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Colle di Val d’Elsa, l’eroe fascista Bandini commemorato da istituzioni e scuole
Da 26 anni il 28 ottobre viene commemorata la morte del fascista colonialista Roberto Bandini, in una piazza a suo nome. Nato a Colle di val d’Elsa, si arruola nelle camicie nere a 18 anni come volontario e parte per la campagna coloniale etiope. L’evento organizzato dal comune e dall’Associazione Paracadutisti d’Italia avviene ogni 28 ottobre, anche se Bandini è morto il 25 ottobre; la data sembra non essere casuale, essendo che il 28 ottobre si svolge un altro grande anniversario: la marcia su Roma. Presenzia ad onorare il defunto fascista il sindaco Piero Pii. Il comune eroga e promuove in collaborazione con l’associazione nazionale dei Paracadutisti della Folgore, delle borse di studio a nome del fascista, a cui possono partecipare student* dai 14 ai 20 anni. Infatti ogni anno a questo evento sono caldamente invitate le scuole del territorio Colligiano, che presenziano la commemorazione di un militare fascista con canti militari e forze dell’ordine. Nella dicitura della borsa di studio il comune descrive Roberto Bandini come l’eroe colligiano (clicca qui per il bando). Da una prospettiva antifascista e antimilitarista, la celebrazione annuale di Roberto Bandini a Colle di Val d’Elsa rappresenta una grave mistificazione storica che utilizza le istituzioni pubbliche e la scuola per sdoganare la retorica bellicista e il passato coloniale italiano. Presentare come un “eroe” e un modello per i giovani un soldato che scelse volontariamente di arruolarsi nelle camicie nere per partecipare alla sanguinosa aggressione coloniale in Etiopia — un’operazione segnata da crimini di guerra e violenze sistematiche contro le popolazioni locali — significa ribaltare i valori democratici e civili. Il fatto che il bando della borsa di studio, rivolto a studentesse e studenti in età scolare, utilizzi parole d’ordine come “amor di patria” ed “esempio di sacrificio” applicate a contesti di guerre di aggressione fasciste costituisce un’inaccettabile operazione di indottrinamento e normalizzazione della violenza militare. Sul piano strettamente politico e simbolico, la scelta di mantenere la commemorazione il 28 ottobre, anniversario della marcia su Roma, è una provocazione insostenibile per un’istituzione democratica. Spostare la memoria della morte dal 25 al 28 ottobre rivela la chiara volontà di evocare il calendario liturgico del Ventennio, camuffando la celebrazione nostalgica sotto il velo formale dell’onore militare. La partecipazione attiva del sindaco e delle autorità civili a un evento che unisce canti d’arma, forze dell’ordine e scolaresche non fa che legittimare la continuità di un culto della forza e del militarismo. Le istituzioni nate dalla Resistenza e dalla Costituzione antifascista dovrebbero promuovere la cultura della pace, del rifiuto della guerra e della decolonizzazione della memoria, anziché finanziare e patrocinare cerimonie che riabilitano figure organiche ai regimi dittatoriali. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente