Spilimbergo (Pordenone): polizia, carabinieri e Leonardo S.p.A. insieme all’I.I.S. “Il Tagliamento”
I tentativi di forze dell’ordine, forze armate e industria bellica di penetrare
nella scuola pubblica sono sempre più evidenti e, come nostro solito, la
seguiamo e commentiamo con dovizia di particolari. Oggi denunciamo l’iniziativa
di plurimilitarizzazione di sabato 3 Ottobre, organizzata presso l’Istituto
d’Istruzione Superiore “Il Tagliamento” di Spilimbergo e denominata “Technology
Day 2”. Partiamo da questa locandina da brividi:
C’è “tutto”. I primi tre ingredienti sono a dir poco evidenti: forze
dell’ordine, forze armate e industria bellica con Leonardo S.p.A. La Polizia di
Stato di Pordenone, che è arrivata in forze con la Questura (in particolare con
gli operatori della Polizia Scientifica), la Polizia Stradale e la Polizia
Postale e che ha inteso mostrare come la tecnologia sia oggi un elemento
fondamentale nell’attività quotidiana delle forze dell’ordine (e su questo
teniamo a sottolineare che parte della “lezione” è convenuta sull’utilizzo delle
tecnologie nel mondo della sicurezza investigativa). Le forze armate con l’Arma
dei Carabinieri ha allestito un banchetto informativo per illustrare le
opportunità di carriera e i profili tecnici richiesti nei diversi reparti, fatto
di per sé gravissimo. Infine, ai ragazzi sono stati distribuiti volantini e
pieghevoli, nel mentre li si incoraggiava a proseguire negli studi scientifici
per sviluppare competenze utili… A chi? Beh, non tanto a loro, quanto a «una
delle prime dieci aziende globali nei settori di aerospazio, Difesa e
Sicurezza». O in altri termini, uno dei fiori all’occhiello della produzione
italiana delle armi usate oggi per uccidere e distruggere altrove, soldati
forzati al fronte e civili nelle loro case senza distinzione alcuna.
Ma oltre al contenuto c’è la forma. E finalmente arriviamo alla “dovizia di
particolari”:
* nella sezione «scuola» della locandina, troviamo dirigente e sindaco insieme,
fianco a fianco, indicando un totale favoreggiamento dell’iniziativa da parte
delle istituzioni;
* la sezione «istituzioni e forze dell’ordine» presenta una colpevole
imprecisione, perché contenendo solo polizia e carabinieri sarebbe stato più
corretto chiamarla «forze dell’ordine e forze armate»? Ma forse la nostra
Cultura della Difesa non è abbastanza sviluppata… ;
* il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco è «un corpo ad ordinamento civile
della Repubblica Italiana incaricato del soccorso tecnico urgente, della
prevenzione e dell’estinzione degli incendi e del soccorso alla popolazione
in caso di calamità, incidenti ed altre emergenze». Inserirlo a fianco dei
veicoli di polizia e carabinieri è un atto simbolico che va a favore della
dottrina militare della Difesa Totale;
* il «modera la professoressa» indica un supporto da parte del corpo docente
stesso. Ma non di tutto. Anzi il collegio docenti ha addirittura la
possibilità di impedire queste collaborazioni (clicca qui);
* per finire, una sovrastante Harley Davidson tutta stelle e strisce, rigurgito
della vicina base dell’aeronautica militare statunitense di stanza ad Aviano
e sintomo della colonizzazione culturale e militarizzazione del territorio
che ne consegue.
Insomma, non solo un modo di fare scuola piegato alle esigenze delle forze
armate e dell’industria bellica ma tutto un sistema che lo supporta e lo
promuove: non vi sono più soltanto attività di prevenzione e “educazione alla
legalità”, ma vere e proprie passerelle orientate a persuadere gli studenti che
la filiera bellica e le carriere in divisa offrano meravigliose opportunità di
carriera.
È un fiume, il Tagliamento, a dare il nome alla scuola. Un’intitolazione che
risuona nell’immaginario di molte e molti rievocando la guerra. E con essa la
morte di migliaia di soldati e l’imperativo a fare di tutto perché ciò non si
ripeta. E il nome urla se portato da una scuola oggi in questo modo. Quale ruolo
scegliamo come docenti nella trasmissione della memoria collettiva? Perché non
tutte e tutti le docenti si allineano a coloro che si sono prodigate e prodigati
per il “Technology Day 2”. E il 4 novembre che si avvicina potrebbe diventare
un’occasione per riflettere in classe anche all’I.I.S. Tagliamento. Dal basso
più che dai vertici, per creare insieme alle e agli studenti chiavi di lettura
altre dall’Onore e dal Valore Militare. Si legge dell’1 novembre 1917, battaglia
di Ragogna: « [La Brigata Bologna rimase] intrappolata tra l’avversario
preponderante per numero e mezzi (di fronte) e il Tagliamento in piena (alle
spalle). Con i Ponti di Pinzano e di Pontaiba interrotti dietro disposizioni
superiori, pur accerchiati dall’avversario e colpiti addirittura dalle salve
dell’artiglieria “amica”, i resti della brigata prolungarono la difesa per
alcune ore, sino all’inevitabile resa».
Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
chiudiamo spezzando una lancia per la pace. Perché se la prassi di un sindaco,
una dirigente e un’industria di morte sta portando alla guerra i giovani e le
giovani studenti di un istituto tecnico; e se nelle guerre le forze armate
risolvono i problemi facendo saltare un ponte con 5000 giovani dall’altra parte,
come scuola e come società abbiamo un’altra possibilità. Quella di arrivare
prima. E scegliere insieme una strada diversa da quella che porta alla guerra.
Abbiamo tutti gli strumenti per farlo.
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
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