17ESIMO GIORNO DI GUERRA IN IRAN: TRUMP ANNUNCIA IL PIANO PER LO STRETTO DI HORMUZ. ISRAELE AVVIA L’INVASIONE DI TERRA IN LIBANOA più di due settimane dall’inizio dell’aggressione militare
israelo-statunitense all’Iran, il presidente statunitense Donald Trump insiste
perché gli alleati della Nato contribuiscano a garantire l’apertura dello
stretto di Hormuz: “Se non ci supportano, per loro ci sarà un futuro molto
negativo”, ha avvertito, lanciando un chiaro monito ai partner dell’Alleanza.
“Non è responsabilità Nato quello stretto” è la risposta dell’UE arrivata
tramite il ministro degli Esteri tedesco e l’alta rappresentante Ue per la
politica estera Kaja Kallas.
Kallas ha inoltre spiegato di aver parlato nel fine settimana con il segretario
generale delle Nazioni Unite António Guterres per valutare la possibilità di
un’iniziativa internazionale simile a quella creata nel Mar Nero per consentire
l’esportazione del grano ucraino durante la guerra. “La situazione è difficile
non solo per le forniture di petrolio – ha sottolineato – ma anche per i
fertilizzanti. Se quest’anno ci sarà una carenza di fertilizzanti, l’anno
prossimo potrebbe verificarsi anche una carenza di cibo”.
Nel frattempo l’Unione europea sta valutando un possibile rafforzamento della
missione navale EUNAVFOR Aspides, pur mantenendo grande cautela sull’ipotesi di
un dispiegamento diretto nello Stretto di Hormuz.
“Non abbiamo un problema di sicurezza degli approvvigionamenti, ma di prezzi”,
ha spiegato il commissario europeo all’Energia Dan Jørgensen arrivando al
Consiglio Ue Energia. “Dobbiamo essere pronti ad attuare misure a breve termine
per aiutare gli Stati membri”.
Trump, parlando ancora della sicurezza dello stretto, ha chiamato in causa anche
la Cina. “Dovrebbe aiutare: il 90% del suo petrolio passa da lì”, ha dichiarato.
Da Pechino è arrivata una replica immediata: gli Stati Uniti “devono correggere
subito i loro comportamenti scorretti sul commercio”.
Sul fronte diplomatico il presidente americano ha affermato che sono in corso
contatti con l’Iran, ma ha espresso scetticismo sulla possibilità di un’intesa
mentre l’Iran ha escluso negoziati e ha invitato gli alleati degli Stati Uniti a
“non fare nulla che possa provocare un allargamento del conflitto”.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Farian Sabahi, docente di Storia
contemporanea all’Università dell’Insubria e Visiting Research Fellow alla
London School of Economics and Political Science. Ascolta o scarica.
Intanto il conflitto sul campo continua ad intensificarsi. Israele ritiene che
saranno necessarie “almeno altre tre settimane” di operazioni militari,
sostenendo che restano “migliaia di obiettivi da colpire”. Nella notte
l’esercito israeliano ha lanciato una nuova offensiva su larga scala contro
Teheran, accompagnata da operazioni di terra nel sud del Libano.
Proprio nel sud del Libano, un raid aereo israeliano ha provocato quattro morti,
tra cui due bambini.
Gli aggiornamenti con Agnese Stracquadanio, reporter freelance in collegamento
da Beirut. Ascolta o scarica.