In Argentina una spedizione ha scoperto 57 specie marine del tutto sconosciute
Cinquantasette specie che la scienza non conosceva, più cinque generi nuovi: è
il bilancio annunciato dal CONICET, il principale ente di ricerca argentino,
insieme alla Nippon Foundation-Nekton Ocean Census e allo Schmidt Ocean
Institute. Gli animali vivono nel canyon sottomarino di Mar del Plata, a circa
trecento chilometri dalla costa della provincia di Buenos Aires, e sono stati
identificati all’Universidad Maimónides da venti tassonomi a inizio carriera
arrivati da America Latina ed Europa, grazie al materiale raccolto un anno prima
da SuBastian, un robot filoguidato sceso fino a 3.900 metri durante la
spedizione Talud Continental IV.
Le nuove specie comprendono venti copepodi, ventidue echinodermi, quattordici
tra coralli e penne di mare e uno scafopode, un mollusco che vive dentro una
conchiglia a forma di zanna. Quella che ha fatto più parlare di sé è un’oloturia
del genere Peniagone, trovata a 2.577 metri e ribattezzata Loki per le due
appendici che ricordano le corna del dio norreno. Ma il dato più sorprendente
riguarda i copepodi, crostacei minuscoli e fondamentali per gli ecosistemi
profondi, visto che ogni esemplare finito sotto la lente rappresentava una nuova
specie, e per ora i ricercatori hanno esaminato appena il dieci per cento dei
campioni.
L’oloturia del genere Peniagone soprannominata Loki – Foto di ROV SuBastian /
Schmidt Ocean Institute
Le specie per ora sono state solo scoperte, non ancora descritte, e per la
scienza c’è una bella differenza, perché per dar loro un nome servono analisi
genetiche e pubblicazioni scientifiche che possono richiedere anni di lavoro.
Tra i coralli è spuntata perfino una possibile famiglia nuova, e, tenendo
presente che fungono da casa per molti altri organismi, sapere cosa c’è là sotto
è il presupposto minimo per proteggerli, in acque dove si pesca e dove
l’esplorazione petrolifera in profondità è in espansione. Tra l’altro l’uomo, o
meglio, la nostra spazzatura, è già arrivata anche qui: nello stesso canyon sono
stati contati ventinove rifiuti, ventisette dei quali di plastica tra sacchetti,
lenze da pesca e uno stivale solitario adagiato sul fondo.
La stella marina soprannominata Patrick – Foto di ROV SuBastian / Schmidt Ocean
Institute
Il motivo di tanta abbondanza sta nella geografia del canyon che si trova dove
la corrente calda del Brasile incontra quella fredda e ricca di nutrienti delle
Malvine, e sprofonda oltre i 3.500 metri, quasi il doppio del Grand Canyon. I
ricercatori argentini lo studiavano da più di dieci anni, ma solo con reti e
strascichi, nelle campagne del 2012 e del 2013, e il fondale non l’aveva mai
visto nessuno. Tra luglio e agosto del 2025 quasi quattro milioni di persone
hanno seguito le immersioni trasmesse in diretta su YouTube. Le dirette dello
Schmidt Ocean Institute viaggiano di solito sulle 4mila visualizzazioni, queste
ne facevano mezzo milione a immersione e nelle chat il pubblico battezzava gli
animali. Un granchio reale è stato soprannominato “Drag Queen”, un’oloturia
“Batata”. Ma la vera star, che non essendo una nuova specie è stata lasciata
dov’era, è una stella marina arancione dal fondoschiena generoso, molto simile
al Patrick di SpongeBob, eletta dagli appassionati a “stella culona”. In pochi
giorni la diretta ha superato ogni altro streaming del Paese, comprese le
interviste al presidente.
Il gruppo di ricerca – Foto di The Nippon Foundation-Nekton Ocean Census /
Schmidt Ocean Institute
La stella marina è diventata un simbolo dello sciopero contro lo svuotamento del
CONICET, che il governo di Javier Milei sta definanziando, tra licenziamenti e
fondi bloccati. A luglio circa quattrocento ricercatori postdoc sono tornati a
protestare perché le loro borse scadranno prima della pubblicazione dei
risultati del bando per diventare ricercatori. La risposta del governo è sempre
la stessa: i soldi non ci sono. Ma per Daniel Lauretta, capo scientifico della
spedizione, «preservare queste competenze è decisivo per il futuro del Paese».
La prossima tappa è già fissata: tra febbraio e marzo del 2027 la missione Talud
Continental V porterà diciannove scienziati sui canyon Ameghino e Almirante
Brown, al largo del Chubut, a circa seicento chilometri dalla costa, anche
questa volta in diretta.
The post In Argentina una spedizione ha scoperto 57 specie marine del tutto
sconosciute appeared first on L'Indipendente.