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Il 27° Rapporto Zoomafia della LAV: “Meno denunce ma più indagati per i reati contro gli animali”
Sono oltre 21 i procedimenti aperti ogni giorno e circa 15 le persone indagate quotidianamente per reati contro gli animali. È il quadro che emerge dal 27° Rapporto Zoomafia 2026, realizzato dall’Osservatorio Zoomafia LAV e curato dal criminologo Ciro Troiano, responsabile dell’Osservatorio e pubblicato con il patrocinio della Fondazione Antonino Caponnetto. Il Rapporto analizza i principali fenomeni della criminalità ai danni degli animali: combattimenti tra animali, corse clandestine di cavalli, scommesse illegali, traffico di cuccioli, contrabbando di fauna selvatica, bracconaggio, mafia dei pascoli, macellazione clandestina, illegalità nella pesca e negli allevamenti, sofisticazioni alimentari, crimini online, intimidazioni, furti, traffici di droga connessi agli animali e zoocriminalità minorile. L’elaborazione dei dati forniti dalle Procure della Repubblica evidenzia che nel 2025 sono stati aperti mediamente 21 fascicoli, con circa 15 indagati al giorno, per reati a danno di animali. Si registra a livello nazionale un tasso di 13,20 procedimenti e di 9,07 indagati ogni 100.000 abitanti. Rispetto al 2024 quindi c’è stata una diminuzione del 4,62% dei procedimenti, mentre il numero degli indagati è aumentato dell’8,55% circa. Al di là dei dati statistici, il Rapporto Zoomafia suggerisce che sono in aumento i casi commessi da più persone in concorso e crescono i casi diffusi attraverso i social, con particolare e preoccupante coinvolgimento di minorenni. Il reato più contestato è quello di maltrattamento di animali (art. 544ter c.p.) pari circa al 38,34% del totale dei procedimenti per crimini contro gli animali registrati presso le 130 Procure, sia ordinarie che minorili, che hanno fornito i dati. Rispetto al 2024 si registra un aumento del 9,58%. I combattimenti tra animali continuano a coinvolgere soggetti appartenenti sia alla criminalità comune sia, in alcuni casi, alla criminalità organizzata. Tra i protagonisti figurano allevatori abusivi, trafficanti di cani da combattimento ed estimatori delle cosiddette razze da lotta. Dal 1998 al 2025 sono stati sequestrati circa 1.373 cani e 120 galli da combattimento; 570 le persone denunciate e 17 quelle arrestate; almeno quattro i combattimenti interrotti in flagranza. I reati correlati vanno dallo spaccio di sostanze stupefacenti all’associazione per delinquere, dalla violazione di domicilio al furto di energia elettrica, dall’invasione di terreni alla ricettazione degli animali. Le corse clandestine di cavalli, oltre che fonte di introiti da illeciti connessi alle scommesse, rappresentano una delle manifestazioni più evidenti del controllo mafioso del territorio attraverso l’occupazione e lo sbarramento delle strade pubbliche e l’impegno di uomini e mezzi. I numeri relativi alle corse clandestine e alle illegalità nell’ippica sono chiari: nel 2025 sono stati registrati 21 interventi delle forze dell’ordine, 6 corse clandestine denunciate, 29 persone denunciate, 51 cavalli e 2 pony sequestrati. Dal 1998 al 2025 sono state denunciate 4.353 persone, 1.481 cavalli sequestrati e 171 corse e gare clandestine bloccate. Il commercio illecito di cani e gatti continua a rappresentare un’attività estremamente redditizia. I cuccioli vengono allevati in condizioni gravemente incompatibili con il loro benessere e trasportati per migliaia di chilometri, spesso privi delle necessarie garanzie sanitarie, con rischi anche per la salute pubblica. Nel 2025 sono stati sequestrati almeno 120 cani importati illegalmente; 14 le persone denunciate, di cui 7 arrestate. Dal 2010, anno in cui è entrata in vigore la legge contro la tratta dei cuccioli, al 2025 sono stati sequestrati 7.681 cani e 93 gatti (dal valore complessivo di circa 6.144.800 euro), mentre le persone denunciata sono state 471. L’analisi delle nazionalità degli indagati conferma la dimensione internazionale del fenomeno, che coinvolge cittadini provenienti da diversi Paesi europei ed extraeuropei. Anche il traffico internazionale di fauna selvatica non accenna a diminuire. Tra gli animali sequestrati figurano coralli, tartarughe, pappagalli, pitoni, draghi barbuti e persino uno scimpanzé, oltre a numerosi reperti derivati da specie protette, come avorio, zanne di elefante, pellami e animali imbalsamati. Nel 2025 sono stati inoltre registrati numerosi episodi di bracconaggio, uccisione di specie protette, utilizzo di richiami acustici vietati, impiego di armi clandestine o modificate, traffico di fauna viva e di trofei, furto di animali selvatici e imbalsamazione clandestina. “I dati del Rapporto Zoomafia 2026, ha sottolineato Ciro Troiano, confermano che i reati contro gli animali continuano a rappresentare un fenomeno diffuso e preoccupante ed evidenziano, inoltre, la persistente presenza di comportamenti criminali che alimentano circuiti di illegalità diffusa. Desta preoccupazione anche la presenza di procedimenti che coinvolgono minorenni per reati a danno degli animali. Si tratta di segnali che richiedono interventi educativi, culturali e preventivi capaci di promuovere il rispetto degli animali e contrastare ogni forma di violenza. La tutela degli animali è una questione che riguarda l’intera collettività e richiede un impegno costante da parte delle istituzioni, delle forze dell’ordine e della società civile. È necessario, quindi, rafforzare gli strumenti di prevenzione, di controllo e repressione, affinché il contrasto a questi fenomeni diventi una priorità sempre più concreta ed efficace.” Qui il Rapporto: https://static.lav.it/docs/2026/zoomafia/rapporto-zoomafia26.pdf. Giovanni Caprio
July 4, 2026
Pressenza
Capodanno: sugli animali incombe la minaccia dei fuochi d’artificio
“Il botto che cambia tutto? È quello che NON fai”: per tutelare sicurezza e benessere degli animali, troppo spesso vittime silenziose del fragore di Capodanno, LNDC Animal Protection chiede ai sindaci di vietare botti e petardi. E diffonde una serie di consigli che aiutano i proprietari a proteggere i propri compagni a quattro zampe durante la notte di San Silvestro. IL BOTTO CHE CAMBIA TUTTO? È QUELLO CHE NON FAI Ogni anno, all’avvicinarsi delle festività natalizie e del Capodanno, botti, petardi e fuochi d’artificio tornano a essere protagonisti di un’abitudine tanto diffusa quanto pericolosa. Per LNDC Animal Protection, è tempo di scegliere un altro modo di festeggiare. Un modo che non metta a rischio la vita e il benessere degli animali, Familiari e selvatici. Da qui nasce il nuovo claim, Il botto che cambia tutto? È quello che NON fai, un invito diretto e consapevole a rinunciare all’esplosione e scegliere invece il rispetto. Come ogni anno, LNDC Animal Protection si rivolge ai Sindaci di tutta Italia affinché adottino Ordinanze che vietino l’uso di botti e petardi sul territorio comunale. Una richiesta che punta a tutelare la collettività, prevenendo incidenti anche mortali, ma soprattutto a salvaguardare chi, quegli scoppi, li vive come un trauma: gli animali. Il Capodanno non è una festa per loro. È un incubo. Il fragore improvviso e incontrollato provoca panico, disorientamento e reazioni istintive che spesso portano alla fuga, allo smarrimento o, nei casi peggiori, a investimenti e morte. Dopo ogni notte di San Silvestro si moltiplicano le segnalazioni di animali dispersi, traumatizzati o feriti. Il rumore, amplificato da una soglia uditiva molto più sensibile di quella umana, rende quei momenti un vero e proprio bombardamento. L’associazione ricorda che sempre più Comuni scelgono ogni anno di adottare divieti in materia. E sebbene non sia semplice farli rispettare, rappresentano un segnale importante: una presa di posizione etica e culturale, un modo per sensibilizzare i cittadini verso comportamenti più rispettosi della vita. Gli animali non comprendono la causa dei botti e si trovano travolti da una paura irrazionale. Cani, gatti, conigli, uccelli e fauna selvatica reagiscono con panico incontrollato: tentano la fuga, si feriscono, non riconoscono più ambienti familiari o le persone accanto a loro. Spesso l’unico esito possibile è la tragedia. Proprio per questo, LNDC Animal Protection ha diffuso anche una serie di consigli utili destinati a chi vive con un animale, per proteggere i propri compagni durante il periodo più a rischio: * Non lasciarli soli – Teneteli in casa in un ambiente tranquillo, con luci e suoni familiari, evitando di lasciarli all’esterno o legati. * Create uno spazio sicuro – Preparate una zona confortevole con i loro oggetti preferiti, giochi, coperte o cuccia. * Non forzate il contatto – Lasciate che sia l’animale a cercarvi. Se si nasconde, non costringetelo a uscire. La sua paura è reale. * Minimizzate l’impatto acustico – Accendete radio o TV con volume moderato per coprire i rumori esterni. * Attenzione agli oggetti pericolosi – Rimuovete tutto ciò che potrebbe ferirli nel caso tentassero una fuga o un comportamento incontrollato. * Identificazione – Microchip, medaglietta e denuncia immediata in caso di smarrimento sono fondamentali per ritrovarli. * Consultare il veterinario – Per soggetti anziani, cardiopatici o fortemente fobici, valutare con anticipo un supporto farmacologico. Il Capodanno può e deve essere una festa per tutti, anche per gli animali. LNDC Animal Protection rinnova quindi il proprio appello: scegliete la tenerezza, non il rumore. Scegliete la vita, non il panico. Il botto che cambia tutto, davvero, è quello che non esplode. LNDC Animal Protection   Redazione Italia
December 30, 2025
Pressenza
Arborio: blocco degli aiuti contro il presidio anti-allevamento
Attivistə antispecistə protestano contro l’apertura del maxi allevamento aviario di Arborio; per rispondere all’abuso delle forze dell’ordine,  che hanno impedito ogni aiuto alle manifestanti, viene indetto uno sciopero della fame. Ieri 28 giugno inizia un presidio pacifico ad Aborio (VC), davanti al cantiere dell’allevamento di Bruzzese. L’intento dichiarato dalle attiviste è quello di denunciare la costruzione del maxi-allevamento intensivo di 275.000 galline ovaiole che Bruzzese stava portando avanti nel silenzio, fino a quando poche settimane fa, la popolazione è stata informata a mezzo stampa che il cantiere in essere era proprio un allevamento. Le forze dell’ordine hanno sequestrato per 9 ore i documenti delle presenti, insieme a ombrelloni e acqua, lasciando le attiviste sotto il sole e senza viveri in una giornata di fine giugno con 35°C. Una condotta questa, che ha portato una delle attiviste presenti a essere condotta in ospedale in ambulanza. Per tutto il giorno le forze dell’ordine hanno minacciato lo sgombero, bloccando le persone passanti che giungevano per dare acqua e cibo in solidarietà. Oggi, 29 giugno, le forze dell’ordine ripetono l’abuso di ieri contro le ultime due attiviste presenti, continuando a presidiare l’intera strada che passa davanti al cantiere e bloccando ogni macchina circolante, minacciando il sequestro dei veicoli in caso di avvicinamento o collaborazione con le manifestanti. Questa condotta mette a serio rischio la salute delle persone in presidio, come già accaduto. Per rispondere a questo abuso, usato per sgomberare una manifestazione pacifica, le manifestanti indicono uno sciopero della fame. Nel frattempo, a supporto diversi gruppi si stanno organizzando per portare viveri e ombra alle persone rimaste sotto il sole in questa giornata di fine giugno, e testimoniare sull’operato delle forze dell’ordine dirette dalla questura di Vercelli. È vergognoso il dispiegamento di forze che si sta adoperando per impedire a delle attiviste di esporre l’operato di Bruzzese e per difendere il nome di un colosso dell’allevamento intensivo. Ribellione Animale   Redazione Italia
June 29, 2025
Pressenza