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Galleria Borghese, la lettera delle associazioni al Ministro della Cultura
Villa Borghese 2026-05-25 (foto AMBM) Le Associazioni Ranuccio Bianchi Bandinelli, Carteinregola-ODV, Italia Nostra Roma, Amici dei Musei di Roma, Gruppo dei Romanisti, Amici di Villa Borghese, il 31 ottobre hanno inviato una lettera al Ministro della Cultura Alessandro Giuli, ai vertici del Ministero e per conoscenza al Direttore Generale della Galleria Borghese Francesca Cappelletti, in merito al procedimento avviato di un Concorso Internazionale per Ampliamento della Galleria Borghese e al ruolo della Società Proger, per il quale da tepo Carteinregola ha lanciato l’allarme (vedi l’articolo del 12 maggio 2026 Sembra una fake, ma non lo è: vogliono costruire un edificio accanto alla Galleria Borghese e gli altri in calce). Pubblichiamo il testo della lettera, entre è in preparazione la cronologia delle tappe e una disamina del bando. Esposto in merito al procedimento avviato di un Concorso Internazionale per Ampliamento della Galleria Borghese e al ruolo della Società Proger Le sottoscritte associazioni, impegnate per la tutela del patrimonio culturale, nei limiti delle rispettive competenze, sottopongono all’attenzione delle SSLL formale esposto concernente gli aspetti di metodo e di merito sulla situazione che da alcuni mesi riguarda la Galleria Borghese e la Villa Borghese con il concorso di idee per un progetto di ampliamento per la realizzazione di una nuova struttura museale all’interno del perimetro storico della Villa stessa. Si ripercorre per praticità la vicenda che inizia con Avviso del 17 novembre 2025, da parte della Direzione della Galleria, relativo alla ricezione di offerta di sponsorizzazione tecnica ai sensi dell’art. 134 del D.Leg.vo n. 36 del 2023 e dell’art. 120 del D.Leg.vo n. 42del 2004 e smi e circolare del Ministero della Cultura n. 28 del 17 giugno 2016, da primaria società dell’UE specializzata in progettazione e gestione di commesse pubbliche e private,avente ad oggetto “la fornitura del progetto di fattibilità tecnico economica di un nuovo edificio da realizzare in uno spazio contermine all’immobile che ospita la Galleria e che consenta di accogliere simultaneamente un maggior numero di visitatori senza pregiudicare la sicurezza dei percorsi e, al contempo, di aumentare l’offerta espositiva, delle aree di servizio, delle aree tecniche, didattiche e di una sala conferenze, considerando un nuovo volume che possa rendere la Galleria un luogo più accogliente, fruibile e sicuro.”. L’ammontare complessivo dei costi che lo Sponsor tecnico si offre di sostenere è stato dallo stesso quantificato nella somma di euro 875.750,19 euro. I benefit richiesti dallo Sponsor tecnico e accordati, senza indicazione di limiti temporali, sono: (a) predisposizione di una mostra all’interno del Museo con l’esposizione dei progetti meglio graduati nel concorso accompagnata dalla storyline dello sponsor e dell’indicazione dellostesso quale sponsor dell’iniziativa; (b) la possibilità per lo Sponsor tecnico di poter utilizzare – quale elemento esperienziale e nell’ambito della comunicazione istituzionale – l’attività di project management svolta per realizzare l’oggetto della sponsorizzazione, accreditata da una attestazione da parte del Museo; (c) la possibilità di poter essere indicato quale sponsor tecnico del progetto nella cartellonistica e nella comunicazione istituzionale e promozionale che accompagnerà la futura realizzazione dell’ampliamento. (All.1). In data 7 gennaio 2026 (con determina n. 1) la Direzione della Galleria dispone l’accettazione della proposta di sponsorizzazione tecnica pervenuta dalla Società. Proger S.p.A. (Avviso Aggiudicazione Sponsorizzazione, All.2). Pur nel citato rispetto di quanto previsto dalla normativa sulle sponsorizzazioni, di tale procedimento iniziato nel novembre 2025 si è potuto avere notizia solo successivamente, ossia nel momento dell’uscita della notizia sulla cronaca della stampa romana (La. Repubblica 8 maggio 2026). Desta quindi stupore la dichiarazione della direzione della Galleria Borghese nel testo di presentazione della conferenza stampa del 18 maggio 2026: “Galleria Borghese continuerà a condividere pubblicamente gli sviluppi di questo percorso di studio e approfondimento, nel segno della massima trasparenza e del dialogo con le istituzioni, la comunità scientifica, le realtà impegnate nella tutela del patrimonio e la cittadinanza.”, contraddicendo evidentemente la realtà dei fatti non avendo condiviso con nessuno da novembre 2025 a maggio 2026 il progetto. Non risulta infatti alcun atto formale relativo a tale importante iniziativa presso il Comitato Scientifico dell’Istituto, né soprattutto presso il Ministero, che attraverso un proprio rappresentante ha rilasciato alla stampa (conferenza stampa del 18 maggio 2026) una anodina dichiarazione che ogni riflessione sul futuro della Galleria Borghese “dovrà svilupparsi nel quadro di una rigorosa tutela storica, artistica e paesaggistica”. Fuori tempo e irrituale sembra anche la memoria della Giunta Capitolina, approvata nella seduta del 5 maggio 2026 a seguito della comunicazione ufficiale inviata il 25 marzo 2026 da parte della Direzione della Galleria della avvenuta sottoscrizione del contratto con la Società Proger S.p.A. Per quanto riguarda il ruolo del Comune di Roma nella procedura in oggetto, proprietario delle aree esterne alla Galleria, ci si rivolgerà al Comune stesso. Dal 18 maggio 2026 si è dovuto attendere il 14 ottobre 2026, per avere nuove informazioni sul progetto definito “Proposte per nuove soluzioni” nel testo della conferenza stampa organizzata dalla Proger Spa e dalla direzione della Galleria Borghese presso l’Ordine degli architetti di Roma. La lettura del bando di gara reso pubblico il giorno stesso della conferenza stampa presso l’Ordine degli architetti, il 14 ottobre 2026, ha definitivamente chiarito il programma per il quale si indice un ‘Concorso Internazionale di Architettura. Ampliamento Galleria Borghese’. Il documento, molto chiaro anche nei ruoli e nelle procedure, non corrisponde però a quanto scritto nel comunicato della conferenza stampa distribuito durante l’incontro dove si afferma che “l’intervento prevede l’eventuale possibilità di realizzazione di un nuovo volume, o la riprogettazione di strutture esistenti”; segnale di una più che opaca comunicazione che ha confuso lettori, pubblico e interessati, fin dal primo momento di questa vicenda. Pure trattandosi di un Istituto dotato di autonomia e pur riguardando il procedimento un concorso di idee, ciò non esime l’Istituto stesso dagli inderogabili passaggi e confronti con gli organi centrali e gli organi consultivi del Ministero, ai quali esporre i problemi e le esigenze di una struttura museale di tale eccezionalità e con i quali individuare soluzioni possibili ai miglioramenti che la Direzione riterrebbe opportuni. É stata dichiarata (nella conferenza stampa del 14 ottobre 2026) l’esistenza di una lettera del 5 agosto 2026 di autorizzazione alla procedura da parte del Dipartimento Valorizzazione, ma non si è fatto cenno al coinvolgimento del Dipartimento Tutela patrimonio culturale e della Soprintendenza ABAP, interessati in prima istanza per le tutele vigenti su tutta la Villa. La modalità di accogliere la proposta di una Società privata per porre allo studio una soluzione per la realizzazione di un nuovo edificio all’interno della Villa Borghese, ‘contermine’ alla Galleria stessa (come indicato nel documento originario Avviso) o ‘in aree limitrofe al museo tali da garantire una connessione diretta con il complesso esistente’ (come indicato nel Bando), appare viceversa, ad avviso di chi espone, fuori luogo e meno corretta proceduralmente nei confronti di un bene di interesse pubblico. Si nutrono al riguardo forti perplessità in merito al ruolo del privato che non si offre, come si vuole far credere, come mecenate a vantaggio del patrimonio culturale pubblico, ma sembra puntare piuttosto a logiche commerciali e di interferenza privatistica, come è dichiarato nella parte benefit, a discapito della natura puramente pubblica del patrimonio della Galleria e dell’interesse pubblico della Villa, di particolare rilievo, come racconta la sua storia stessa e per i vincoli di tutela esistenti (si cita solo la declaratoria del 17.11.1973 ai sensi della L. 1089/39). In merito all’Ampliamento è superfluo sottolineare che il contesto del Casino Nobile, con il giardino storico e il prezioso ambito paesaggistico in cui è inserito, non sono in alcun modo modificabili. É nota a tutti l’unicità della Galleria Borghese come Museo non comparabile ad alcun altro museo del panorama internazionale, per la sua storia particolare e per il suo inserimento nella Villa Borghese, villa pubblica con vincolo storico e tutela di inedificabilità. Così unico appare l’attuale assetto delle sale espositive, con le opere e gli arredi dell’ordinamento storico, oggetto, in quanto tali, dell’interesse dei visitatori e che devono rimanere intoccabili. Le “esigenze di consentire una più efficace gestione e distribuzione dei flussi di visita contribuendo a ridurre la pressione sui percorsi e sugli spazi del Casino Nobile” – come scritto nel testo della conferenza stampa del 14 ottobre – sono circostanze fittizie e inattuabili che si invocano soltanto per poter giustificare la costruzione di un nuovo edificio che potrebbe servire, non per aumentare il numero dei visitatori nella Galleria Borghese ma, come scritto ora chiaramente nel testo del 14 ottobre 2026, per “l’esposizione al pubblico dei capolavori oggi conservati nei depositi, allestimenti di mostre temporanee di rilevanza internazionale, laboratori per la conservazione e il restauro, aree didattiche, sale conferenze, bookshop, servizi di ristorazione e infrastrutture avanzate digitali”. A questo proposito si deve rilevare che se la nuova struttura dovrà accogliere anche l’esposizione delle opere conservate nei depositi, non certo tutti capolavori, i 2.041.796,81 euro appena impiegati per i lavori di adeguamento per l’accessibilità con i fondi del PNRR, sarebbero stati spesi inutilmente. La Galleria Borghese, dalla sua riapertura nel 1997 dopo 14 anni di importanti restauri, continuerà ad avere tempi di visita contingentati e visitatori consentiti dalle norme in vigore stabilite per una necessaria conservazione delle opere d’arte ivi contenute e degli ambienti ricchi di fragili e delicate decorazioni sulle pareti e sui soffitti. Quindi il numero dei visitatori resterà sempre lo stesso, cadendo così di conseguenza tutte le motivazioni del progetto del nuovo edificio. Nonostante la Galleria Borghese sia un Istituto autonomo, a seguito della riforma introdotta dal DPCM 171/2014 e DM 23 dicembre 2014, con le successive modificazioni e integrazioni, si potrebbero comunque individuare soluzioni per integrare al meglio le offerte culturali, coerenti con un sistema che prima della riforma citata era unificato, senza compromettere un bene tutelato e senza dover coinvolgere il privato. Tali soluzioni potrebbero giovare alla Galleria Borghese evitando inoltre di sfruttare e congestionare la struttura museale soprattutto con le mostre temporanee e rischiare che la stessa conviva con forme dicommercializzazione di interesse privato. Associazioni Ranuccio Bianchi Bandinelli, Carteinregola-ODV, Italia Nostra Roma, Amici dei Musei di Roma, Gruppo dei Romanisti, Amici di Villa Borghese 3 novebre 2026 per osservazioni e precisazioni scrivere a laboratoriocarteinregola@gmail.com vedi anche Galleria Borghese: si continua a portare avanti un progetto irricevibile 13 ottobre 2026 Enzo Borsellino: Il progetto di ampliamento della Galleria Borghese: Vexata Quaestio 14 ottobre 2026 Ampliamento Galleria Borghese, la risoluzione del II Municipio che chiede soluzioni che escludano un nuovo volume nella Villa storica 8 luglio 2026
November 3, 2026
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