Nithya Raman candidata sindaco a Los Angeles sull’esempio di Mamdani
Da New York a Los Angeles i socialisti lanciano una nuova sfida: Nithya Raman si
presenta alle elezioni del 3 novembre con uno stile e un programma simili a
quelli che hanno portato l’anno scorso alla vittoria di Zohran Mamdani a New
York.
Nata nel 1981 nello Stato indiano del Kerala, è emigrata negli Stati Uniti con
la famiglia a sei anni ed è diventata cittadina americana a 22. Ha conseguito
una laurea triennale in teoria politica all’Università di Harvard e un master in
pianificazione urbana al Massachusetts Institute of Technology.
Attiva in diverse organizzazioni di base, nel 2020 è stata eletta nel 4°
distretto di Los Angeles, diventando la prima donna asiatica-americana a entrare
nel Consiglio Comunale di Los Angeles. È stata riconfermata per un secondo
mandato nel marzo 2024 e nel 2026 si è candidata a sindaco per le elezioni del 3
novembre, sfidando la sindaca uscente Karen Bass.
Lo stile della campagna elettorale è quello ormai abituale dei tanti candidati
che seguono l’esempio di Mamdani a diversi livelli – Consiglio Comunale, Senato
e Camera dei Rappresentanti -, come Brad Lander, Claire Valdez e Darializa Avila
Chevalier a New York, Abdul El-Sayed e William Lawrence in Michigan e Angie
Nixon in Florida: porta a porta con migliaia di volontari, presenza capillare
nel territorio e uso sapiente e dinamico dei social. Anche le prime
dichiarazioni di Nithya Raman richiamano quelle ripetute molte volte dagli altri
candidati: “Mi candido a sindaco per fare in modo che il nostro governo lavori
per le persone, non per le corporation e gli interessi dei potenti.”
Le proposte sono concrete e radicali, con un grande spazio alla crisi abitativa
– con il rafforzamento delle tutele per gli inquilini e l’opposizione agli
sfratti forzati – e al problema dei senzatetto – con la promessa di dimezzare il
loro numero entro le Olimpiadi del 2028 e di eliminare gli accampamenti a lungo
termine. Molto ferma anche la posizione sull’immigrazione, con la denuncia delle
spietate retate dell’ICE, che tra il gennaio 2025 e l’agosto 2026 hanno portato
all’arresto e alla deportazione di quasi 15.000 persone e sul genocidio commesso
da Israele a Gaza (termine definito “inappropriato” dalla sindaca uscente Karen
Bass).
La candidatura di Nithya Raman è sostenuta da organizzazioni sindacali con
migliaia di iscritti come EAA Union, Unite Here Local 11, Western States
Carpenters e Writers Guild of America West PAC, organizzazioni politiche come i
Democratic Socialists of America, Our Revolution e il California Working
Families Party, gruppi ambientalisti e organizzazioni di base come Sunrise
Movement, Sierra Club, Food & Water Action e Streets for All e molte altre.
Il 12 ottobre, festeggiato a Los Angeles come Indigenous Peoples’ Day, in
opposizione al Columbus Day contestato come colonialista, Nithya Raman ha reso
pubblicamente omaggio alle tribù native locali e di tutta Turtle Island (il nome
con cui i nativi americani chiamano gli Stati Uniti) e ha preso impegni precisi
nei loro confronti: “Come sindaco, farò in modo che le famiglie indigene possano
permettersi di vivere qui, sosterrò le imprese di proprietà dei nativi,
consulterò le tribù locali in merito all’uso del territorio e garantirò che il
Comune metta a disposizione le risorse necessarie per preservare le tradizioni
culturali per le generazioni future.”
Anna Polo