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Tommaso Labranca / Ovvero il mondo (That’s All Folks)
L’Italia è un set fatto di chiacchiere a cui non si è invitati, fatto di periferie aperte a ogni tipo di colore, e di centri che perdono immancabilmente ogni immaginazione – poi arriva uno come Tommaso Labranca che in due decenni – con una manciata di libri, e svariati articoli per i giornali – ha piazzato riflessioni speciali sulla gente comune senza minimamente rasentare la polverosità dei saggi accademici, bensì dando spazio a una galleria di personaggi, esperienze, “parabole”. Gli anni ’90 sono i suoi, così come il fenomenico trash, per lui che si chiede spesso di che cosa si parli a tale proposito, non mancando di andare nel panico perché non ha risposte ma solo tracce telepatiche che lo conducono sempre lì. Tommaso non ha dubbi, si sente dentro il trash, e dunque lo osserva e lo difende. E inventa la teoria del Giovane Salmone. C’è il torrente impetuoso del “pregiudizio estetico”, ma invece di osservare il flusso dell’acqua si può decidere di gettarci nel turbinio per risalirne la ribollente spinta, per giungere alle fonti. Ecco che il Giovane Salmone diventa non solo un “osservatore” conscio, ma persona “perfettamente uguale ai trashisti”. Inizia così il grosso volume curato da Claudio Giunta e che – finalmente ci sentiamo di osservare – raccoglie gran parte degli scritti di Labranca. 650 pagine non mancano di sorprendere perché, in fondo, raccontano quel che davvero siamo diventati attraversando la soglia del ’900. Abbiamo a che fare con una diversa resa fenomenologica del mondo, una resa differente dei criteri di valutazione, qualcosa che ai critici di solito manca perché presi unicamente dalle loro astrazioni. A Labranca Andy Warhol sta simpatico, si rende conto che in lui cuore e corpo coincidevano, una sorte di “provincialotto” che si divertiva mentre lo scarrozzavano su una limousine presa in affitto in compagnia di Debbie Harrys o Grace Jones.  Mentre gli assessorati alla Cultura richiudevano il suo pop nelle sale asettiche di un museo, Warhol faceva più soldi possibile ispirandosi nei supermercati. Non figlio di Duchamp ma fratello di Eros Ramazzotti: geniale. Non è un’opera conclusa quella che il volume riunisce, ma una teoria di infiltrazioni continue lungo le strade offrono letteratura “pesante” e musica rappresentativamente “leggera”. Quella leggerissima sarebbe arrivata dopo, a fianco di un Baglioni eterno e irraggiungibile per tutti. La melodia delle canzoni batte l’atonalità e la stocastica. E in fondo i profumi del supermercato che fanno il verso ai Chanel infinocchiano persino Visconti quando pretende la vera Essenza. Che vera non sarà mai. Parola di Labranca che conosce alla perfezione il Barocco brianzolo. Ma per non rischiare di inserire qui un quintale di “madeleines”, se non una vera e propria zuppa presa direttamente al banco surgelati, sarà opportuno scatenarsi all’interno del tomo, sfogliando e risfogliando, senza mai raggiungere l’ultima pagina – perché si sa come edito e inedito si trastullino unendo i materiali più eterogenei ed estremi. Il cialtronismo sta, per Tommaso, come il Nescafé al culturalismo dell’Arabica. Nemmeno un libro come Il piccolo Isolazionista – un libro sul nulla, secondo l’autore – può ridurre il mondo a una serie di fenomeni compiuti. Ma qui si era già oltre. Lo scrive Giunta, che colleziona e controlla i sentieri incrociati: se il consumo involgarisce, molte verità stanno dentro al “caso Labranca”, il cui successo è definito da un fenomeno di “troppa intelligenza” proprio alla metà degli anni ’90. Gli esseri umani da lui descritti sono tutti diversi, e non gli piacevano Calasso e la Gialappa’s – oltre a centinaia d’altre cose. Gli piacevano le canzoni di Battisti-Panella, Madonna e Baglioni. A questo punto gustatevi la cronologia finale e le parole definitive di Giunta su Tommaso: “… il miglior critico delle arti di massa dell’ultimo mezzo secolo in Italia… non lo si sapeva perché lo leggevano in pochi”. That’s All Folks.             L'articolo Tommaso Labranca / Ovvero il mondo (That’s All Folks) proviene da Pulp Magazine.
October 11, 2026
Pulp Magazine