Perché i media descrivono il movimento giovanile in Francia come un moto di rabbia, quando i giovani ballano e cantano per strada?
> Nelle ultime settimane, i media francesi hanno raccontato al mondo che i
> giovani in Francia sono arrabbiati. Eppure, quando apro i social media, ciò
> che vedo sono ragazzi e ragazze che ballano e cantano per le strade delle
> principali città della Repubblica.
Vedo giovani che vogliono essere riconosciuti in quanto esseri umani. E infatti,
essere umani, prima di tutto, significa poter scegliere liberamente il futuro e
le condizioni in cui si desidera vivere. Non hanno bisogno di un partito
politico o di un’ideologia che dica loro cosa pensare e come comportarsi.
Semplicemente, non sono stupidi e capiscono che il loro futuro è in pericolo,
punto e basta.
Cantano la speranza di costruire un mondo migliore e ballano per aprire le porte
del loro futuro, porte che sono serrate a chiave e sorvegliate da coloro che
detengono il potere e la ricchezza in Francia.
Bisogna ammettere che si sono verificati atti di vandalismo, come spesso accade
nelle grandi manifestazioni. Gli opportunisti approfittano della situazione per
vandalizzare, saccheggiare negozi, appiccare incendi e seminare il caos.
In realtà, ai rivoltosi non serve una rivoluzione culturale per scatenare il
panico; a Montreal lo sanno fin troppo bene: ogni volta che i Montreal
Canadiens, squadra di hockey sul ghiaccio, vincono o perdono una serie di
playoff, il centro città si trasforma in un vero e proprio caos, devastato da
teppisti che spesso non sono nemmeno fan dello sport.
Tuttavia, le manifestazioni giovanili francesi sono degne di nota perché
nonviolente, anche se i principali media ci raccontano il contrario. I ragazzi e
le ragazze che ballano e cantano per le strade preoccupano le autorità francesi
e le forze dell’ordine. Questi organi sono abituati a proteste alimentate da
lotte ideologiche ben organizzate (sia di sinistra che di destra), che possono
essere facilmente infiltrate e manipolate dai servizi di controllo del
territorio o da altre influenze esterne.
Oggi, i giovani di tutto il mondo insorgono dicendo: basta con questo
atteggiamento disfattista e fatalista nei confronti del futuro. Hanno capito che
coloro che detengono il potere hanno usato la paura del futuro per sottrarre ai
giovani la libertà di scegliere. Questa generazione è il futuro in movimento.
Cantando e ballando per le strade, dimostrano al mondo che non hanno paura di
riprendersi il proprio futuro!
È davvero fantastico, e sovversivo!
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TRADUZIONE DALL’INGLESE DI GAIA DA RÈ.
Anne Farrell