ReCommon diffida SACE dal sostenere finanziariamente il progetto Rovuma LNG in Mozambico
ReCommon ha inviato oggi una lettera all’assicuratore pubblico italiano SACE e
ai ministeri vigilanti – ministero dell’Economia e delle Finanze e quello per
gli Affari esteri e della Cooperazione internazionale – per diffidarli dal
sostenere il progetto Rovuma LNG in Mozambico, guidato da ExxonMobil ed Eni.
L’operazione, in fase di valutazione dal 16 ottobre 2026, riguarda la copertura
assicurativa per la realizzazione di un impianto di liquefazione di gas, di
strutture di stoccaggio e di un terminale marino per il carico di gas
liquefatto.
Sotto il profilo finanziario e del conseguente rischio d’investimento,
l’operazione riguarda un contesto nazionale – quello mozambicano –
caratterizzato da una fragilità economica strutturale e da un’elevata
esposizione a variabili macroeconomiche e politiche. Situato nell’omonima
penisola, il parco industriale di Afungi, dove dovrebbe sorgere
l’infrastruttura, , si trova nella provincia settentrionale di Cabo Delgado, a
circa dieci chilometri dalla città di Palma.
Nell’aprile del 2021, ExxonMobil ed Eni avevano sospeso l’iter di finanziamento
del progetto a causa dell’insurrezione armata del gruppo Ahl al-Sunnah wa al
Jamma’ah, che aveva espugnato Palma – poi tornata nelle mani delle forze di
sicurezza mozambicane (FDS). Il 23 settembre 2026, dinanzi all’assemblea
generale dell’ONU, il presidente mozambicano Daniel Francisco Chapo ha affermato
che, nonostante i progressi, la stabilizzazione di Cabo Delgado «rimane
incompleta, richiedendo una risposta concertata e una maggiore cooperazione
internazionale». L’organizzazione Armed Conflict Location and Event Data Project
riporta che da ottobre 2017 a giugno 2026 le FDS e gli insorti hanno ucciso
2.772 civili.
È molto rilevante che la stessa SACE, nell’ambito delle proprie analisi,
attribuisca al Mozambico un rischio alto sia dal punto di vista politico
(85/100) che di credito (88/100).
Per la realizzazione del parco industriale, dove insieme a Rovuma LNG dovrebbe
sorgere anche il progetto Mozambique LNG di TotalEnergies, sono state sgomberate
643 famiglie, appartenenti per lo più al villaggio di Quitupo. «L’attuazione del
piano di reinsediamento è guidata da TEPMA1 (TotalEnergies, ndr) in qualità di
operatore, mentre le Aree 1 e 4 (ExxonMobil ed ENI, ndr) ne condividono i
costi», riporta il sito web di Mozambique LNG. Su questa materia, il colosso
francese opera quindi anche per conto di Rovuma LNG.
A luglio 2026, ReCommon si è recata in missione sul campo, raccogliendo decine
di rimostranze in ogni comunità impattata dal parco industriale, soprattutto in
materia di compensazioni economiche per gli impatti diretti e indiretti,
limitazioni della libertà di movimento nella Penisola di Afungi e violazioni dei
diritti umani da parte delle FDS. Nonostante questo, le multinazionali affermano
che la percentuale di chiusura delle pratiche di reclamo si attesti al 98%. In
questo contesto così complesso e in costante evoluzione, SACE sta passando al
vaglio l’operazione sulla base della valutazione di impatto ambientale e sociale
risalente al 2014, nel corso degli anni solo parzialmente aggiornata in alcune
sue parti.
«Durante la nostra recente missione sul campo a Cabo Delgado, nell’area
interessata dal parco industriale, abbiamo avuto esperienza diretta di tutte le
gravi criticità associate al progetto, sia sotto il profilo sociale che
ambientale» ha dichiarato Simone Ogno di ReCommon. «Potrebbe trattarsi
dell’ennesimo progetto che andrebbe ad aggravare la dipendenza italiana dai
combustibili fossili, una scelta miope se guardiamo a quanto sta avvenendo nelle
ultime settimane con l’inflazione energetica e i suoi risvolti su fasce sempre
più ampie della popolazione. Per tutte queste ragioni, ci vediamo costretti a
diffidare SACE affinché denaro pubblico non sia impegnato per un tale scempio»
ha concluso Ogno.
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