RIVOLTE: IL GOVERNO PREPARA LA STRETTA REPRESSIVA TRA ESERCITO A DIFESA DELLA PROPRIETÀ PRIVATA E PENE PIÙ SEVERE PER CHI PROTESTA
Martedì 20 ottobre in consiglio dei ministri è atteso l’ennesimo decreto
repressivo dopo le rivolte contro il carovita del fine settimana. Le
anticipazioni parlano di estensione a 24 ore del fermo preventivo anche per
minorenni, 500 militari a Milano con funzioni di polizia giudiziaria, pene
ancora più pesanti per i reati di piazza, più repressione contro i minorenni con
background migratorio.
Sul fronte della repressione, nel fine settimana sono stati quasi 300 fermati a
Milano; 16 gli arrestati, di cui 9 minorenni, oltre a una decina di Daspo urbani
(Dacur) dal centro di Milano, dove ieri, lunedì 19 ottobre, al presidio della
destra di governo, dietro lo striscione “Vi remigreremo tutti”, alcuni dei
presenti hanno preso a sberle un gruppo di giovani che li contestava. Mercoledì
tocca a Cgil e centrosinistra, sindaco Beppe Sala in testa, con un presidio
pomeridiano in piazza Scala dal titolo ‘Milano non vuole la violenza’ .
A Brescia sono 15, per ora, le denunce legate agli scontri di piazza Paolo VI,
provocati da una trentina di fascisti, lasciati arrivare dalla polizia a
provocare da pochi metri la manifestazione partecipata da 3mila persone. I
denunciati sono quasi tutti giovanissimi di 14, 16 e 17 anni, oltre ad alcuni
appena maggiorenni, italiani di seconda generazione e studenti in città. Oltre a
loro, perquisito e denunciato anche un 31enne anarchico.
A Iseo 40 identificati e 3 denunciati per la protesta di lunedì all’Antonietti.
Oggi nuova esibizione muscolare in provincia: blindati e agenti negli istituti
dell’Ovest, a Chiari e Rovato, senza alcuna manifestazione.
Scene non dissimili a Cremona, con carabinieri e polizia fuori da scuole,
stazione ferroviaria, quella dei pullman e centro storico, deserto, con tanto di
negozi chiusi e vetrine coperte dal compensato, dopo un tam tam via social su un
possibile corteo oggi… Che non c’è mai stato.
Sulle piazze di questi giorni, la loro composizione, le loro motivazioni in
Italia come in Europa, e la repressione che incontrano, abbiamo intervistato
Francesco Piccioni, giornalista di Contropiano.org. Ascolta o scarica