L’abuso digitale travolge l’infanzia. I dati del Report Meter 2025
TikTok, Telegram, Signal insieme ad aree meno accessibili della rete come il
Dark Web rappresentano oggi alcuni dei principali canali di diffusione e scambio
di materiale pedopornografico, in un contesto ulteriormente aggravato
dall’intelligenza artificiale generativa, in grado di creare immagini e video
manipolati e di produrre contenuti deepnude. Il Report 2025 dell’Associazione
Meter, presentato di recente a Roma, evidenzia una trasformazione profonda del
fenomeno, sempre più caratterizzato dall’uso di tecnologie avanzate e strumenti
difficili da intercettare.
Nel corso del 2025 sono stati identificati 8.213 minori vittime di deepnude,
ovvero immagini generate artificialmente in cui i minori vengono denudati o
manipolati digitalmente. Questo dato si aggiunge alle 785.072 immagini e ai
1.733.043 video contenenti abusi reali su minori, segnalati nello stesso
periodo. Le immagini deepnude rappresentano una forma particolarmente grave di
abuso, perché colpiscono sempre una vittima reale: il minore la cui immagine
viene manipolata senza alcun consenso. L’IA trasforma materiale innocuo in
contenuto sessuale, con una violazione profonda dell’identità, dignità e
sicurezza del minore.
Queste pratiche alimentano il mercato pedopornografico e le richieste dei
circuiti criminali, esponendo le vittime a conseguenze psicologiche serie, tra
cui ansia, senso di colpa, isolamento, paura e ricatto. Oltre al danno
individuale, queste pratiche hanno un effetto destabilizzante sulla società,
perché normalizzano comportamenti criminali e incoraggiano la diffusione di
materiale pedopornografico reale, aumentando la pressione sui sistemi di
protezione dell’infanzia.
Telegram si conferma la piattaforma maggiormente utilizzata; tra gli strumenti
per creare deepnude e deepfake emerge anche Grok, il modello sviluppato da Elon
Musk, responsabile della creazione di 1.121 contenuti rilevati, pari al 14% del
totale. L’attività di monitoraggio ha consentito di individuare 505 domini
nazionali coinvolti nella diffusione di materiale illecito.
Tra i Paesi e territori maggiormente interessati figurano la Nuova Zelanda con
177 segnalazioni, il Territorio Britannico dell’Oceano Indiano con 110, il
Montenegro e la Russia con 46 ciascuno e gli Stati Uniti con 44. Tra i domini
nazionali monitorati da Meter rientra il dominio italiano .IT con 14
segnalazioni effettuate. Sui domini generici sono stati segnalati 1.532 link.
Tra questi, individuate 5 macro-cartelle compresse (.RAR) contenenti 4.964
ulteriori archivi, strumenti che permettono di accumulare e distribuire grandi
quantità di materiale pedopornografico. L’accesso a questi archivi avviene
generalmente previa registrazione e/o pagamento, e ciascun archivio può
contenere singoli file o numerosi link che rimandano a ulteriori contenuti
illeciti.
Il dominio generico più segnalato risulta essere il .COM con 964 casi rilevati,
a conferma di come i circuiti di diffusione utilizzino piattaforme centralizzate
per rendere più rapida e difficile da intercettare la circolazione di materiale
illegale. Parallelamente, si osserva una riduzione del numero di link totali
(domini nazionali e generici) segnalati, passati da 8.034 nel 2024 a 2.037
nell’ultimo anno. Un numero in calo non perché il fenomeno sia diminuito, ma
perché i pedocriminali utilizzano sempre più link effimeri che cambiano dopo
ogni accesso e restano disponibili solo per brevi periodi. L’uso sempre più
sofisticato dell’intelligenza artificiale, di bot automatici e di strumenti
digitali crittografati ha reso la diffusione di materiale pedopornografico più
rapida e difficile da intercettare.
L’analisi dei materiali rilevati evidenzia una maggiore concentrazione di
contenuti che coinvolgono minori nella fascia d’età compresa tra gli 8 e i 12
anni, con 422.368 foto individuate. Seguono la fascia 3–7 anni, con 360.563
foto, e la fascia 0–2 anni, con 1.972 immagini. Questo dato evidenzia una
significativa esposizione dei minori in età scolare primaria. Il medesimo
andamento si riscontra anche nei contenuti video, con numeri complessivamente
più elevati.
Sono stati rilevati 1.337.792 video relativi alla fascia 8–12 anni, 394.417
relativi alla fascia 3–7 anni e 834 relativi alla fascia 0–2 anni. L’elevato
numero di video conferma una crescente diffusione di contenuti dinamici, più
complessi da individuare e rimuovere e spesso utilizzati per la condivisione e
la circolazione in contesti chiusi o criptati.
Una ricerca condotta dall’Associazione Meter su un campione di 467 minori tra i
9 e gli 11 anni evidenzia criticità significative legate all’utilizzo della
piattaforma di gioco Roblox, frequentata quotidianamente da bambini e
adolescenti. Il 70% dei minori coinvolti dichiara di essere stato esposto ad
almeno una situazione di rischio durante l’esperienza di gioco. Tra i dati più
rilevanti, il 45% degli intervistati riferisce di aver ricevuto tentativi di
adescamento da parte di sconosciuti attraverso chat private o profili virtuali,
ma solo il 10% dimostra una piena consapevolezza del fenomeno e della sua
gravità. Il 50% dei minori dichiara di aver bloccato utenti sconosciuti che
richiedevano informazioni personali, spesso per timore di furti di identità o
accessi non autorizzati ai propri account, senza tuttavia informare gli adulti
di riferimento.
Il fenomeno del cyberbullismo risulta altrettanto diffuso: il 35% dei minori
afferma di aver subito comportamenti offensivi, minacce o esclusione
intenzionale dalle attività di gioco, con conseguenze che possono incidere sul
benessere emotivo dei minori. Le attività di monitoraggio evidenziano forme
sempre più complesse e diversificate di abuso. Tra queste emerge il fenomeno
delle “pedomame”, ovvero donne, madri, che producono materiale pedopornografico.
Sono stati documentati 11.240 video e 320 immagini diffusi attraverso
piattaforme di messaggistica come Signal, Telegram e Viber.
L’Associazione Meter rinnova il proprio appello a istituzioni, organizzazioni,
operatori della comunicazione e dell’informazione affinché contribuiscano a
portare all’attenzione della collettività un fenomeno grave e diffuso: la
pedofilia e lo sfruttamento dei minori. Ogni numero rappresenta una vittima, un
bambino o adolescente sopravvissuto agli abusi, un minore che cerca voce e
protezione.
È fondamentale che tutti, a vario titolo, diventino promotori del benessere dei
bambini, diffondendo consapevolezza, strumenti di prevenzione e informazione
corretta attraverso enti che realmente operano per la tutela dei minori. Solo
attraverso un impegno condiviso tra società civile, giornalisti e istituzioni
sarà possibile ridurre il silenzio attorno a questi crimini, offrire supporto
alle vittime e contrastare efficacemente ogni forma di abuso.
Qui il Report:
https://associazionemeter.org/wp-content/uploads/2026/02/report_meter_2025_web.pdf.
Giovanni Caprio