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Dalla parte del suolo e della biodiversità: il futuro sotto ai nostri piedi
Il suolo e la biodiversità sono due realtà profondamente interconnesse, elementi vitali per l’equilibrio ambientale e per il nostro futuro collettivo. Temi centrali per chi si occupa di ambiente, ma ancora troppo spesso trascurati nel dibattito pubblico. Per questo motivo, le associazioni 5R Zero Sprechi ed Evergreen Brescia promuovono una serata di approfondimento e riflessione aperta alla cittadinanza, che si terrà venerdi 24 ottobre alle ore 18.30, Auditorium Capretti Brescia. Due ospiti d’eccezione guideranno l’incontro: Il Prof. Paolo Pileri, docente di Pianificazione territoriale e ambientale presso il Politecnico di Milano, autore di importanti pubblicazioni dedicate al tema della tutela del suolo. In questa occasione presenterà il suo ultimo libro, “Dalla parte del suolo”, un’opera che invita a rivedere il nostro rapporto con il territorio, a partire dalla consapevolezza del suo valore ecologico, culturale e sociale. Il Cav. Antonio De Matola, filosofo, botanico e curatore degli orti botanici di Ome, da anni impegnato nella valorizzazione della biodiversità vegetale e nella promozione di una cultura del rispetto per gli ecosistemi locali. A moderare la serata sarà la giornalista Simona Duci, da sempre attenta ai temi ambientali e alla narrazione del territorio. Durante l’evento sarà possibile acquistare il libro “Dalla parte del suolo” e partecipare al firmacopie con l’autore. L’ingresso è libero e domande, spunti e riflessioni da parte dei partecipanti saranno i benvenuti. Un appuntamento pensato per chi ha a cuore il futuro del nostro territorio e desidera approfondire, con competenza e passione, uno dei temi più urgenti del nostro tempo. Redazione Sebino Franciacorta
“Occhio alla Cicca”: un porta-mozziconi per salvare l’ambiente e includere le fragilità
Un piccolo oggetto per una grande causa: così un’idea nata tra volontari diventa progetto sociale e ambientale in Franciacorta nella provincia di Brescia. Ma a fronte dell’entusiasmo, resta l’interrogativo: perché serve l’impegno dei cittadini per sopperire a un’assenza sistemica di prevenzione e tutela? Un mozzicone di sigaretta impiega fino a 10 anni per degradarsi. In quel tempo, rilascia metalli pesanti e sostanze tossiche che contaminano acqua, suolo e sabbia. Ogni anno, solo in Italia, ne vengono dispersi 14 milioni. Numeri che fanno tremare, ma che raramente muovono le coscienze quanto dovrebbero. In questo panorama si inserisce “Occhio alla Cicca”, un progetto che unisce sostenibilità, inclusione sociale e cittadinanza attiva. Nato quasi per caso, da un incontro tra i volontari di 5R Zero Sprechi e quelli del Lions Club Montorfano, ha preso vita grazie all’intuizione di trasformare un rifiuto non riciclabile – le custodie ibride degli occhiali – in uno strumento utile: un porta-mozziconi da spiaggia. Una risposta concreta e creativa a un problema ambientale spesso sottovalutato, che affligge anche le coste del Sebino e le aree verdi della Franciacorta (nella provincia di Brescia). E che ha già dato risultati tangibili: in soli quattro anni, la quantità di mozziconi raccolti nell’area del progetto si è ridotta dell’80%. Un nuovo passo: l’inclusione delle fragilità Il 2025 segna una svolta. Il progetto, finora basato su azione volontaria e sensibilizzazione ambientale, evolve ora in una direzione ancora più significativa: coinvolgere persone fragili – in particolare giovani con disturbi dello spettro autistico e con sindrome di Down – come protagonisti attivi. L’iniziativa è partita ufficialmente venerdì 6 giugno 2025, con l’inaugurazione del punto informativo presso la storica struttura di Sassabanek, sul lago d’Iseo. Lì verranno distribuite le custodie riciclate realizzate con il supporto della cooperativa La Nuova Cordata. Durante i mesi di giugno e luglio, i volontari – affiancati da educatori – parteciperanno a incontri informativi due volte a settimana e a campagne di raccolta sulle spiagge, rendendo tangibile l’idea che inclusione e sostenibilità possono e devono camminare insieme. Un impegno dal basso che interpella le istituzioni «Siamo un gruppo di amici con il “pallino dell’ambiente”, che ha deciso di dar vita a 5R Zero Sprechi per promuovere una cultura a rifiuti zero, fatta di riduzione, riuso, riparazione, riciclo e recupero», spiega Marco Migliorati, presidente dell’associazione. «Ma non ci limitiamo a parlarne: facciamo analisi merceologiche, serate informative, progetti nelle scuole, recupero di giocattoli e rifiuti abbandonati. Non chiediamo solo attenzione: agiamo». Tutto l’impegno messo in campo da 5R Zero Sprechi – e da molte realtà simili – porta però con sé una domanda cruciale: perché la cura dell’ambiente e la gestione dei rifiuti sono ancora lasciate al buon cuore e all’energia dei cittadini? Perché in territori come la Franciacorta e il Sebino, così attenti al profitto, al turismo di massa, all’espansione edilizia, manca ancora una strategia strutturale per la tutela del territorio? Un esempio virtuoso, ma isolato Il progetto “Occhio alla Cicca” dimostra che cambiare si può. Ma non basta. La lotta alla dispersione dei mozziconi non può restare un’iniziativa volontaria. Occorrono ordinanze comunali, controlli, sanzioni, infrastrutture per lo smaltimento, una rete di supporto pubblico che oggi, troppo spesso, manca. Nel frattempo, iniziative come questa riempiono un vuoto. Lo fanno con creatività, senso civico e una visione che guarda oltre il semplice rifiuto. Perché – come suggerisce il nome del progetto – serve occhio, attenzione, consapevolezza. E serve anche capire che ogni mozzicone a terra è un segno di indifferenza. Ma anche che ogni custodia riutilizzata è un seme di futuro. Per maggiori informazioni sul progetto o per contribuire, è possibile contattare l’Associazione 5R Zero Sprechi presso la Casa delle Associazioni in via Cimabue 16, a Brescia, e tramite i loro contatti disponibili sul sito web: https://www.5rzerosprechi.it/ Simona Duci