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ROTTA BALCANICA: IL PATTO EUROPEO SULLA MIGRAZIONE HA PEGGIORATO LE CONDIZIONI DEI RICHIEDENTI ASILO DETENUTI IN BULGARIA
Il Collettivo Rotte Balcaniche denuncia in una lettera aperta il rapido deterioramento delle condizioni detentive e il mancato rispetto dei diritti umani più basilari dei richiedenti asilo nel centro chiuso di Pastrogor, in Bulgaria. In quel luogo, attivisti e attiviste del Collettivo stanno raccogliendo le segnalazioni dei richiedenti asilo sono trattenuti e soggetti a restrizioni della libertà personale, divieti di visita e rigidi controlli mentre attendono l’esame della loro domanda. Le condizioni umanitarie, riportano le testimonianze dei detenuti raccolte dal Collettivo, sono in rapido deterioramento anche in seguito all’approvazione del Patto Europeo sulla Migrazione e l’Asilo. Tra le violazioni denunciate la mancata assistenza medico-sanitaria, la scarca qualità alimentare che provoca la perdita di peso delle persone rinchiuse, il divieto arbitrario di visita imposto anche ad attiviste ed attivisti del Collettivo che, oltre al sostegno materiale, raccolgono le denunce dei richiedenti asilo. Non sono mancate inoltre le violenze fisiche degli agenti di polizia contro chi ha provato a protestare sia all’interno che all’esterno del centro di Pastrogor. Anche alcuni membri del Collettivo sono stati arrestati per la loro attività di osservazione e denuncia e per essersi mobilitati con presidi e manifestazioni, alle quali i piccoli paesi della Bulgaria sud orientale non erano abituati. Ci riporta quanto osservato in Bulgaria, Giovanni del Collettivo Rotte Balcaniche. Ascolta o scarica Pubblichiamo la lettera che il Collettivo Rotte Balcaniche ci ha inviato in redazione. 
October 22, 2026
Radio Onda d`Urto
ROTTA BALCANICA: A TRIESTE LE NUOVE LIMITAZIONI DELLA QUESTURA, SOLIDARIETÀ CONCESSA A GIORNI E ORARI ALTERNI
La Questura di Trieste ha stabilito un nuovo regolamento per limitare il supporto alle persone in arrivo dalla rotta balcanica nell’area della stazione ferroviaria. Secondo le nuove direttive, associazioni e solidali non possono più consegnare pasti o beni di prima necessità durante il sabato e la domenica. Nei giorni lavorativi, invece, questa forma di supporto è permessa soltanto per due ore la sera, precisamente dalle sei alle otto. Inoltre, per poter operare in questa fascia oraria, i gruppi di volontariato devono inviare una comunicazione ufficiale preventiva agli uffici di pubblica sicurezza. Il provvedimento è entrato in vigore a partire dal fine settimana del 17-18 ottobre, sollevando le prime accese discussioni tra le realtà del territorio e le istituzioni locali. Tra le organizzazioni critiche dei provvedimenti restrittivi la Rete Fornelli Resistenti, che in una lettera aperta indirizzata alla Questora e al Prefetto, richiede la “revisione delle disposizioni relative all’assistenza alle persone migranti in Piazza della Libertà”, ritenendo le limitazioni “inaccettabili”. Ci racconta il contenuto della lettera Ado Maglia, della Rete Fornelli Resistenti nodo desenzanese. Ascolta o scarica La Rete Fornelli Resistenti invita singoli e organizzazioni a controfirmare la lettera entro venerdì 23 ottobre, quando sarà inviata alla Questora e al Prefetto. La trovate cliccando qui.
October 21, 2026
Radio Onda d`Urto