Rinviate le elezioni in Palestina
Elezioni palestinesi
Il presidente palestinese Abbas ha rinviato le elezioni politiche e
presidenziali, convocate per il 28 novembre. La data indicata sarebbe l’11
settembre 2027. Nel decreto non è indicata la motivazione del rinvio, ma si dice
semplicemente “per decisione dell’esecutivo dell’OLP”. I motivi reali invece
sono la coincidenza di un boicottaggio annunciato di diverse organizzazioni
politiche, per denunciare le regole restrittive introdotte nella legge
elettorale, e dall’altra parte il divieto israeliano di far votare i cittadini
palestinesi di Gerusalemme est occupata. Il FDLP ha espresso la sua opposizione
a questo passo, “che blocca il rinnovo della rappresentanza popolare palestinese
sottomettendola alle decisioni della forza occupante”.
All’inizio di questo mese, 4 organizzazioni palestinesi, Fatah, Hamas, Jihad
islamica e FPLP, hanno deciso il rinvio delle elezioni, “per rafforzare la
concordia nazionale con un dialogo complessivo”.
Yemen/Arabia Saudita
Di nuovo bombe e missili sauditi su Sanaa, capitale dello Yemen sotto il
controllo delle milizie Houthi. La risposta delle milizie non è tardata colpendo
l’aeroporto di Riad con due missili balistici. Schegge dei missili hanno colpito
l’aeroporto, causando 12 morti e 309 feriti e bloccando il traffico aereo. È il
più grave attacco subito dal regno saudita e non passerà senza una risposta. Una
spirale di violenza che non ha sbocchi.
Il conflitto di terra in Yemen è una carneficina nascosta dietro le
dichiarazioni militari di vittorie auspicate dalle due parti. I governativi
hanno affermato di aver preso il controllo della costa sul mar Rosso, ma poi
leggendo tra le righe dei comunicati si è scoperto che sono molto lontani. Le
loro retroguardie invece sono bloccate a Taez e Maarib assediate dalle milizie
Houthi, che bombardano le due città, con vittime tra i civili e soprattutto la
fuga dalla guerra di centinaia di migliaia di persone.
Libano
Mentre continua il genocidio a Gaza e in Cisgiordania, ieri, sabato, l’esercito
israeliano ha lanciato un raid aereo e bombardato con l’artiglieria diverse aree
del Libano meridionale, in concomitanza con voli a bassa quota di droni sull’est
e sul sud del Paese. Ciò è avvenuto il giorno dopo che sei persone sono rimaste
ferite in un attacco israeliano nel governatorato di Hermel. Un nostro contatto
a Beirut ha riferito di un raid aereo israeliano alla periferia di Kfar Tebnit,
nel distretto di Nabatieh, nel Libano meridionale. Un drone israeliano ha
lanciato due missili contro il quartiere di Al-Hariq, tra le città di Nabatieh
al-Fawqa e Kfar Tebnit.
I cieli del Libano sono sotto il controllo totale di Israele. Droni israeliani
hanno sorvolato ieri Baalbek, nel centro orientale del paese.
Premio letterario teatrale per Gaza
«Non ho mai scritto per un premio. Scrivo perché credo che la morte non abbia
voce, ma le nostre voci non muoiono mai». Con queste parole, il drammaturgo di
Gaza Ali Abu Yassin ha ricevuto la notizia di aver vinto il premio “Scrittore
Coraggio” per il 2026. Ha dedicato il premio al popolo di Gaza e a «ogni
scrittore che difende la libertà e la verità», secondo una dichiarazione di PEN
England.
La scrittrice britannica Jacqueline Rose ha annunciato il nome di Abu Yassin
giovedì sera, 8 ottobre, durante un discorso alla British Library di Londra.
Rose è la vincitrice del Premio PEN Pinter di quest’anno, istituito nel 2009 in
memoria del drammaturgo britannico Harold Pinter.
L’organizzazione conferisce annualmente il titolo di “Scrittore Coraggioso” a
uno scrittore che difende attivamente la libertà di espressione, spesso a costo
della propria incolumità, e poi condivide il premio con il vincitore.
Rose ha descritto Abu Yassin come “il cronista eterno della crudeltà e della
brutalità dell’esistenza palestinese”, causata dall’occupazione israeliana della
sua terra, e ha dichiarato che la sua opera è “un appello alla giustizia, un
grido di indignazione e una ricerca spirituale”.
DDL antisemita contro i palestinesi
Ieri è stata la giornata di mobilitazione per la Palestina e contro il DDL
bavaglio e sono in preparazione altre per il giorno 13 ottobre, dopodomani.
Migliaia di persone hanno partecipato alle oltre 200 manifestazioni in tutta
Italia. Con parole d’ordine molto chiare: stop genocidio, riconoscimento dei
diritti nazionali del popolo palestinese e sanzioni contro Israele e fine delle
esportazioni di armi.
Nessuna menzione nei TG nazionali. Le notizie sono state relegati in fondo ai TG
locali, dopo la cronaca di incidenti stradali e sport. Ieri, 10 ottobre, è
stata, infatti, una giornata di mobilitazioni per la Palestina a livello
mondiale. L’Alleanza Globale per la Palestina ha invitato tutti e tutte a
mobilitarsi per chiedere ai governi un embargo sulle armi, sanzioni contro lo
stato di Israele e la fine della complicità internazionale con questo stato
genocidario.
Oltre 200 città italiane hanno organizzato presidi e manifestazioni. [Video]
Giornata mondiale di mobilitazione per la Palestina – Anbamed
ANBAMED