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Oggi… 27 ottobre 2026 … in Israele è il fatidico “giorno della verità”
Da stamattina in tutta la nazione sono aperte le oltre 12˙000 urne per l’elezione della 26ª Knesset. Gli elettori iscritti nei registri per  sono 7,3 milioni. A contendersi i 120 seggi sono i candidati presentati in 38 liste. La votazione – in pratica e sostanza – è anche una consultazione sul governo Netanyahu. I sondaggi danno una quasi parità tra i due schieramenti dell’attuale maggioranza e dell’opposizione di centro guidata da Eizenkot. Nessuno schieramento – secondo questi sondaggi – avrà la maggioranza per formare il governo. Si prospetta un governo di unità nazionale ebraica, composto per escludere un’alleanza tra il centro e i partiti palestinesi-israeliani, che dovrebbero ottenere circa 12-14 seggi. Una sconfitta del criminale di guerra ricercato internazionalmente sarebbe una boccata d’ossigeno, ma le sorti del popolo palestinese e del suo diritto all’autodeterminazione e alla propria nazione non possono essere consegnati nelle mani di chi ha occupato la sua terra. E, siccome anche la proposta di un appoggio esterno è stata rifiutata dall’ex generale Eizenkot, contrario alla nascita di uno stato palestinese e favorevole alla colonizzazione, la creazione delle condizioni per l’applicazione del diritto internazionale, secondo le risoluzioni dell’Onu per i due Stati, ha bisogno di un’iniziativa diplomatica che metta fine alla complicità con il genocidio ancora in corso a Gaza invasa e contrasti la pulizia etnica in Cisgiordania e Gerusalemme occupate. Intanto il Ministero dello Sviluppo Sociale di Gaza ha divulgato dati sconvolgenti sulla condizione delle donne palestinesi a Gaza: * nel 2026 a causa dell’uccisione o del ferimento dei mariti, le donne sono ‘a capo’ di 123˙588 famiglie; * dall’inizio dell’invasione israeliana del 2023, le vedove che vivono sole con i figli accampate nelle tende sono 28˙580. La responsabilità femminile per la guida familiare è aggravata dalle condizioni di disoccupazione o inoccupazione in un contesto di sfollamento e vita continuamente minacciata dallo deportazione per i bombardamenti israeliani. E ieri, lunedì 26 ottobre, dal Palazzo di Vetro e sui media europei… UN ORGANISMO DELL’ONU ACCUSA ISRAELE DI GENOCIDIO E PULIZIA ETNICA Una commissione d’inchiesta internazionale istituita dalle Nazioni Unite ha accusato Israele di aver commesso crimini contro l’umanità contro i palestinesi nella Cisgiordania occupata, incluso il genocidio, e di continuare a perpetrare il genocidio nella Striscia di Gaza. Nel suo nuovo rapporto, pubblicato in vista delle elezioni parlamentari israeliane di oggi martedì, la commissione ha concluso che “le autorità e le forze israeliane hanno commesso crimini contro l’umanità in Cisgiordania, tra cui sterminio, tortura, stupro e altre forme di violenza sessuale, nonché persecuzione, sulla base di motivazioni discriminatorie interconnesse incentrate su nazionalità, razza ed etnia”. La commissione ha concluso nel suo nuovo rapporto che le autorità israeliane hanno cercato di “punire collettivamente” la popolazione civile in Cisgiordania e ha ritenuto che, a partire dal 7 ottobre 2023, Israele abbia condotto “un attacco generalizzato e sistematico contro i civili, attraverso operazioni militari rafforzate dalla continua violenza dei coloni”. * Israel has committed war crimes and crimes against humanity in the Occupied Palestinian Territory amid continuing genocide in Gaza, UN Commission of Inquiry finds LA NARRAZIONE ISRAELIANA PERDE MORDENTE SUI MEDIA EUROPEI Persino la stampa tedesca comincia a documentare i crimini di guerra dello stato alleato alla propria nazione. Un’inchiesta di Der Spiegel descrive “la dottrina del uccidi chiunque vedi” riferendo, come il docufilm Naza, le testimonianze di 10 soldati israeliani che spiegano cosa succedeva e accade tuttora a Gaza. * Dieci soldati israeliani documentano per Der Spiegel la dottrina del “uccidi chiunque vedi” L’ordine di Netanyahu a militari infatti è quello di uccidere: più morti cinicamente significa meno voti contro e più a favore per lui, il criminale di guerra ricercato. OGGI A GAZA E IN CISGIORDANIA, E IN GIORDANIA Nella Striscia di Gaza il massacro continua. Secondo il rapporto del Ministero della sanità palestinese, le vittime dell’esercito israeliano ieri sono state 11 civili palestinesi assassinati e 38 feriti. Stamattina a Khan Younis, è morta Tahany Shalalfa, una bimba che aveva 6 anni e ricoverata dopo il ferimento causato da una pallottola sparata dai cecchini, ed è stata avvistata una squadriglia di centinaia di droni israeliani in volo nell’area dell’ospedale Nasser. Inoltre dei caccia israeliani hanno bombardato il quartiere Hay Tuffah ad est di Gaza città. In Cisgiordania oggi è il quinto giorno di assedio e operazioni militari a El-Khalil (Hebron), da dove sono stati deportati oltre 4 mila abitanti e la demolizione di case e la distruzione di infrastrutture urbane vengono sistematicamente condotte come un’azione di vendetta collettiva e per gettare le basi dell’occupazione e colonizzazione ebraica della città. Tra le operazioni militari avvenute ieri, la più eclatante è stato l’attacco a El-Bira, dove è stata occupata la moschea di Al-Omary, nel centro della città, con massiccio uso di spari nei dintorni per allontanare i fedeli. Ad ovest di Nablus, nel villaggio di Deir Sharaf, l’esercito israeliano di occupazione ha cacciato una famiglia dalla sua casa, trasformata in una caserma militare. A Qusra, dove dall’inizio dell’assedio dei coloni e dell’esercito israeliano sono ormai già trascorsi due mesi e 18 giorni, gli 11 palestinesi componenti tre famiglie non possono né uscire da casa, né rientrarvi. Niente scuola e niente lavoro. I coloni sionisti hanno aperto il fuoco contro i palestinesi che tentavano di raggiungere le loro terre vicino al nuovo avamposto di insediamento di Khirbet Humsa a El-Khalil, a ovest di Dura, e si sono impossessati di case e terreni e hanno issato bandiere israeliane vicino a Wadi al-Qaf Road, nella città di Beit Kahil, a nord-ovest di El-Khalil. E questa mattina il capo del Consiglio regionale dei coloni, Yossi Dagan, ha inaugurato l’insediamento di Shalem vicino a Nablus, insieme ad altre personalità e rabbini, in concomitanza con il trasferimento delle prime 12 famiglie nel nuovo avamposto realizzato nell’ambito di un piano più ampio guidato dal Consiglio per la creazione di 19 nuovi insediamenti nella Cisgiordania settentrionale. L’offensiva israeliana in Cisgiordania, una tattica in preparazione delle elezioni, prosegue parallelamente alle minacce di Netanyahu e dei suoi ministri di cancellazione dell’autonomia palestinese, con la fine degli accordi di Oslo e dell’esistenza dell’Autorità nazionale palestinese. Contemporaneamente in Giordania sono stati rivelati i nomi dei terroristi takfiri che sabato scorso durante il funerale in una chiesa di Karak hanno ucciso 9  e ferito altre 34 persone. In una conferenza stampa governativa il generale Obaidullah Maayta, direttore della Pubblica Sicurezza giordana, ha dichiarato: “Gli autori rappresentano solo se stessi. Appartengono alla stessa famiglia e nutrono idee estremiste. Si tratta dei fratelli Hazza (ideatore e mandante) e Mishal Zeidan Mohammed, e del loro parente, Ahmed Sami Hussein”. Appena le forze di sicurezza si sono avvicinate a loro, i terroristi hanno aperto il fuoco. Poi sono stati catturati. Nel frattempo l’aeronautica giordana colpito covi delle formazioni jihadiste siriane a ridosso del confine. In un comunicato l’esercito ha dichiarato che l’operazione di deterrenza ha ucciso diversi estremisti collegati con le azioni criminali nel territorio giordano. E nella stessa giornata unità di emergenza siriane sono intervenute in 4 luoghi, dove hanno recuperato i corpi di 7 persone uccise (tre bambini, tre uomini e una donna), il governo siriano ha chiuso il valico di forniera con la Giordania e il ministero degli esteri di Damasco ha presentato una protesta per il mancato coordinamento con le autorità e le forze armate della nazione confinante. ANBAMED
October 27, 2026
Pressenza