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Michiko Kodama, sopravvissuta a Hiroshima: “Un No categorico alla guerra e al possesso di armi nucleari”
In occasione dell’evento Mai più Hiroshima. Il ruolo della Spagna nel disarmo nucleare, abbiamo avuto modo di conversare con Michiko Kodama (Kodama-san), sopravvissuta a Hiroshima, segretaria generale della Nihon Hidankyo, Confederazione delle Associazioni delle Vittime della Bomba Atomica e Premio Nobel per la Pace 2024. L’evento, organizzato dall’Alleanza per il disarmo nucleare, si è tenuto presso l’Ateneo di Madrid. Come sta andando il viaggio in Spagna? È la mia prima visita in Spagna e in effetti si sta rivelando molto fruttuosa. Sto imparando molto, conoscendo molte persone; è molto gratificante essere qui. Attualmente in Europa ci sono molte manifestazioni contro le guerre. Ha trovato la gente più ricettiva al messaggio contro le armi nucleari? Approvo le manifestazioni, ad esempio quelle degli insegnanti che si stanno svolgendo ora in Spagna. Percepisco un clima in cui tutti cercano di lottare per proteggere i propri diritti e questo clima mi gratifica davvero. Non posso che incoraggiarvi e applaudirvi perché abbiamo davvero molte cause comuni per cui lottare. L’attuale governo giapponese vuole che il Giappone abbandoni il principio pacifista della sua Costituzione per tornare a militarizzarsi e riarmarsi. Qual è la sua opinione? Non solo a titolo personale, ma anche come attivista, insieme a tutta la confederazione, ci opponiamo frontalmente alla politica che sta portando avanti la nostra prima ministra. Invece di investire denaro per il benessere del popolo, ciò che sta facendo è acquistare armi dagli Stati Uniti. Ma c’è un motivo di speranza perché molte madri e studenti, contrari a questa politica, si stanno organizzando per manifestare davanti al Congresso. In qualità di sopravvissuta a Hiroshima, qual è il suo messaggio per la Spagna e per il mondo? Come attivista, mi impegnerò davvero con tutte le mie forze, ma la realtà in cui ci troviamo è che le bombe atomiche, le testate nucleari, stanno aumentando. Oggi ne abbiamo circa 12.000. Quando fecero esplodere la bomba atomica a Hiroshima e Nagasaki, ce n’erano poche. Quindi stiamo davvero andando in una direzione chiara in cui c’è un investimento e un interesse nel mantenere le armi nucleari. Per questo voglio lanciare un appello affinché l’umanità sia consapevole che non può rivivere l’inferno che ho vissuto io o l’inferno che potrebbero vivere loro. Per me è un no categorico. Nel mio intervento voglio sottolineare e mettere in evidenza il no categorico alla guerra e al possesso di qualsiasi arma nucleare. Noi sopravvissuti abbiamo vissuto quell’esperienza, ma fino alla morte ne porteremo il peso e avremo il nostro inferno dentro di noi. La conferenza che terrò verterà proprio su questo: oltre alla mia esperienza personale, intendo sensibilizzare sull’effetto devastante delle bombe atomiche che continuiamo a portare con noi. Noi sopravvissuti non vogliamo che la seconda o la terza generazione vivano la stessa esperienza. Quale ruolo può svolgere la Spagna nella lotta per la messa al bando delle armi nucleari? Il mio desiderio è che il governo spagnolo firmi il Trattato per la proibizione delle armi nucleari, ovvero che prenda coscienza del pericolo che queste possono causare e che, unendo le forze, si vada avanti per sensibilizzare l’umanità. È l’unica cosa che chiederei al governo spagnolo. Vuole inviare un ultimo messaggio o aggiungere qualche altro commento? Mi è sembrato un Paese davvero interessante perché la popolazione è molto appassionata alla politica attuale e questo mi dà speranza; imparo moltissimo da loro, dal fatto che ci sia un interesse comune alla discussione, soprattutto per il benessere della popolazione e vederlo e constatarlo qui mi ha dato molta forza. Essendo stati vittime di due bombe, il fatto che il Giappone non abbia firmato il TPAN è per noi qualcosa di incomprensibile. Quindi, insieme a questi gruppi di manifestanti, continueremo a fare pressione sul governo affinché ne prenda coscienza. È stato molto interessante sentire che in Giappone madri e giovani stanno protestando… Sono 10 anni che tengo conferenze nelle scuole superiori. Per me è stato quindi un piacere che proprio quegli studenti abbiano preso coscienza della questione, si siano recati al Congresso e abbiano raccolto firme, che poi hanno consegnato al Ministero degli Affari Esteri. E ho avuto l’onore di accompagnarli alla manifestazione, consolidando questa unione. Traduzione dallo spagnolo di Anna Polo   Juana Pérez Montero
October 30, 2026
Pressenza