Quando l’Albania era colonia italiana, storia di un film osteggiato
Documenti inediti rinvenuti negli archivi diplomatici in giro per l’Europa
ricostruiscono una vicenda ancora del tutto sconosciuta, che riguarda la
lavorazione di un film con Marcello Mastroianni, Michel Piccoli, Anouk Aimée e
un quasi esordiente Sergio Castellitto.
Il film, diretto da Luciano Tovoli, uno dei più affermati direttori della
fotografia del nostro cinema, era Il generale dell’armata morta, tratto dal
romanzo dello scrittore albanese Ismail Kadare. Le riprese erano previste fra il
1980 e il 1982, in Albania, dove i fatti raccontati avvennero realmente. Ma dopo
contatti, viaggi e sopralluoghi e il denaro versato alla Banca di Stato
albanese, la troupe fu imbarcata su un aereo e rimandata in Italia, senza che
fosse girato neppure un metro di pellicola.
Si è sempre attribuita la responsabilità agli albanesi, ma i documenti
consultati negli archivi diplomatici raccontano di una segretissima trama
politico-diplomatica che cercò di bloccare la lavorazione della pellicola. Gli
apparati di due grandi democrazie, Italia e Francia, agirono nell’ombra affinché
il film non si facesse. L’Italia, che esercitò forti pressioni nei confronti
dell’isolata Albania, non voleva quel film perché riapriva la pagina
dell’occupazione fascista e delle atrocità sulle popolazioni civili, intaccando
il mito dell’“italiano brava gente”; Parigi aiutò Roma in questa impresa in
cambio del sostegno segreto nella chiusura delle radio private attive dal
territorio italiano, come Radio Corsica Internazionale e Radio K.
Il film si fece comunque, fu girato in Abruzzo e uscì nel 1983; ma, all’insaputa
di Mastroianni e Tovoli, era diventato la pedina di una battaglia
internazionale. Nonostante il trionfo di pubblico e critica in Francia, nel
nostro Paese non fu mai distribuito nelle sale cinematografiche.
Ora un libro narra tutta la vicenda, ricostruendola dalle fonti.
L’Associazione culturale “Tina Modotti” invita venerdì 13 novembre 2026 alle
ore 18.15 in Casa del popolo “Antonio Gramsci” (Via Ponziana 14 – 1° piano,
Trieste) alla presentazione del libro:
Una storia scomoda. La guerra segreta al film con Mastroianni sugli italiani in
Albania negli anni del fascismo (Bibliotheka ed., 2025) di Antonio Caiazza.
Antonio Caiazza, giornalista alla redazione Rai di Trieste, ha seguito per anni
le vicende Balcaniche per diverse testate.
In particolare, all’Albania ha dedicato diversi servizi televisivi, articoli e
due libri: In alto mare. Viaggio nell’Albania dal comunismo al futuro (Instar
Libri 2008) e il romanzo La notte dei vinti (Nutrimenti 2014), racconto della
sanguinosa epurazione che colpì la nomenklatura di Tirana a metà degli anni ’70.
L’autore dialogherà con Gianluca Paciucci.
Redazione Friuli Venezia Giulia