LE NUOVE GENERAZIONI GUIDANO LE PIAZZE. FRANCIA, SPAGNA, ALBANIA, ITALIA: I GIOVANI CONTRO LA VIOLENZA ECONOMICA
Sono principalmente giovani e giovanissimi i protagonisti delle mobilitazioni di
sabato 17 ottobre 2026, una giornata che ha attraversato le piazze d’oltralpe,
quelle albanesi contro il governo corrotto di Edi Rama, le acampade di tende per
la casa in Spagna e Portogallo, fino ad arrivare a quelle italiane autoconvocate
sotto l’hashtag #ItaliaInPiazza.
“Sono una studentessa della Provincia, ho già partecipato ai cortei per la
Palestina“, fa sapere una giovane ragazza intervistata ai microfoni di Radio
Onda d’Urto, che ha raccolto le voci dalla manifestazione di Brescia. Stessa
cosa per Milano, Torino, Bologna, Firenze, Roma, così come in tante altre città
chiamate tramite gruppi WhatsApp e social, dove le piazze contro il caro-vita
hanno richiamato le nuove generazioni, studenti e studentesse delle scuole
superiori e giovani ragazzi di seconda generazione. Quella generazione al centro
delle mistificazioni del Decreto Valditara.
E’ la “Gen Z” delle periferie – quella generazione della DAD e dei movimenti per
la Palestina a cui il Governo ha rivolto lo sguardo solo per gettargli addosso
botte di pacchetti Sicurezza – a portare in mano cartelli contro la guerra,
contro quei fondi destinati a pioggia al riarmo mentre le scuole che vivono ogni
giorno cadono letteralmente a pezzi. Molti riferimenti vengono fatti anche alla
precarietà, agli stipendi miseri, all’assenza di futuro. Un’altra ragazza regge
un cartone dove ha riportato la frase “le monde est à nous“, il mondo è nostro:
un riferimento diretto alle mobilitazioni francesi.
In Europa la giornata di sabato ha registrato piazze bollenti, in particolare in
Francia: un milione i manifestanti in piazza nelle oltre 1700 iniziative, tra
blocchi e cortei, segnalati dalle organizzazioni sindacali e studentesche.
Record di fermi: 855 le persone fermate dalla polizia solo nella capitale
francese durante le proteste. Su Radio Onda d’Urto le dirette da Parigi e
Marsiglia, dove erano presenti i nostri inviati. Scontri con la polizia anche a
Tirana, Albania, dove migliaia di studenti continuano la mobilitazione contro la
corruzione dilagante ai vertici del governo di Edi Rama. Piazze mobilitate anche
in Portogallo e Spagna, dove le tende sono diventate il simbolo della proteste
contro la crisi abitativa e le lobby dell’edilizia.
A Milano oltre 6mila persone hanno animato le vie del centro in mezzo lo
shopping del sabato pomeriggio. La manifestazione aveva concordato con la
Questura un percorso fino al cimitero monumentale, quando in via Broletto è
stata fermata da un plotone di polizia che ha caricato selvaggiamente i
manifestanti. La piazza è rimasta compatta, proseguendo gli scontri in Piazza
del Duomo e in zone limitrofe fino a serata inoltrata con caroselli dei blindati
dei carabinieri e una pioggia di lacrimogeni sui giovani. Il bilancio è di
diversi feriti e almeno 50 persone fermate, secondo MilanoInMovimento molti di
più, dopo aver raccolto le testimonianze con l’attivazione di un hub legale
(mail: hub4defedenders@proton.me).
Il bilancio da Milano con Demetrio Marra, di MilanoInMovimento. Ascolta o
scarica.
Nella città di Bologna cariche, idranti, lacrimogeni e manganelli si sono
abbattuti sul corteo all’altezza della stazione. Anche qui, il bilancio è di
diverse persone fermate, gran parte giovanissimi. Fermi si sono registrati anche
a Torino e Bergamo.
Non solo mobilitazioni studentesche. A Sud Italia la giornata di sabato 17
ottobre si è composta di diverse mobilitazioni: da un lato i blocchi che
proseguono di agricoltori e autotrasportatori contro il caro-carburante nelle
Regioni di Sicilia, Calabria, Campania, Basilicata, Puglia, Molise; dall’altro a
Taranto la manifestazione davanti all’ex Ilva, dove 15mila persone hanno chiesto
la chiusura del polo siderurgico.
In ultimo Roma, con la manifestazione “La Via Maestra” della Cgil. Lavoro,
sanità, casa, pace sono stati i temi al centro della mobilitazione del sindacato
che ha portato in piazza “più di 100mila persone“, come sottolineato dal leader
Landini che ha poi annunciato da Piazza del Popolo lo sciopero generale per il
prossimo 20 novembre.