Una lotta fiorita di pace
I ricchi epuloni alzano muri di fango e non vedono i crimini di una guerra
genocida, punita dalla giustizia penale mondiale e ri-conciliata con tante
zampate d’amore e d’accordo, che continuano a mettere in dubbio l’evidenza dei
fatti e guidano il carro di uno s-fascio sociale, strapieno di nostalgie
umbertine in libera uscita.
I ricchi epuloni alzano muri di fango sulle sepolture senza croci di
riconoscimento e i timonieri attivano e pro-cessano le guerre e le violenze in
ogni luogo e in ogni dove, che vengono sor-passate di mano in mano
con l’uso smodato delle sicurezze, decretate e santificate dalla mitica Panacea
che guarisce tutti i mali del mondo.
I ricchi epuloni alzano muri di fango e il silenzio tras-ferisce la primavera
dei poveri nell’occi-dente cariato, estirpato e dis-caricato sulle spalle dei
lavoratori in lotta fiorita di pace, con i minori scom-pigliati, catturati e
ri-messi a posto con le ossa rotte nelle scuole-aziende presidiate da
maggioranze risicate… dentro e fuori campo.
I ricchi epuloni alzano muri di fango e il de-putato donzelletto… più nazi che
fascio difende le ragioni di una razza pura e il fine giustifica i mezzi e segna
la via dal Terzo Reich alla Terza Repubblica, dove il lavoro nobilita gli uomini
e le donne e non riesce a tenere pulito il mondo né ora né mai.
Pino Dicevi