Milano, 28 ottobre: 500 giorni in piazza con la Palestina nel cuore
Grazie a Pressenza che ci chiede ancora di scrivere sulla nostra presenza
quotidiana in piazza Duomo. Ieri eravamo più del solito, almeno un centinaio.
Oramai diversi di noi hanno una piccola luce che illumina il loro cartello, il
freddo è ancora accettabile. Sapevamo che sarebbe stata una giornata diversa, ma
non sono mancate le sorprese: gli Ottoni a Scoppio, stupendoci ancora una volta,
erano tanti e hanno suonato per noi, per la piazza, per la Palestina. Silenzio
prima, silenzio dopo.
Un’enorme bandiera della Palestina si è palesata. E prima della fine la grande
scritta che avevamo concordato: 500 giorni con la Palestina nel cuore. Parte per
la terza volta in questi mesi il trombettista Raffaele Kholer. Una tromba che
riempie la piazza. Un’atmosfera di sospensione, una profondità che ci
attraversa, una magia che crea vita e speranza. Con Raffaele si è creata una
vera sintonia. Nessuno “sfila” in piazza: chi viene ci entra con tutto sé
stesso, dà e riceve.
Alla fine del nostro orario, alle 19, si resta lì, si ha voglia di parlare, di
dirsi quello che non ci possiamo dire in quell’ora, di abbracciarci; si beve
insieme per stringerci e sono i nostri sguardi che ci dicono che dobbiamo andare
avanti. Arriva anche il buon vecchio Khader, presidente della Comunità
Palestinese di Lombardia, moltissime volte con noi. Arriva di corsa, ha portato
del the per tutti, si piega in due sul suo thermos gigante e porge bicchierini a
tutti. Scalda i nostri corpi e le nostre anime.
Questa sera salutiamo Claudio che domani parte per l’Africa, per trovare la sua
famiglia adottiva in un villaggio del Togo. E poi oggi è tornato con noi anche
Antonio, dopo due mesi di convalescenza, lo aspettavamo. Ed è venuta a trovarci
Isabelle dal presidio quotidiana di Losanna, con cui siamo gemellati. È felice
di essere con noi e dice la stessa cosa che abbiamo detto tante volte anche noi:
“Sapendo che queste azioni si fanno anche altrove ci si dà forza a vicenda, ci
si sente meno soli.”
Nei giorni scorsi invece ci ha lasciato Pinuccio, che è venuto tante volte in
piazza con noi; qualcuno lo ha definito un personaggio felliniano. Lo ricordiamo
Andrea De Lotto