Morti di Bagnoli: gli omicidi da lavoro non devono cadere in prescrizioneLa Corte d’Assise d’Appello di Napoli riconosce la colpa, ma “estingue” il reato
per prescrizione: Medicina Democratica, con la proposta di istituzione reato di
omicidio da lavoro, dice “mai più”!
“Medicina Democratica, parte civile nel processo, sostiene una proposta di
introduzione del reato di omicidio da lavoro tale da escludere la mannaia della
prescrizione: tutti gli infortuni e le malattie professionali, con esito
mortale, vanno considerate omicidi da lavoro”, è quanto ha dichiarato Paolo
Fierro, vicepresidente nazionale di Medicina Democratica, in riferimento alla
sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Napoli del 27 ottobre scorso, che
ancora una volta, grazie alla norma della prescrizione del reato prevista dal
codice penale, ha consentito il “salvataggio” dell’imprenditore svizzero
Schmidheiny dalle conseguenze penali per le morti di amianto a Bagnoli. Come è
noto, infatti, si è arrivati alla prescrizione, dilatando i tempi di un
ulteriore anno, con l’artifizio della richiesta di traduzione in tedesco della
precedente sentenza di condanna a 12 anni dell’imprenditore svizzero.
Medicina Democratica ricorda inoltre che a questa sentenza si è arrivati anche
grazie allo scorporo del processo di Bagnoli dal processo Eternit di Torino, che
ha contribuito ad un ulteriore allungamento dei tempi.
Ma il problema amianto a Bagnoli rimane irrisolto:” La giustizia ambientale
ancora una volta non riceve una risposta esaustiva dalle aule del tribunale” ha
aggiunto Paolo Fierro. “Posto che noi non ci aspettiamo da un iter giudiziario
su questi temi una sorta di nemesi per i crimini ambientali, vorremmo però una
soluzione per l’inquinamento a Bagnoli, che è stato prodotto dalle aziende
presenti nel territorio dal secolo scorso, fra cui nel caso specifico l’Eternit,
ma anche la Cementir e la stessa Italsider, le cui scorie, altamente nocive,
sono state nascoste sotto un tappeto di cemento, capping, che andrà a coprire la
colmata a mare, che è stato lo sversatoio per decenni dei rifiuti industriali
del’Italsider.”
Le conseguenze drammatiche delle mancate bonifiche sono evidenti: secondo gli
ultimi dati del registro tumori ASL Napoli 1, persiste a Bagnoli infatti il
picco massimo di mortalità per mesoteliomi e per carcinoma ovarico, rispetto non
solo ai dati riferiti a tutta la città di Napoli, ma anche sul piano nazionale.
I casi di morti per mesotelioma a Bagnoli sono 2,3 per centomila abitanti,
mentre sul piano nazionale sono 0,08 per centomila abitanti.
Medicina Democratica