Tag - arabi

“Arab Lives Matter” in manifestazione a Tel Aviv: migliaia di persone chiedono la fine delle violenze e dell’inerzia dello Stato
> La sera di sabato 31 gennaio 2026 migliaia di manifestanti – arabi e alleati > ebrei – hanno sfilato nel centro di Tel Aviv in una potente manifestazione dal > titolo “Arab Lives Matter: STOP alla violenza”, chiedendo un intervento > urgente per fermare l’ondata di crimini violenti nelle comunità arabe e porre > fine a quello che i partecipanti hanno descritto come anni di inazione da > parte dello Stato e delle forze dell’ordine. Organizzata dall´Alto Comitato di Monitoraggio per i Cittadini Arabi in Israele (High Follow-Up Committee for Arab Citizens of Israel) in collaborazione con gruppi della società civile arabo-ebraica, la manifestazione ha portato i manifestanti a Habima Square con bandiere nere, cartelli e foto di parenti uccisi nelle recenti violenze in tutto il paese. Slogan come “Basta violenza e omicidi” e “Basta silenzio” hanno risuonato per le strade mentre la folla chiedeva a gran voce un cambiamento delle politiche, un rafforzamento delle forze dell’ordine e investimenti nella prevenzione della criminalità. I relatori presenti alla manifestazione, tra cui sindaci, familiari delle vittime e leader della comunità, hanno esortato il governo a considerare l’epidemia di sparatorie, estorsioni e omicidi come una crisi che richiede un intervento deciso. Molti hanno criticato le istituzioni preposte alla sicurezza nazionale per non essere riuscite a frenare il traffico illegale di armi e la criminalità organizzata e per la sistematica indifferenza nei confronti delle città e dei centri abitati arabi. In un clima di crescente frustrazione, gli attivisti hanno sottolineato che la richiesta di sicurezza trascende i confini comunitari, invitando i cittadini ebrei e arabi a unirsi per il diritto fondamentale alla sicurezza e alla dignità per tutti. Foto di Sharon Dolev (fotogallery) TRADUZIONE DALL’INGLESE DI ANNA SETTE Pressenza New York
February 3, 2026
Pressenza
Fabrizio Mollo: la Calabria al centro del mondo
Recensione di Pierluigi Pedretti all’ultimo libro dell’archeologo dell’Università di Messina ed edito da Rubbettino. Le epoche più gloriose nella storia di ogni cultura sono quelle di apertura verso gli altri popoli Tzvetan Todorov Chiamatela come vi pare la Calabria (nome uscito fuori alle soglie dell’anno Mille), terra di re Italo, Enotria, Ausonia, Magna Grecia, terra dei Bruttii (nomen omen)…, resta
January 14, 2026
La Bottega del Barbieri
Happy holidays: la pressione del sistema sulla privacy di ebrei e arabi
Happy Holidays del regista Scandar Copti, Premio Orizzonti per la miglior sceneggiatura a Venezia nel 2024, è un’opera sui rapporti familiari e di coppia fra arabi e israeliani, concepita prima dei drammatici avvenimenti del 7 ottobre 2023.  Ciò non toglie che, per la profondità nel descrivere le dinamiche delle relazioni sociali tra i due popoli, il film contribuisca a spiegare come agiscano collettivamente le convinzioni radicate nei nuclei affettivi di culture differenti e in conflitto.  Scandar Copti, di estrazione palestinese, è nato a Giaffa nel 1975 e conosce bene le dinamiche psicologiche di entrambe i territori. È noto per il suo approccio originale nel dirigere attori non professionisti e per il suo film d’esordio, Ajami, co-diretto con Yaron Shani, vincitore a Cannes della Camera d’or e candidato all’Oscar. Il 3 luglio esce nelle sale italiane il suo secondo film “Happy holidays”. Happy holidays, titolo ironico che sintetizza vicende drammatiche a ridosso di festività religiose, parla di Rami, un arabo-israeliano innamorato della compagna ebrea Shirley che, rimasta incinta contro la volontà di lui vuole tenersi il bambino, cosa che rischia di diventare un grosso problema per le famiglie di entrambi. Miri, la sorella di Shirley, ripudia la gravidanza avvenuta da un’unione fra un palestinese e un’ebrea, mentre viene messa sotto pressione dalla madre affinché si arruoli nell’esercito israeliano. Rami nel frattempo viene picchiato dagli ebrei perché ha messo incinta una delle loro donne. Fifi, sorella di Rami, è coinvolta in un incidente d’auto e i suoi genitori ne approfittano per fare soldi dall’accaduto, costretti da un problema economico grave. Una documentazione sanitaria della ragazza rischia però di svelare la sotterranea vita che ha condotto fuori dalle rigide regole familiari. E, mentre Fifi intraprende una relazione con Walid, fra loro restano segreti pesanti… La forza del film è la sceneggiatura, non a caso vincitrice a Venezia nella Sezione Orizzonti, che riesce a mostrare i diversi punti di vista dei protagonisti intorno a un identico problema, cosa che riproduce lo stridere faticoso di una convivenza civile, dove anche la spontaneità dell’innamoramento resta contaminata sino alla separazione. Il cast con attori non professionisti riesce ad essere addirittura più credibile di nomi altisonanti. Happy Holidays sottolinea l’importanza della libertà per uomini e donne imprigionati da regole patriarcali e distruttive, rendendo evidente come certi atteggiamenti discendano direttamente dal sistema, come una mentalità rigida e primitiva imprigioni la femminilità nella sola riproduttività biologica per ridurla a moglie devota a uso e consumo maschile. I personaggi si muovono indottrinati da istituzioni che hanno proibito l’aborto o gli anticoncezionali, per mantenere in vita una struttura sociale che non accetta l’autodeterminazione identitaria: in definitiva si parla dell’apparato pericoloso che ha introdotto lo Stato di Israele nell’esistenza quotidiana di molti esseri umani. Happy Holidays (2024). Un film di Scandar Copti con Manar Shehab, Wafaa Aoun, Merav Mamorsky, Toufic Danial, Kousi Orfahli. Genere: Drammatico Durata: 120 minuti. Produzione: Qatar, Palestina 2024. Uscita nelle sale: Giovedì 3 luglio 2025 Bruna Alasia
July 1, 2025
Pressenza