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MSF: a Tiro molti morti e feriti. Vittime anche tra lo staff dell’ospedale Jabal Amel
Medici Senza Frontiere (MSF) condanna l’attacco aereo sferrato dall’esercito israeliano la sera del 1° giugno nelle vicinanze dell’ospedale Jabal Amel, supportato da MSF, a Sour/Tiro. Secondo il ministero della salute, l’attacco ha causato finora 4 morti e 127 feriti, tra cui 39 membri del personale ospedaliero. Tra i feriti, 4 versano in condizioni critiche e sono ancora ricoverati in terapia intensiva. Intanto, si sta ancora procedendo al recupero dei corpi sotto le macerie e il numero totale di morti e feriti potrebbe ancora aumentare. L’attacco ha causato gravi danni allo stesso ospedale Jabal Amel, compresi il reparto di degenza, di radiologia e l’unità di terapia intensiva. Una parete di una sala operatoria è stata gravemente danneggiata, lasciando un grande buco, e l’équipe medica ha dovuto trasferire d’urgenza metà dei pazienti rimasti in terapia intensiva in un altro reparto per garantirne la sicurezza. Il giorno precedente, anche il vicino ospedale Hiram – un’altra struttura supportata da MSF – era stato colpito da un attacco aereo israeliano e, secondo il ministero della salute libanese, 13 operatori sanitari erano rimasti feriti. Questi attacchi si inseriscono in un contesto di forte escalation della violenza negli ultimi giorni, con la periferia sud di Beirut nuovamente sottoposta lunedì a ordini di evacuazione da parte di Israele, a seguito di un ordine di evacuazione generale emesso domenica per una vasta area a sud fino al fiume Zahrani. “Questi ripetuti attacchi riflettono una grave incapacità di proteggere la missione medica e sottolineano l’urgente necessità di salvaguardare i civili, il personale medico, le strutture sanitarie e l’accesso continuo alle cure salvavita”, ha dichiarato Omar Ebeid, coordinatore di progetto di MSF nel Libano meridionale. View of the damage at Jabal Amel Hospital following an Israeli strike carried out on 1 June in Sour (Tyre), southern Lebanon. Medecins sans Frontieres
June 2, 2026
Pressenza
Attacchi alla Flotilla: il Governo Italiano manda una fregata a proteggere
Dopo l’agghiacciante e prolungato attacco alla pacifica navigazione della Global Sumud Flotilla che si trova, con una parte importante delle sue barche, nelle acque internazionali di Creta e di fronte alle vibranti proteste dell’opinione pubblica, il Governo Italiano ha deciso di inviare una fregata della Marina Militare in funzione di protezione e soccorso. Di seguito la dichiarazione integrale del Ministro della Difesa Crosetto riguardo all’accaduto. “In merito all’attacco subito nelle scorse ore dalle imbarcazioni della Sumud Flotilla, a bordo delle quali si trovano anche cittadini italiani, condotto mediante l’impiego di droni da parte di autori al momento non identificati, non si può che esprimere la più dura condanna. In democrazia anche le manifestazioni e le forme di protesta devono essere tutelate quando si svolgono nel rispetto delle norme del diritto internazionale e senza ricorso alla violenza. Per garantire assistenza ai cittadini italiani presenti sulla “Flotilla”, questa notte alle 03.50, pur essendo in Estonia, dopo un confronto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, dopo aver condotto una valutazione (veloce e sommaria) dell’accaduto, mi sono sentito con il Presidente del Consiglio ed ho autorizzato l’intervento immediato della fregata multiruolo Fasan della Marina Militare, che era in navigazione a Nord di Creta, nell’ambito dell’operazione Mare Sicuro, che sta già dirigendo verso l’area per eventuale attività di soccorso. Di questa decisione sono stati informati l’Addetto militare israeliano in Italia, il nostro Ambasciatore e l’Addetto militare a Tel Aviv e l’Unità di Crisi della Farnesina”. Nel frattempo numerosi presidi di solidarietà e di protesta sono stati annunciati per oggi in tantissime città italiane. Alle 14 in Piazza Montecitorio a Roma il Global Movement to Gaza ha convocato una conferenza stampa per fare il punto della situazione e chiedere una ferma condanna di Israele. Redazione Italia
September 24, 2025
Pressenza
Lettera dell’Iran del 22 maggio 2025 all’ONU: “Potenziali attacchi israeliani alle nostre infrastrutture”
Con una lettera datata il 22 maggio 2025 indirizzata al Segretario Generale e al Presidente del Consiglio di Sicurezza ONU, il Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Islamica dell’Iran Seyed Abbas Araghchi – tramite il Rappresentante Permanente della Repubblica Islamica dell’Iran presso le Nazioni Unite, Amir Saeid Iravani – avvertiva l’ONU di un potenziale attacco contro la sua nazione da parte di Israele. Cosa che poi si è verificata dopo qualche settimana. Scriveva Amir Saeid Iravani all’ONU: “Ho l’onore di trasmetterLe con la presente una lettera del 22 maggio 2025 di Seyed Abbas Araghchi, Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Islamica dell’Iran, a Lei indirizzata in merito alle allarmanti notizie secondo cui il regime israeliano si starebbe preparando a lanciare un attacco contro impianti nucleari, infrastrutture e siti correlati della Repubblica Islamica dell’Iran, in flagrante violazione del diritto internazionale, della Carta delle Nazioni Unite e dello statuto dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (cfr. allegato). Date le conseguenze catastrofiche che tali minacce comportano, il Ministro degli Esteri sottolinea che è solenne dovere del Consiglio di Sicurezza, in quanto organo delle Nazioni Unite a cui è affidata la responsabilità primaria del mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, rispondere con decisione e senza indugio. Il Ministro invita inoltre il Segretario Generale e il Consiglio di Sicurezza a condannare con fermezza e inequivocabilmente il regime israeliano per tali gravi violazioni, che rappresentano una seria minaccia alla pace e alla sicurezza regionale e internazionale e rischiano di innescare conseguenze di vasta portata e destabilizzanti. Le sarei grato se volesse far circolare la presente lettera e il suo allegato come documento del Consiglio di Sicurezza.” La lettera del Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Islamica dell’Iran Seyed Abbas Araghchi inizia dicendo: “Desidero richiamare la vostra attenzione sulle ripetute minacce del regime sionista di Israele di lanciare un attacco contro gli impianti nucleari pacifici della Repubblica Islamica dell’Iran. Nell’ultimo rapporto, pubblicato il 20 maggio 2025 dalla CNN e citando fonti ufficiali degli Stati Uniti, si afferma che – sulla base di informazioni di intelligence recentemente ottenute – il regime sionista si sta preparando a lanciare un attacco contro gli impianti, le infrastrutture e i siti nucleari della Repubblica Islamica dell’Iran.” La lettera dei diplomatici iraniani segue descrivendo la pericolosità di questi potenziali attacchi – verificatesi in questi giorni di giugno -, mettendo in chiaro che il programma nucleare civile iraniano è costantemente monitorato dall’AIEA. La lettere chiedeva la via diplomatica per impedire gli attacchi israeliani.   Lorenzo Poli
June 18, 2025
Pressenza