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Ci resta quindi il sabotaggio
Riprendiamo da https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/04/14/ci-resta-quindi-il-sabotaggio/: Nella notte del 7 aprile, Chamel Abdulkarim, dipendente di un’azienda di logistica, ha incendiato un magazzino della multinazionale Kimberly-Clark Corporation a Ontario, in California, causando il crollo e la completa distruzione dello stabilimento di 110.000 metri quadrati. I danni ammontano a oltre 600 milioni di dollari, tra prodotti e struttura. Chamel è stato arrestato poco dopo e si trova attualmente imprigionato presso il West Valley Detention Center senza possibilità di cauzione. Nel video girato da lui stesso mentre appicca il fuoco, scandisce le parole «Non ci pagate abbastanza per vivere… ecco che se ne va il vostro magazzino». Ci resta quindi il sabotaggio «Non ci pagano abbastanza per vivere, per fortuna un accendino costa poco». È quanto ci racconta un dipendente di una fabbrica di carta igienica in California, che si riprende mentre dà fuoco a enormi rotoli di quella stessa carta igienica. Poche ore dopo, l’intero stabilimento di 100.000 m² è andato completamente distrutto dalle fiamme. Il valore simbolico e la concreta efficacia di questo gesto sono immensi. Chi non ha mai sognato di dare fuoco al proprio posto di lavoro, di gettare il padrone fuori dalla finestra o, più semplicemente, di mandare a farsi fottere chi ci sfrutta fino all’osso? Il lavoro salariato è oggi più violento che mai, perché tutte le strutture di protezione che la socialdemocrazia gli aveva attribuito sono fatalmente crollate. Ci si batte per essere sfruttati in modo misero, senza alcun orgoglio, ma solo per paura della miseria. In realtà, solo chi ne trae vantaggio continua a crederci: i grandi o piccoli imprenditori, i vecchi dirigenti corrotti, i padroni e i capisquadra. Si intravede una sorta di schema. Probabilmente quello dell’oppressione di classe, ma nelle rivolte della Generazione Z in tutto il mondo, negli ultimi mesi, si può anche vedere la frattura generazionale di un mondo in cui la promessa di un lavoro e di una vita agiata non funziona più. Oggi, quando si è giovani, si patisce sia che si abbia un lavoro sia che non lo si abbia. La vendetta si intravede anche nel gesto del nostro eroe dei tempi moderni. La vendetta, condannata dalla morale borghese e dalla giustizia classista, si manifesta qui come risposta allo sfruttamento e alla precarietà e sconvolge ciò che alcuni definirebbero “lo spettacolo”. Questo gesto ci ricorda la nostra capacità di agire e di sconvolgere l’ordine costituito. Ci insegnano fin da bambini che vendicarsi è sbagliato, ma vendicarsi di una profonda ingiustizia, di un’oppressione (sistemica o meno), è un’arma potente che non dobbiamo mai dimenticare. Oggi gli scioperi a singhiozzo dei vecchi sindacati sono solo un passatempo per i padroni e i governanti. Le manifestazioni-passeggiata, concordate mano nella mano con la prefettura, non sono altro che controrivoluzione e non ingannano quasi più nessuno. Il sabotaggio collettivo o individuale e l’azione diretta si impongono quindi come le uniche opzioni per distruggere ciò che ci sta distruggendo. Siamo trattenuti solo dall’illusione del comfort offerto dallo sfruttamento, che mese dopo mese si dimostra sempre più insufficiente. Se la persona che ci ha offerto il quadro della distruzione del proprio posto di lavoro ci dona qualcosa, non dobbiamo dimenticare che gliela dovranno far pagare e che noi gli daremo tutto il nostro sostegno: si è fatto rinchiudere per liberare qualcosa dentro di noi. La sua rabbia e il suo disgusto ci parlano, perché sono ciò che proviamo anche noi ogni giorno nei nostri luoghi di lavoro. Viva il sabotaggio! Jean Burnout [Pubblicato in francese in https://lagrappe.info/?Alors-il-nous-reste-le-sabotage-1995 | Tradotto in italiano e pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/04/14/ci-resta-quindi-il-sabotaggio/]
April 20, 2026
il Rovescio
Pardubice (Repubblica Ceca): comunicati della Earthquake Faction sugli attacchi alle fabbriche di morte Elbit System e Archer LTT
Il blog https://ispiraazione.noblogs.org/ ci segnala la traduzione dei comunicati della Earthquake Faction relativi agli incendi delle fabbriche della nota produttrice di morte isrealiana Elbit System e della sua partner Archer LTT. Ringranziando Ispira-Azione per la traduzione e la segnalazione, rilanciamo i due comunicati, corredati da gustosi video e immagini: https://ispiraazione.noblogs.org/?p=479
April 10, 2026
il Rovescio
Atene, 25 marzo. Contro l’università in guerra, l’imperialismo, la polizia. Azione del Nucleo Alessandro Mercogliano/Sara Ardizzone
Riprendiamo da https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/04/06/rivendicazione-dellattacco-incendiario-contro-labitazione-del-preside-del-politecnico-di-atene-panayiotis-tsanakas-e-di-un-agente-della-polizia-antisommossa-da-parte-di-nuclei-di-azione-diretta/ Rivendicazione dell’attacco incendiario contro l’abitazione del preside del Politecnico di Atene, Panayiotis Tsanakas, e di un agente della polizia antisommossa da parte di Nuclei di Azione Diretta – Nucleo Alessandro Mercogliano/Sara Ardizzone (Atene, Grecia, 25 marzo 2026) Rivendicazione di responsabilità per l’attacco incendiario contro l’abitazione del decano del Politecnico di Atene Panayiotis Tsanakas, noto per le sue delazioni, e di un agente dei reparti antisommossa MAT All’alba del 25 marzo abbiamo attaccato con un ordigno incendiario l’abitazione in cui risiedono il preside del Politecnico di Atene, Panayiotis Tsanakas, e un agente della polizia antisommossa nel quartiere di Zografou. Le nostre ricerche sul capo spia della cricca accademica del Politecnico ci hanno rivelato una coincidenza al tempo stesso singolare e poeticamente suggestiva. Una spia e un poliziotto che lavorano e vivono insieme: un’immagine quantomeno commovente. Tsanakas non è solo lo scagnozzo di Chatjigeorgiou (rettore del Politecnico di Atene): come coronamento della sua “carriera” accademica, ha denunciato senza alcuna vergogna alla polizia uno studente che aveva scritto slogan a favore del popolo palestinese nei locali dell’università. Ha però un ruolo più profondo e sostanziale nel mostruoso sistema poliziesco di Chatjigeorgiou: un rettorato che permette e impone la presenza quotidiana di pattuglie di poliziotti all’interno del campus, in piena conformità e obbedienza alle imposizioni del dogma di Nea Dimokratia per il controllo assoluto e, in sostanza, la soppressione delle lotte studentesche e rivoluzionarie negli spazi universitari. Un rettorato che ci ha fatto perdere il conto delle volte in cui ha ordinato l’irruzione delle forze di repressione nei locali dell’università, con una particolare “sensibilità” quando si tratta di chi solidarizza con la lotta del popolo palestinese. Chatjigeorgiou, ovviamente, ha un motivo in più per desiderare la presenza della polizia nei locali del Politecnico di Atene, oltre a voler assecondare i piani del governo. Li usa come buttafuori e gorilla a guardia del “negozietto” che si è costruito in vista di future collaborazioni con la NATO e le industrie belliche ebraiche. Il giorno dopo l’attacco, leggiamo che è stato trovato un modo, attraverso procedure opache e pareri individuali di consulenti legali, per rendere incostituzionale l’articolo 2 della Guida al finanziamento e alla gestione del Conto speciale dei fondi di ricerca (ELKE), che riguarda il Politecnico di Atene e stabilisce espressamente: «[…]La storia del Politecnico di Atene è legata alle lotte per la libertà e la pace. Per questo motivo, presso l’EMP non è consentito condurre o partecipare a ricerche a fini bellici di qualsiasi tipo, ad eccezione della ricerca per le esigenze di difesa del Paese, e non vengono intraprese ricerche finanziate da coalizioni militari internazionali». Ricordiamo che quanto sopra costituisce una conquista del movimento contro la guerra dell’epoca dei bombardamenti della Jugoslavia da parte delle forze della NATO nel 1999. Già dall’ottobre 2023, nel bel mezzo del genocidio dei palestinesi di Gaza da parte dell’esercito israeliano, con le firme di Chatjigeorgiou e del decano Panayiotis Tsanakas, è stato firmato un memorandum di collaborazione tra il Politecnico di Atene e Intracom Telecom. È quindi evidente (a meno che non si sia lobotomizzati) che i risultati della ricerca universitaria nell’ambito di questa collaborazione vengano convogliati verso due filiali di Intracom Telecom: Intracom Defense e Intracom Aviator, che collaborano attivamente con l’esercito israeliano e con le sue attività genocidarie in tutto il Medio Oriente. È evidente, quindi, che oltre a essere un miserabile spione, Tsanakas si dimostra, con azioni come quella sopra citata, un attivo sostenitore del genocidio dei popoli del Medio Oriente e, in quanto tale, deve essere affrontato dalle forze radicali. L’attacco incendiario alla sua abitazione è stato solo un avvertimento. Conosciamo bene la sua vita quotidiana e, in base alle sue azioni future, sarà preso di mira di conseguenza. L’altro inquilino esercita l’infame mestiere di poliziotto antisommossa. Questo discendente di Pantelis Petrou [ndt. vicedirettore della polizia antisommossa (MAT) ucciso nel 1980 dall’organizzazione rivoluzionaria 17 Novembre] e di Ioannis Georgakopoulos [ndt. agente ucciso da una bomba piazzata vicino a un autobus dei reparti MAT nel 1986] è per noi il simbolo degli attacchi omicidi delle forze dell’ordine durante le manifestazioni del movimento studentesco radicale, dei gravi ferimenti subiti dai nostri compagni e dalle nostre compagne durante i cortei in memoria del rivoluzionario Kyriakos Xymitiris e del 6 dicembre, nonché del lungo braccio dello Stato che crede di poter colpire impunemente. Vogliamo salutare ogni azione di intensificazione contro i bastardi della polizia antisommossa che si è verificata negli ultimi tempi. Lasceremo da parte le tante parole e daremo spazio all’azione, nella speranza che possa chiarire che questo “braccio lungo” inizierà a spezzarsi letteralmente. Per ora, che informi i suoi colleghi: le case di alcuni di loro sono a nostra portata, così come quelle di altre organizzazioni in lotta, e saranno presi di mira in base all’intensità dell’attacco repressivo che subiamo. Dedichiamo la nostra azione ai compagni anarchici italiani Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, che hanno perso la vita in seguito all’esplosione accidentale di un ordigno artigianale. Per onorare la loro memoria, abbiamo intitolato a loro il nucleo che ha compiuto l’attacco. Sara, Alessandro, Kyriakos e centinaia di altri combattenti per la libertà sono un monito per tutti noi. Per tutti coloro che parlano di lotta radicale contro il sistema cannibale che distrugge le nostre vite. Un invito affinché ognuno di noi faccia un piccolo passo in più. Aumentare i rischi e gli impegni. Rafforzare la propria determinazione e armarsi. Onoriamo la memoria e le scelte dei nostri compagni e delle nostre compagne caduti, moltiplicando i focolai di resistenza attiva. In un’epoca in cui è necessario lottare con tutte le nostre forze per essere presenti all’appuntamento con la storia e con chi tiene le nostre vite in gabbie soffocanti. Sconfiggiamo coloro che brandiscono la frusta, distruggiamo la cultura della paura e della sottomissione volontaria e non trasformiamoci in reperti museali o in favole per cullare i nostri sogni rivoluzionari perduti. La delusione, il brontolio e la “politica” dei bar e dei caffè devono lasciare il posto alla propaganda delle azioni cospirative. DEDICHIAMO IL NOSTRO ATTACCO AI POPOLI IN LOTTA DEL MEDIO ORIENTE CHE COMBATTONO IL MOSTRO DELL’IMPERIALISMO CON LE ARMI IN MANO SOLIDARIETÀ CON I COMPAGNI E LE COMPAGNE DEL CASO AMPELOKIPOI ALESSANDRO MERCOGLIANO, SARA ARDIZZONE, KYRIAKOS XYMITIRIS: SEMPRE PRESENTI NELLE NOSTRE LOTTE CHE LA PAURA CAMBI CAMPO Nuclei di Azione Diretta Nucleo Alessandro Mercogliano/Sara Ardizzone [Pubblicato in greco in https://athens.indymedia.org/post/1640506/ | Pubblicato in inglese in https://abolitionmedia.noblogs.org/30863/ | Tradotto in italiano e pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/04/06/rivendicazione-dellattacco-incendiario-contro-labitazione-del-preside-del-politecnico-di-atene-panayiotis-tsanakas-e-di-un-agente-della-polizia-antisommossa-da-parte-di-nuclei-di-azione-diretta/]
April 6, 2026
il Rovescio
Rivendicazione dell’attacco incendiario contro l’abitazione del preside del Politecnico di Atene, Panayiotis Tsanakas, e di un agente della polizia antisommossa da parte di Nuclei di Azione Diretta – Nucleo Alessandro Mercogliano/Sara Ardizzone (Atene, Grecia, 25 marzo 2026)
Rivendicazione dell’attacco incendiario contro l’abitazione del preside del Politecnico di Atene, Panayiotis Tsanakas, e di un agente della polizia antisommossa da parte di Nuclei di Azione Diretta – Nucleo Alessandro…
April 6, 2026
La Nemesi
Rivendicazione dell’incendio di un camion dell’esercito in solidarietà con gli studenti in sciopero (Lüneburg, Germania, 5 marzo 2026)
Riprendiamo da https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/03/16/rivendicazione-dellincendio-di-un-camion-dellesercito-in-solidarieta-con-gli-studenti-in-sciopero-luneburg-germania-5-marzo-2026/ Rivendicazione dell’incendio di un camion dell’esercito in solidarietà con gli studenti in sciopero (Lüneburg, Germania, 5 marzo 2026) Lüneburg: incendiato un camion dell’esercito tedesco del tipo «Elefant» – Solidarietà con gli studenti in sciopero! Studenti e studentesse! Siete in piazza perché non intendete diventare carne da cannone. Lo “sciopero studentesco contro il servizio militare obbligatorio” sta mobilitando migliaia di persone. In segno di solidarietà con il vostro sciopero, nella notte tra il 4 e il 5 marzo 2026 abbiamo dato fuoco a un camion da trasporto del tipo “Elefant” dell’esercito tedesco all’interno di uno stabilimento di riparazioni a Lüneburg. Nessuno ci proteggerà dai presunti pericoli, né i politici né, tantomeno, il potenziamento delle forze armate o il riarmo. A voi studenti viene rimproverato di essere egoisti e di dover invece difendere la vostra “patria”. Sono sciocchezze! La guerra va sempre a vantaggio dei ricchi e dei potenti, a prescindere dallo Stato di appartenenza, e non di chi viene costretto a indossare l’uniforme e mandato al fronte. Ciò che ci può davvero aiutare è allearci tra noi e, per esempio, scioperare. Se non sei uno studente e ti stai chiedendo cosa puoi fare contro tutto questo, le possibilità sono molteplici: Se lavori in un’azienda o nel settore della ricerca che collabora con l’industria degli armamenti e l’esercito, rendi pubbliche queste informazioni, rallenta i processi e danneggia la produzione, rifiuta di lavorare. Che si tratti di aziende tecnologiche, di costruzioni, dell’università o della scuola, la guerra viene preparata e gestita in innumerevoli luoghi. Sabotiamo insieme la guerra! [Pubblicato in tedesco in https://de.indymedia.org/node/713716 | Tradotto in italiano e pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/03/16/rivendicazione-dellincendio-di-un-camion-dellesercito-in-solidarieta-con-gli-studenti-in-sciopero-luneburg-germania-5-marzo-2026/]
March 25, 2026
il Rovescio
La bolla dell’intelligenza artificiale sta per scoppiare
Se un’economia non cresce, o al massimo si trascina anemica per decenni, la corsa dei valori azionari in borsa è un sitomo di speculazione senza fondamenti. L’espressione di Alan Greenspan, uno dei mitici presidenti della Federal Reserve (la banca centrale statunitense) alla vigilia dell’esplosione della botta della new economy (come […] L'articolo La bolla dell’intelligenza artificiale sta per scoppiare su Contropiano.
October 10, 2025
Contropiano