Il 26 novembre a Roma la conferenza finale degli Stati Generali della giustizia minorile per presentare una proposta di riforma dal basso
Circa 500 esperti e operatori coinvolti in un percorso nazionale promosso da
Antigone, Defence for Children International Italia e Libera e durato sei mesi.
Gli Stati Generali della giustizia minorile, iniziati lo scorso maggio, si
concludono con una giornata di confronto con giuristi, rappresentanti delle
istituzioni e parlamentari per ripensare il sistema della giustizia minorile
italiana.
Roma, 5 novembre 2026. Una proposta di riforma della giustizia minorile
costruita dal basso, attraverso il confronto tra circa 500 esperti e
professionisti che ogni giorno operano nel settore, sarà presentata e discussa
durante l’intera giornata di giovedì 26 novembre a Roma, nella sede di Libera in
Via Stamira 5, nell’appuntamento conclusivo degli Stati Generali della Giustizia
Minorile. L’iniziativa, promossa da Antigone, Defence for Children International
Italia e Libera, punta a portare all’attenzione della politica, delle
istituzioni e dell’opinione pubblica proposte concrete per affrontare la crisi
del sistema italiano della giustizia minorile, riaffermandone la fondamentale
funzione educativa.
“La giustizia minorile italiana sta vivendo una fase particolarmente critica,
segnata da interventi legislativi che hanno progressivamente privilegiato la
risposta repressiva rispetto a quella educativa. Con gli Stati Generali abbiamo
scelto di partire da chi questo sistema lo conosce e lo vive ogni giorno:
magistrati, avvocati, educatori, operatori sociali, direttori degli istituti
penali minorili, ricercatori e rappresentanti della società civile. Il risultato
è un percorso collettivo che vuole superare la semplice denuncia delle criticità
e offrire alla politica proposte concrete di cambiamento. Il 26 novembre sarà il
momento in cui questo lavoro verrà presentato e discusso pubblicamente, con
l’obiettivo di riportare la giustizia minorile al centro dell’agenda politica”,
dichiarano congiuntamente Antigone, Defence for Children International Italia e
Libera.
Il percorso degli Stati Generali è partito nel maggio 2026 e si è sviluppato
attraverso sei tavoli tematici che hanno raccolto analisi, esperienze e proposte
da parte di centinaia di professionisti. Un processo partecipativo che ha
affrontato i principali nodi del sistema, dalla detenzione negli istituti penali
minorili alle misure alternative al carcere, dalla messa alla prova al ruolo
delle comunità, fino alla tutela dei giovani migranti, alla salute e alle
risorse necessarie per garantire percorsi educativi efficaci.
“La giustizia nei confronti dei minori deve essere quella dal più alto profilo.
L’aspetto punitivo, come la Corte Costituzionale ci ha più volte ripetuto, deve
indietreggiare davanti alla finalità educativa. Parliamo di ragazzi
giovanissimi, che sono nel pieno del loro sviluppo e che hanno grandi
possibilità di cambiamento. Questo governo ha dichiarato guerra alle nuove
generazioni fin dal momento del suo insediamento, ma quello di cui abbiamo
bisogno non è più punizione e più carcere bensì più stato sociale e inclusione.
Per questo con gli Stati Generali della giustizia minorile abbiamo voluto
mettere in campo un grande movimento di opinione con lo scopo contrastare lo
sfascio cui stiamo assistendo negli ultimi anni nell’ambito della giustizia
minorile italiana e le derive illiberali, repressive e contrarie ai principi che
nei decenni avevano guidato il sistema e lo avevano reso un modello per l’intera
Europa”. A dirlo è Susanna Marietti, coordinatrice nazionale e responsabile
dell’osservatorio minori di Antigone.
L’appuntamento del 26 novembre rappresenterà anche un’occasione di confronto
diretto con il mondo politico. La giornata si aprirà con una relazione del
comitato di coordinamento degli Stati Generali, seguita da contributi di
giuristi, esperti e rappresentanti della società civile. È previsto inoltre il
coinvolgimento di esponenti delle Nazioni Unite e un confronto con i
parlamentari invitati a discutere le proposte di riforma emerse dal percorso.
“Da questo grande processo di consultazione emerge una richiesta chiara: mettere
al centro le ragazze, i ragazzi e il loro superiore interesse, facendo di ogni
percorso di giustizia un’occasione reale di cambiamento, per loro e per la
comunità – dichiara il direttore di Defence for Children International Italia,
Pippo Costella -. Chiediamo alle istituzioni di assumersi questa responsabilità,
applicando il diritto con intelligenza per riguadagnare la necessaria
autorevolezza agli occhi delle più giovani generazioni”.
La necessità di una riforma nasce dalle profonde trasformazioni che negli ultimi
anni hanno interessato il sistema della giustizia minorile italiana. L’aumento
della popolazione detenuta, le difficoltà degli istituti penali per minorenni e
il progressivo indebolimento delle opportunità educative e delle misure
alternative hanno contribuito a mettere in discussione un modello che per
decenni ha rappresentato un punto di riferimento anche a livello internazionale.
Gli Stati Generali intendono invertire questa tendenza, valorizzando le
competenze e le esperienze di chi lavora quotidianamente con i ragazzi e le
ragazze coinvolti nei procedimenti penali e restituendo centralità agli
strumenti di prevenzione, responsabilizzazione e reinserimento sociale.
“Le mafie hanno sempre investito sui più giovani. Li cercano nei quartieri dove
mancano spazi, servizi e adulti di riferimento, e offrono loro ciò che altri non
offrono: soldi facili, appartenenza, un’identità. Ogni volta che un ragazzo
viene lasciato solo, la criminalità organizzata trova nuova linfa. Per questo la
giustizia minorile riguarda direttamente il contrasto alle mafie, e non può
essere delegata soltanto ai tribunali – sottolinea Francesca Rispoli,
copresidente di Libera -. Serve una comunità che si assuma la responsabilità dei
suoi ragazzi: scuole, parrocchie, associazioni, imprese, enti locali. Lo vediamo
nei beni confiscati restituiti alla collettività, che diventano luoghi in cui i
giovani incontrano la legalità come opportunità concreta, e nei percorsi che
aiutano chi cresce in famiglie mafiose a costruirsi un futuro diverso. Togliere
un ragazzo alle mafie è la forma più efficace di prevenzione che conosciamo.”
La giornata del 26 novembre sarà aperta al pubblico. Tuttavia, data la capienza
della sala di massimo 100 posti e l’aspettata partecipazione, sarà prevista una
diretta streaming dall’account YouTube dell’Associazione Antigone
(https://www.youtube.com/@antigoneets).
L’obiettivo delle tre associazioni è fare degli Stati Generali non soltanto un
momento di analisi, ma il punto di partenza di un nuovo percorso di confronto
pubblico e istituzionale per una giustizia minorile capace di coniugare tutela
dei diritti, responsabilità, prevenzione e inclusione sociale.
Per informazioni sul percorso degli Stati Generali:
https://statigeneraligiustiziaminorile.org/
Associazione Antigone