISCE, SI RILEVA Il principio base è “offri poco, osserva molto”. In pratica, si parte da frasi semplici e neutre per valutare la reazione dell’altro (livello 1), si osserva chi chiarisce o si adatta spontaneamente nella relazione (livello 2), si verifica la costanza dei comportamenti nel tempo (livello 3) e si valuta come l’altro reagisce alla frustrazione o al rifiuto (livello 4). Chi dimostra coerenza e rispetto dei confini è più probabile sia compatibile; chi svaluta, minimizza, deride, offende o si irrigidisce segnala incompatibilità. La regola d’oro è che la compatibilità si osserva, non si costruisce: non è compito della persona ND educare l’altro, ma individuare chi può autoregolarsi¹². In contesti di abuso o violenza, queste strategie operative non sostituiscono l’intervento professionale. È fondamentale cercare supporto specialistico, contattare servizi di tutela e numeri di emergenza, come il numero nazionale antiviolenza 1522 o centri territoriali dedicati. Infine, ricordare sempre che la distinzione rilevante non è tra buona fede e cattiva fede, ma tra responsabilità relazionale e irresponsabilità relazionale. Le donne ND possono sviluppare consapevolezza dei propri bisogni, riconoscere segnali di sovraesposizione e stabilire limiti chiari senza colpa, percependo l’allontanamento come igiene relazionale piuttosto che fallimento personale. La frase-mantra da tenere a mente è: Non bastano le buone intenzioni la fiducia nasce solo dalla coerenza tra parole e comportamenti. NOTE E RIFERIMENTI SCIENTIFICI 1. Sedgewick, F. S., Crane, L., Hill, V., & Pellicano, E. (2019). Friends and Lovers: The Relationships of Autistic and Neurotypical Women. Autism Adulthood. 2. García-García, L., Martí-Vilar, M., Hidalgo-Fuentes, S., Cabedo-Peris, J. (2025). Enhancing Emotional Intelligence in Autism Spectrum Disorder Through Intervention. European Journal of Investigative Health, Psychology and Education. 3. Gould, J., & Ashton-Smith, J. (2011). Missed diagnoses and risk factors in women with ASD. Clinical Psychology Review. 4. Mandy, W., et al. (2018). Autistic women’s experiences of social communication and relational challenges. Autism Research. 5. Fletcher-Watson, S., et al. (2019). The social experiences of adults with autism spectrum disorder. Journal of Autism and Developmental Disorders. 6. Fombonne, E. (2020). Gender differences in autism spectrum disorder: Relational and social aspects. Journal of Child Psychology and Psychiatry. 7. Sedgewick, F. S., Hill, V., & Pellicano, E. (2016). ‘It’s different for girls’: Gendered experiences of social and relational challenges in autism. Autism. 8. Hull, L., et al. (2017). “Putting on my best normal”: Social camouflaging in adults with autism spectrum conditions. Journal of Autism and Developmental Disorders. 9. Infografica: I 4 Livelli Operativi per osservare compatibilità e responsabilità relazionale, adattamento clinico e psicologico basato su Sedgewick et al., Pellicano, Crane (2019). v. nota 1  — Friends and Lovers (Testo completo, UCL Discovery) versione open access depositata presso un archivio istituzionale universitario Nota: Non esiste per tutti i paper citati un link open access diretto, ma sono rintracciabili tramite università o biblioteca accademica (Google Scholar, ResearchGate, DOI specifici).   Valentina Fabbri Valenzuela
January 31, 2026
Pressenza
Catastrofi e prospettive del mondo contemporaneo: contributi per una puntuale ricognizione
Proponiamo la lettura di un estratto dell’articolata recensione dello studioso di storia economica siciliana, pubblicata su Dialoghi Mediterranei, n. 74, luglio 2025, dedicata all’Annale di Pressenza 2024, Crepuscolo dell’ordine imperiale e sfide per la pace (Multimage, 2025), a cura di Toni Casano, Daniela Musumeci e Pina Catalanotto  Pressenza – International Press Agency [1], come  spiegano i titolari e gestori del sito, «è unʼagenzia stampa internazionale in 7 lingue che pubblica e diffonde  notizie, iniziative, proposte che riguardano pace, nonviolenza, disarmo, diritti umani, lotta contro ogni  forma di discriminazione. Considera l’Essere Umano  come valore centrale ed esalta la diversità. Propone un giornalismo attivo e lucido che punta alla soluzione delle crisi e dei conflitti sociali di ogni latitudine. In questo senso, oltre a pubblicare notizie sullʼattualità, diffonde studi, analisi ed azioni che contribuiscano alla pace mondiale e al superamento della violenza; mette in risalto la necessità e lʼurgenza del disarmo nucleare e convenzionale, la soluzione pacifica dei conflitti, la loro prevenzione, il ritiro dai territori occupati. Al tempo stesso denuncia tutto ciò che provoca dolore e sofferenza ai popoli e cerca di decifrare e trasformare le cause di quegli eventi, essendo molto più di un mero spettatore. L’Agenzia forma studenti, praticanti e volontari che sono d’accordo con queste convinzioni. Lʼagenzia è interamente formata da volontari che offrono gratuitamente i servizi in cui sono specializzati. Le redazioni sono spazi aperti alla collaborazione in équipe, alle nuove proposte, allo sviluppo di iniziative specifiche coerenti con le finalità dell’agenzia (libri, convegni, corsi di formazione ecc.)» [2].  LʼAgenzia è stata fondata nel 2008, in occasione del Simposio Internazionale del Centro Mondiale di Studi Umanisti svoltosi a Punta de Vacas in Argentina, per promuovere e sostenere la Marcia mondiale per la pace e la non violenza. Nel 2009, è stata legalizzata come agenzia internazionale a Quito, Ecuador e dal 2014 è organizzata in redazioni decentrate. Presente in 24 Paesi, pubblica ogni giorno i suoi dispacci in inglese, italiano, spagnolo, francese, portoghese, tedesco, greco, catalano, arabo, russo e malayalam (lingua del Kerala, India) [3].  Dal 2015 la redazione italiana ha avviato la collaborazione con lʼAssociazione Editoriale Multimage, dando vita alla collana «I libri di Pressenza», curata da Toni Casano, dedicata ad approfondimenti giornalistici. In questa collana, nel mese di febbraio scorso è stato pubblicato il quarto “Annale” dal titolo Crepuscolo dellʼordine imperiale e sfide per la pace, curato da Toni Casano, Pina Catalanotto e Daniela Musumeci, articolato in sei sezioni ‒ “Guerre e Pace”, “Ecosistemi e giustizia climatica”, “Mobilità globale”, “Genere e femminismi”, “Politiche e moltitudini”, “Culture altre” ‒ nelle quali sono suddivisi ottanta contributi di giornaliste/i e scrittrici/ori italiani e stranieri[4].  Il volume, nel quale sono raccolti articoli e interviste pubblicati nel corso del 2024, ha, indubbiamente, il pregio di fare accedere il lettore nel vivo delle questioni attuali più delicate e spinose, analizzate da più punti di osservazione e angolazioni. Ancora una volta, è riuscito nellʼintento di proporsi come luogo di approfondimento e di riflessione collettiva. È una finestra sugli orrori contemporanei e, al tempo stesso, sugli antidoti e sulle pratiche di pensiero e di azione per contrastarli. Sottolineo orrori, perché il volume, chiuso in tipografia alla fine dellʼanno scorso, non poteva tenere conto di tutto il peggio al quale abbiamo ancora assistito negli ultimi sei mesi e, tuttavia, i nodi di fondo, le cause e gli effetti rimangono drammaticamente identici. Più che lʼottimismo della ragione credo che, a difenderci da questa valanga di accadimenti negativi, possa servire ‒ come suggerito dalle due curatrici e dal curatore ‒ la ricerca di buone nuove, la ricerca di armonia, armonia tra persone, tra persone e natura, oltre che con noi stessi.  Una delle considerazioni introduttive pone subito in evidenza il nucleo centrale del problema: «Ma una cosa di cui siamo abbastanza certi è che le democrazie liberali sviluppatesi dall’inizio dello scorso secolo, quale forma più evoluta del moderno Stato nazione (e delle quali già alle porte del terzo millennio si certificava la crisi), oggi siano giunte effettivamente al capolinea della storia, avendo più che maturato la loro fine destinale».  È una valutazione che non consente appello e che spiega la stretta correlazione che i temi trattati nel volume hanno tra loro e che hanno contribuito a determinare questo epilogo «destinale» ma che, specularmente, da questo esito sono condizionati: crisi della politica, distribuzione della ricchezza globale, svalutazione del lavoro, conflitti, migrazioni, rivoluzione femminista, ecosistema.  Una prova del declino delle democrazie liberali non è forse la proliferazione nel mondo di autocrati e di “democrature”? LʼOccidente, al di qua e al di là dellʼAtlantico, si è progressivamente consegnato allʼaristocrazia della finanza internazionale e allʼindustria degli armamenti e rischia ancor più di essere travolto dai gestori delle cripto valute nelle quali si convertono ingenti quantitativi di denaro sporco delle mafie. Le premesse di questo tramonto cʼerano tutte e il prototipo berlusconiano di imprenditore-governante aveva fatto breccia (e scuola) nel mondo, già 30 anni fa. Sembrava, tuttavia, impensabile che alla presidenza degli Stati Uniti potesse essere eletto un magliaro con alle spalle una lunga serie di società fallite e con una montagna di debiti; un affarista, condannato per stupro, eversore e produttore di moneta digitale; in una parola, un gangster che sta risanando e moltiplicando le sue finanze e che specula in Borsa determinando le oscillazioni giornaliere a suo piacimento. Grazie alla vittoria elettorale, regalatagli in un piatto dʼargento dal partito democratico, il neopresidente alla Casa Bianca si è circondato di razzisti, suprematisti e ultranazionalisti fanatici. Al confronto, il leggendario Al Capone oggi sarebbe un dilettante.  Forse lʼunico dato positivo di questo nuovo capitolo della storia politica americana, che dispiega i suoi effetti sullʼintero mondo, è che la connessione governo-affari-finanza industria delle armi è senza infingimenti; è palese e manifesta, priva di quella dose di ipocrisia con la quale i democratici americani conciliavano le guerre “giuste” per esportare la democrazia, con il sostegno finanziario alle organizzazioni umanitarie. Lʼaggravante contemporanea dei trumpiani, infatti, è lʼassalto ai diritti civili, alla libertà di stampa, alle università, alla sanità pubblica; è la spettacolarizzazione della caccia agli immigrati, lʼazzeramento dei fondi ai Paesi colpiti da carestie e devastazioni, la teorizzazione delle deportazioni di massa.    NOTE  [1] HTTPS://WWW.PRESSENZA.COM/IT/PARTNERS/ [2] HTTPS://WWW.AGORAVOX.IT/PRESSENZA-INTERNATIONAL-PRESS  [3] HTTPS://WWW.PRESSENZA.COM/IT/INFORMAZIONI/  [4] CREPUSCOLO DELLʼORDINE IMPERIALE E SFIDE PER LA PACE, ANNALE PRESSENZA 2024, A CURA DI TONI CASANO, PINA CATALANOTTO, DANIELA MUSUMECI, MULTIMAGE, REGGIOLO (REGGIO EMILIA) 2024: 338. LEGGI INTEGRALMENTE LA RECENSIONE SU DIALOGHI MEDITERRANEI  Redazione Italia
July 1, 2025
Pressenza