Progetto Light-Up, Dottor. Federica Nin: “Non è necessario uccidere i macachi dopo le sperimentazioni””Nel 2019, quando si è venuti a conoscenza del progetto Light-up, che prevede
l’utilizzo di macachi presso l’ateneo parmense (resi prima ciechi e poi uccisi),
le organizzazioni animaliste e antispeciste si sono immediatamente attivate per
tentare di fermare questa inutile crudeltà. “Fuori i macachi dall’università”
era lo slogan che ha risuonato nella manifestazione del 14 settembre 2019 a
Parma, che ha riunito una massa oceanica di attivisti che chiedevano la fine
degli esperimenti sui macachi negli stabulari dell’Università di Parma.
Sono state raccolte più di 460 mila firme e si è combattuto con argomentazioni
scientifiche, supportate da numerosi professionisti dalla fama internazionale,
portando il caso in tribunale.
L’impegno sul fronte legale ha portato alla vittoria storica che dal 23 gennaio
2020 ha visto il Consiglio di Stato sospendere, per la prima volta in Italia, un
progetto “scientifico” – accogliendo il ricorso di LAV – mettendo in discussione
il rispetto della legge ed evidenziando il valore della vita degli animali
sebbene destinati a morte nei laboratori. Lo stesso Consiglio di Stato nella sua
sentenza aveva dato ragione a LAV in merito alle condizioni degli animali, per
cui il monitoraggio del benessere era assolutamente carente e forniva precise
prescrizioni all’università: “l’obbligo imprescindibile, di effettuare e
depositare rapporti periodici e frequenti che includano aspetti di competenza
dell’etologo, e che si soffermino anche sulle condizioni di stress e di
possibile interazione tra specie animali”.
Purtroppo, la sospensione è stata successivamente rigettata e gli esperimenti
sui macachi sono ricominciati: è stato concesso di riprendere le procedure a
carico dei due macachi. Dopo quattro mesi di stop, la sperimentazione sui
macachi del progetto Light-Up è ripartita con una decisione del Tar del Lazio
dando il via libera alla ripresa.
Nel 2024 nonostante le continue richieste di LAV al Ministero e le indicazioni
al Consiglio Superiore di Sanità (ente chiamato ad esprimersi in merito all’uso
di specie particolarmente protette quali cani e primati) a non procedere con il
progetto da parte di esperti scientifici operanti nel settore, il Ministero ha
acconsentito a prolungare l’autorizzazione ormai scaduta e l’ha rinnovato per
altri 3 anni.
Il progetto ha previsto persino l’arrivo di nuovi esemplari oltre all’impianto
di elettrodi per registrare i movimenti oculari e lunghe ore di immobilizzazione
su sedie di contenzione da primati con presidi ferma testa: questo ha
significato nuovi interventi chirurgici, l’ablazione di parte del cervello e la
morte.
Alan e Larry – stabiulari Università di Parma
Ciò non ha impedito al movimento animalista (LAV, Leal, MetaParma etc…) di
opporsi a questo rinnovo, non solo per garantire la liberazione di Alan e Larry
– di cui non ci siamo mai dimenticati – ma anche per impedire che nuovi macachi
vengano sottoposti a inutili e gravi sofferenze.
Negli anni, il progetto denominato “Lightup”, ha impiegato sei primati (due dei
quali si trovano negli stabulari dall’Università di Torino che conduce la
ricerca in collaborazione con l’Università di Parma) che sarebbero stati operati
più volte al cranio e al cervello, sottoposti a impianti e procedure che ne
avrebbero compromesso gravemente la vista e le condizioni di vita. I macachi
infatti sono stati immobilizzati e destinati a diventare ciechi tramite un
intervento chirurgico, sottoposti a test ed esperimenti che provocano loro molto
dolore, e quando non serviranno più, saranno sottoposti ad eutanasia.
L’obiettivo di questa amenità? Ricreare un “modello animale” per lo studio delle
persone che hanno perso la vista a causa di un danno cerebrale e non per
problemi legati all’occhio.
A dicembre 2025 la Lega Antivivisezionista (Leal) ha chiesto la liberazione
immediata dei macachi rinchiusi nei laboratori dell’Università di Parma e la
fine dell’obbligo di sperimentazione animale in Italia. L’associazione ha
lanciato una petizione nazionale per “porre fine a pratiche cruente e ormai
superate, chiedendo un cambio di paradigma verso metodi scientifici etici e
realmente utili per la salute umana”. Leal è stata presente il 6 dicembre 2025
al corteo organizzato da Meta Parma, “Salviamo Alan e Larry”, partito da Piazza
della Pace: “I macachi coinvolti nell’esperimento Light-up sono sei, tra cui
Alan e Larry, reclusi da anni in condizioni di sofferenza. Alla fine del
protocollo, oggi prorogato di altri tre anni nonostante due sospensioni per
eccessiva crudeltà, gli animali verrebbero comunque uccisi”. “Alan e Larry –
aveva dichiarato Gian Marco Prampolini, presidente Leal – oltre alla reclusione
e agli addestramenti forzati sulle sedie di contenzione, hanno subìto interventi
chirurgici invasivi e impianti nel cranio. È una pratica crudele, obsoleta e
irrilevante ai fini della cura degli esseri umani. Non possiamo accettarlo”.
“Dopo anni di sofferenze, questi macachi rischiano ora anche la morte. Leal
chiede che vengano immediatamente sottratti alla sperimentazione e affidati a un
rifugio dove possano vivere in sicurezza”. “Chiediamo – spiegava Prampolini –
libertà per Alan, Larry e per tutti i macachi di Parma. Ma chiediamo, al
contempo, una cura efficace e rispondente ai criteri di massimo benessere per
l’essere umano, che non possono essere garantiti dalla sperimentazione animale.
È tempo di scegliere la scienza etica, non una vergognosa, inutile cruenza”.
“Fuori i macachi dall’università” è ritornato ad essere lo slogan che ha
risuonato tra le vie centrali della città di Parma il 2 maggio 2026 per chiedere
la liberazione di Alan e Larry e la fine degli esperimenti sui macachi negli
stabulari. Al fianco di numerosi cittadini e associazioni, anche i volontari
dell’OIPA di Parma si sono uniti al corteo con l’obiettivo di sensibilizzare
l’opinione pubblica e chiedere alle istituzioni il passaggio a metodi
alternativi alla sperimentazione animale e la liberazione dei due macachi.
Nel frattempo LAV, attraverso i suoi legali, ha intrapreso una nuova azione
legale e, ricorrendo al giudizio in ottemperanza, ha chiesto al Consiglio di
Stato di far rispettare quanto prescritto in merito al monitoraggio del
benessere di Alan e Larry. Il 9 luglio 2026 si è svolta l’udienza, nella quale
l’avvocata di LAV ha potuto portare la voce di Alan e Larry e reiterato la
necessità imprescindibile che l’ateneo rispetti quanto imposto dal massimo
organo della giustizia amministrativa in Italia.
Oran Alan e Larry sono rinchiusi negli stabulari dell’università di Parma da 7
anni, sottoposti a procedure invasive che li hanno resi parzialmente ciechi e
obbligati a stare su una sedia con la testa bloccata per venire sottoposti a
sperimentazioni.
Il 13 ottobre 2026, il collettivo animalista MetaParma ha racimolato una prova
importantissima sull’antiscientificità delle sperimentazioni su Alan e Larry:
una relazione scientifica della Dottoressa Federica Nin – psicologa, filosofa
della scienza specializzata nel rapporto tra scienza, epistemologia, etica e
sperimentazione animale, già segretaria di OSA-Oltre la Sperimentazione Animale
– dimostra senza mezzi termini che l’Università di Parma, se vuole, può lasciare
in vita i macachi invece di ucciderli. La relazione scientifica della dottoressa
Nin rappresenta un vero e proprio colpo di scena in questa battaglia, perché
analizza in maniera scientifica il progetto Light-up e spiega in maniera
scientifica che non è necessario uccidere i macachi. La relazione scientifica
della dottoressa Federica Nin dimostra che é possibile evitare l’uccisione dei
macachi senza inficiare il progetto Light-up. Così facendo l’Università non
potrà più dichiarare che è costretta a uccidere i macachi, perché vi è una
relazione scientifica che dimostra il contrario.
Come ha dichiarato la Professoressa Nin attraverso i suoi canali social:
“Confesso che per il mio carattere, la mia reazione a post come questo è di
grande imbarazzo, mi sono trovata sovraesposta rispetto a come sono io. D’altra
parte, proprio per il mio carattere e il mio pluriennale impegno nella causa in
difesa degli animali che mi sembrano essere gli ultimi degli ultimi, non potevo
tacere e lasciare chiuso nel cassetto ciò che avevo studiato e scritto sulla
questione. Perché è giusto interrogarsi. Ed è giusto che si sappia che il
“sacrificio” finale in quella ricerca è una necessità solo protocollare e non
intrinsecamente scientifica e necessaria alle conclusioni. È possibile esaminare
con senso critico la “logica” e il peso, talvolta anche lo strapotere, dei
protocolli in tantissimi ambiti (anche nelle cure mediche, per dirne uno), se
allontana e fa perdere di vista i casi singoli. È possibile spingere a
interrogarsi sulla opportunità e il valore di ogni passo di qualunque protocollo
in ogni ambito, e nel nostro caso interrogarsi e interrogare sulla presunta
indubitabilità e irrinunciabilità di quel passaggio finale. Io lo considero una
necessità sia scientifica sia etica (Interrogarsi e interrogare, intendo). Non
siamo di fronte a un algoritmo di un computer o di una cd intelligenza
artificiale. Qui la discriminazione e la volontà umana hanno ancora spazio di
scelta e d’azione.”
Questa relazione è una grande possibilità per Alan e Larry. MetaParma ha inviato
la relazione al Rettore dell’Università di Parma con richiesta ufficiale di
liberazione, provvedendo altresì a inviarla anche al Ministero della Salute
chiedendo la modifica del protocollo, alla Regione Emilia Romagna chiedendo la
liberazione dei macachi di Parma.
In un contesto scientifico, politico e normativo che sostiene e vede prioritari
i modelli human-based, lascia stupiti che il progetto Light-up, non solo sia
stato autorizzato, ma addirittura rinnovato, a fronte del ritardo sul protocollo
sperimentale, con investimenti economici enormi.
Esperimenti privi di validità scientifica, assolutamente non predittivi per la
specie umana, condannano degli esseri innocenti a subire delle sofferenze
atroci, quando esistono già da tempo validi modelli alternativi sui cui condurre
una vera ricerca scientifica, senza l’uso di animali, metodi impiegati in tante
altre parti del mondo ma che, purtroppo, in Italia non ricevono finanziamenti.
La richiesta delle associazioni è rivolta anche al Parlamento Italiano affinché
venga colmato quel vuoto normativo che consente agli sperimentatori di
acquistare i macachi dall’estero, nonostante ci sia una legge italiana che vieta
l’allevamento di questi animali a scopo di sperimentazione. In Italia, infatti,
gli allevamenti di cani, gatti e primati per la sperimentazione animale sono
vietati, ma non è vietato acquistarli dall’estero.
Per sconfiggere l’orrore della vivisezione è necessario che il nostro Paese
investa nello sviluppo dei metodi sostitutivi subito e non continui a finanziare
modelli animali che si sono scientificamente rivelati fallaci e fuorvianti. Il
futuro è non dimenticarsi di Alan e Larry e continuare a battersi per una
ricerca animal-free etica e rispettosa di tutti gli esseri viventi.
Per dare forza a questa battaglia, é importantissimo scendere in piazza il 6
dicembre 2026, ore 13:00, per il Corteo Nazionale che partirà dal Piazzale Carlo
Alberto Dalla Chiesa (Stazione di Parma) per richiedere la liberazione di Alan e
Larry.
Fonti:
https://www.lav.it/news/macachi-di-parma-continuiamo-a-lottare-per-liberarli
https://www.lav.it/news/macachi-universita-parma
https://www.vivipiemonte.it/wp-content/uploads/2022/05/all.-5-3-Ulteriori-comunicazioni-primatologo-disponibilit—e-relazione-post-operatoria.pdf
Lorenzo Poli