Perù: la società civile chiede un piano di emergenza per affrontare il fenomeno El Niño
Data l’imminente llegada del fenomeno El Niño —che, secondo tutte le previsioni,
sarà di intensità “straordinaria” o “molto forte” nel Pacifico centrale— la
società civile si sta mobilitando per mitigarne gli impatti. Tra questi figurano
precipitazioni superiori alla media, temperature estreme (fino a 36°C),
paradossi territoriali (come esondazioni di fiumi e smottamenti in alcune zone,
contrapposti a carenza idrica o siccità in altre) e rischi significativi per le
infrastrutture legate all’acqua potabile, all’agricoltura, ai trasporti,
all’energia e alla salute pubblica.
La Rete di Studi sullo Sviluppo (Redes) ha lanciato un appello, tramite il
proprio profilo LinkedIn, alla futura amministrazione della regione di Loreto
(situata nella foresta pluviale, nel nord-est del Paese), sollecitandola a
predisporre un piano di emergenza per affrontare El Niño. La questione è
particolarmente critica, poiché l’evento coinciderà con una transizione politica
(l’insediamento del nuovo governo regionale è previsto per gennaio 2027). Il
dato preoccupante è che questa situazione riguarda l’intero Paese… Siamo
preparati?
EL NIÑO NEL BEL MEZZO DI UN CAMBIO DI AMMINISTRAZIONE
Per quanto riguarda la regione di Loreto, Redes sottolinea che “le
precipitazioni coincideranno con il cambio di amministrazione: le nuove autorità
regionali entreranno in carica il 1° gennaio 2027, proprio mentre è previsto il
periodo critico per le inondazioni, tra gennaio e marzo dello stesso anno.
L’amministrazione attuale deve garantire che i piani siano già ben avviati,
affinché chi subentra non debba ricominciare da zero nel pieno di un’emergenza”,
ha rimarcato l’organizzazione.
La proposta è stata accompagnata da una valutazione dei rischi per Loreto, che
individua 116.000 persone ad alto rischio, 29.000 abitazioni esposte a
inondazioni, oltre a 123 strutture sanitarie e 1.502 istituti scolastici
potenzialmente colpiti. Come affrontare, dunque, l’emergenza? Redes propone di
«approvare piani di emergenza, definire azioni e risorse per le situazioni
critiche e coordinare gli interventi tra le autorità regionali, locali e
nazionali. È il governo regionale a dover attuare questo piano di emergenza», ha
dichiarato Cynthia Sánchez, portavoce per le questioni economiche di Redes.
L’appello di Redes apre un dibattito sulle misure preventive necessarie per
affrontare il fenomeno El Niño, che negli anni passati ha causato danni in tutto
il Paese. I primi effetti si stanno già manifestando, spingendo il governo
peruviano a stanziare oltre 4 miliardi di sol per far fronte alle conseguenze
del fenomeno. Inoltre, sono in corso operazioni di pulizia degli alvei fluviali
e dei corsi d’acqua in punti critici del territorio nazionale, e vengono
coordinate azioni preventive in collaborazione con il Programma Alimentare
Mondiale delle Nazioni Unite.
Redacción Perú