Italia, PD elogia Lula ma dimentica il suo socialismo e la sua politica estera
Dopo la vittoria di Lula, il presidente del Partito Socialista Europeo (PSE)
Stefan Lofven si è congratulato con Luiz Inacio Lula per la vittoria alle
elezioni in Brasile: “Il futuro non è mai scritto da chi diffonde la paura ma
dalle persone che si rifiutano di lasciar perdere la speranza.”
“Milioni di brasiliani hanno fatto sentire la loro voce, ricordando al mondo lo
straordinario potere della democrazia. La democrazia non è qualcosa che possiamo
mai dare per scontato, ma dobbiamo difenderla, proteggerla, rinnovarla,
generazione dopo generazione” – ha scritto sui suoi canal social il Pse.
Sulla stessa linea anche gli esponenti italiani del PSE in quota PD. “La
vittoria di Lula è la vittoria delle brasiliane e dei brasiliani che pretendono
lavoro dignitoso, lotta alla fame, cura degli ultimi e della natura, e di un
leader coraggioso che vuole un Brasile costruttore di pace e voce autorevole del
Sud Globale nelle sedi internazionali.” – lo ha detto l’europarlamentare PD
Marco Tarquinio dalla Bolivia, dove si trova in missione con la commissione
Sviluppo del Parlamento Europeo – “Con Lula vince la politica dell’umanità, del
progresso e della speranza contro la politica della forza, della prepotenza e
della paura incarnata da Flávio Bolsonaro e, prima di lui, dal padre Jair. Così
il Brasile mostra di non voler tornare a essere un ‘gigante addormentato’
all’ombra degli USA e della pretesa egemonica di Trump sulle Americhe e sul
mondo. È un messaggio civile e nonviolento, che arriva a tutti i popoli
dell’America Latina, dove democrazia e diritti fondamentali sono stati e vengono
ancora calpestati. Un messaggio che parla forte – conclude Tarquinio – anche a
noi, italiani ed europei”.
Il 26 ottobre, anche l’onorevole PD Stefano Bonaccini ha esultato per la
vittoria di Lula sui suoi canali social: “LULA RIELETTO PRESIDENTE DEL BRASILE
Straordinaria rimonta! Lula vince con quasi il 52%”.
Interessanti sono state anche le dichiarazioni ufficiali del Gruppo dei Deputati
PD. Fabio Porta, deputato del Partito Democratico eletto in America Meridionale
e Presidente dell’Associazione di amicizia-Italia-Brasile, ha dichiarato: “La
rielezione di Lula in Brasile, grazie ad una rimonta sorprendente e con un
distacco di oltre quattro milioni di voti dal suo diretto avversario, è anche il
successo di un ampio fronte democratico che al di là delle posizioni politiche
si è mobilitato a difesa delle democrazia e della Costituzione. Il
multilateralismo e le relazioni con l’Italia e l’Unione Europea – conclude Porta
– escono rafforzati dalla vittoria del leader sudamericano che maggiormente si è
battuto negli scorsi anni per l’approvazione dell’accordo tra Mercosur e Unione
Europea. Continueremo a lavorare per rafforzare il solido legame che unisce
Italia e Brasile anche in ragione della presenza della più grande collettività
di italo-discendenti al mondo; un rapporto di mutuo beneficio che nessun
cambiamento di governo in Italia o Brasile potrà mai mettere in discussione.”
Entusiasmo si è trovato anche nelle dichiarazioni di Nicola Zingaretti, il quale
ha parlato di una vittoria del multilateralismo e della democrazia; mentre
Cecilia Strada ha commentato la notizia definendola “una straordinaria notizia
per il mondo” e una potente lezione democratica.
Per l’eurodeputata, la storica rimonta di Lula dimostra la forza della
partecipazione popolare. Rappresenta una netta smentita per chi considera
l’avanzata delle destre nazionaliste e autoritarie come un destino inevitabile.
Strada ha sottolineato come le grandi mobilitazioni di quei giorni, guidate in
particolare dalle nuove generazioni, abbiano dimostrato che “le piazze servono,
e unite vincono“. Dello stesso parere anche la segretaria del PD Elly Schlein,
che ha salutato la rielezione di Lula in Brasile scrivendo sui social:
«Democrazia 1 – Oligarchia 0».
Eppure vi è qualcosa che stona. Schlein può legittimamente festeggiare la
sconfitta elettorale dei Bolsonaro, ma condividere una vittoria non significa
condividere automaticamente l’intero progetto politico del vincitore.
Per chi da anni segue le politiche sociali di Lula, il suo contributo al
multipolarismo e al multilateralismo, oltre che al suo sostegno ai BRICS,
l’elogio entusiastico del PD alla rielezione di Lula può far solo che piacere,
pur constatando la netta differenza tra la deriva neoliberale e neoliberista del
PD italiano e l’autentico socialismo democratico a cui Lula e il PT brasiliano
fanno riferimento. Se Lula ha un riferimento politico-culturale nel socialismo,
il PD negli anni – in nome del neoliberismo e del liberal-progressismo – ha
dimenticato non solo tutte le istanze del progressismo sociale, ma ha
abbandonato anche gli ultimi riferimento alla socialdemocrazia (cosa che si è
vista marcatamente nel sostegno ai governi Monti, Letta, Renzi, Gentiloni e
all’appoggio al governo Draghi, simbolo della destra tecnocratica finanziaria
internazionale).
Lula, nonostante i periodi difficili dei suoi governi e le dure scelte mediate
che ha dovuto prendere, è esattamente l’opposto: politiche sociali serie
diventate modello per il mondo; politiche ambientali che hanno ridotto lo
sfruttamento dell’Amazzonia ai minimi storici in difesa dell’ambiente e dei
diritti delle popolazioni native amazzoniche; il contrasto alla povertà con un
forte sostegno al welfare state mettendo al centro lo Stato come decisore
ultimo.
Lula e il PT non sono una versione brasiliana del PD poichè hanno una propria
concezione della sovranità nazionale, delle alleanze e dell’autonomia
diplomatica: l’antimperialismo, come qualunque tradizione socialista vuole, è la
parole d’ordine dei suoi governi e della sua linea politica; mentre per il PD –
partito coalizionista nato dalla vecchia DC e dalle frange più moderate di PCI e
PSI – risulta cacofonico solo pronunciare la parola “antimperialismo”
percependolo come un retaggio del passato.
Il multipolarismo e il multilateralismo sono proprio la cifra caratteristica che
diversifica i governi di Lula dalla linea del PD italiano in politica estera: se
quest’ultimo è piegato sull’unilateralismo atlantista, Lula contrasta dal 2002
le ingerenze USA ed occidentali facendoli guadagnare voti dalle classi
marginalizzate in Brasile e il netto contrasto con le oligarchie monopolistiche.
Inoltre sono nette le differenze tra le posizione di Lula e le posizioni del PD
in politica estera su molti punti:
1. Bloqueo USA contro Cuba. Lula è da sempre un grande amico di Cuba e del suo
popolo, affermando “il popolo di questa Isola diventa gigante agli occhi del
mondo” per la resistenza contro l’imperialismo USA e la straordinaria
solidarietà internazionalista e socialista che Cuba porta nel mondo. Nel
corso del 2026, il governo brasiliano guidato da Luiz Inácio Lula da Silva
ha intensificato l’invio di aiuti umanitari a Cuba, nel tentativo di
mitigare la severa crisi economica, energetica e alimentare che colpisce
l’isola. Il Partito Democratico (PD) è invece da sempre timido
sull’argomento e per anni è rimasto indifferente alla situazione cubana,
dando spesso adito agli oppositori anti-cubani che parlano di “dittatura”
per non parlare del dramma del bloqueo economico che opprime l’Isola da più
di sessant’anni. Oltre ad essersi recentemente espresso a favore di aiuti
umanitari alla popolazione cubana ed opponendosi all’embargo economico
statunitense, il PD non esprime un sostegno politico incondizionato al
governo cubano e molti suoi esponenti interni, nel Parlamento Europeo, hanno
più volto votato contro risoluzioni in favore della più grande isola delle
Antille.
2. Rapporti con la Russia e guerra in Ucraina. Il 9 maggio 2025, mentre gran
parte dell’Europa evitava accuratamente le celebrazioni russe, Lula ha
partecipato alla parata per l’80° anniversario della vittoria sul nazismo a
Mosca, incontrando Putin e parlando di rafforzare la cooperazione economica
e strategica fra Brasile e Russia. Il Brasile non aderisce alle sanzioni
occidentali contro Mosca ed è membro fondatore dei BRICS: per tali motivi
Lula promuove il rafforzamento – delle relazioni bilaterali e non – come
strumento di un ordine internazionale meno dipendente dall’Occidente. Lula e
il suo governo, da sempre contrari alla guerra in Ucraina e sostenitori
della costruzione della pace, nel gennaio 2023 rifiutano di fornire
munizioni destinate a Kiev, nonostante la richiesta tedesca. In questa
situazione invece il PD italiano rimane saldamente collocato nel quadro
politico europeo ed euroatlantico, vedendo la Russia come uno dei mali più
assoluti, facendosi assertore convinto delle sanzioni alla Russia contro gli
interessi strategico-economici italiani. Inoltre, per quanto riguarda la
guerra in Ucraina, il PD continua a sostenere l’assistenza all’Ucraina,
anche militare, discutendo al proprio interno sulle modalità e sulla
necessità di negoziati senza mettere in discussione il militarismo. Infine,
il PD ha votato il ReArm Europe, un’iniziativa presentata il 4 marzo 2025
dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen per
mobilitare circa 800 miliardi di euro complessivi a supporto della difesa
del continente.
3. Palestina. Lula è da sempre solidale con i popoli in lotta contro il
colonialismo e l’imperialismo, sostenendo il diritto di autodeterminazione
dei popoli. Lula è storicamente anche un’icona del sostegno della resistenza
palestinese in America Latina, denunciando le ingerenze estere di Israele e
del sionismo internazionale. Lula ha definito le operazioni israeliane a
Gaza un genocidio e difende il riconoscimento dello Stato palestinese.
Invece, sebbene Schlein abbia denunciato duramente le politiche di
Netanyahu, all’interno del PD si è molto restii a prendere posizione contro
il genocidio a Gaza da parte di Israele e contro il sionismo, vista la
presenza di molti parlamentare filo-sionisti che hanno dato vita ad un
gruppo nominato “Sinistra per Israele”.
Insomma le differenze tra Lula e il PD sono notevoli, a partire sia dalla
cultura politica sia dalle posizioni antimperialiste in politica estera. Il
fatto che il PD abbia elogiato Lula contro Bolsonaro fa piacere a tutti i
sinceri democratici, ma per elogiarlo e sostenerlo in modo enfatico dovrebbe
ascoltarlo ed imitarlo di più.
Fonti:
Tribunal Superior Eleitoral, risultati ufficiali del 25 ottobre 2026:
https://www.tse.jus.br
Sky TG24, dichiarazioni di Schlein del 26 ottobre 2026:
https://tg24.sky.it/mondo/2026/10/26/elezioni-brasile-lula-presidente
Reuters, incontro Lula-Putin del 9 maggio 2025: https://www.reuters.com/
business/energy/brazils-lula-hints-cooperation-with-russia-
small-nuclear-plants-2025-05-09/
Reuters, rifiuto brasiliano delle munizioni per Kiev, 30 gennaio 2023:
https://noticias.uol.com.br/ultimas-noticias/reuters/2023/
01/30/lula-diz-que-china-precisa-por-a-mao-na-massa-em-
conversas-de-paz-na-ucrania-e-quer-falar-com-xi.htm
Partito Democratico, posizione sull’Ucraina, 15 ottobre 2026:
https://partitodemocratico.it/schlein-per-la-ue-restare-
ferma-di-fronte-a-sfide-senza-precedenti-non-e-unopzione/
Lorenzo Poli