Francia, manifestazioni degli studenti delle scuole superiori
Dalla fine di settembre si stanno moltiplicando gli scioperi delle scuole. Gli
studenti delle scuole superiori si stanno mobilitando contro la mancanza di
risorse e le pessime condizioni di studio che ne conseguono.
Le rivendicazioni riguardano in particolare la carenza di posti di insegnante,
il deterioramento delle condizioni didattiche, la vetustà degli edifici
scolastici e la pressione esercitata dal sistema Parcoursup, il cui
funzionamento è criticato per la lentezza, il carattere ansiogeno e l’opacità di
alcune delle sue procedure algoritmiche. (Nel 2019 e nel 2020, il Difensore dei
diritti, la Corte dei conti e il Consiglio costituzionale ne hanno denunciato la
mancanza di trasparenza.)
Si pone anche la questione della precarietà degli studenti, così come quella del
deterioramento della salute mentale dei giovani, che costituisce un segnale
allarmante.
In risposta a questo movimento di studenti delle scuole superiori che esigono
migliori condizioni per studiare, il governo reagisce inviando la polizia.
Va quindi ricordato che sotto Emmanuel Macron (2017–2026), i ministri
dell’Istruzione nazionale sono stati: Jean-Michel Blanquer (2017–2022), Pap
Ndiaye (2022–2023), Gabriel Attal (2023–2024), Amélie Oudéa-Castéra (gen.–feb.
2024), Nicole Belloubet (feb.–set. 2024), Anne Genetet (sett.–dic. 2024),
Élisabeth Borne (dic. 2024–ott. 2025) ed Édouard Geffray (da ott. 2025).
La domanda è: questa successione di ministri non è forse all’origine
dell’impoverimento delle istituzioni pubbliche? Una situazione del resto simile
si riscontra anche nel settore sanitario, che batte ogni record con 10 ministri
consecutivi e un livello di deterioramento delle condizioni di lavoro
allarmante!!!!
Un’instabilità ministeriale che si riscontra anche nel settore sanitario, dove i
successivi avvicendamenti ai vertici ministeriali sollevano interrogativi sulla
continuità delle politiche pubbliche e sulle condizioni di lavoro del personale.
> La classifica PISA 2026, pubblicata l’8 settembre 2026, conferma questo
> impoverimento e un crollo storico. La Francia si mantiene nella media OCSE ma
> scivola al 27°-28° posto su 91 paesi, largamente distanziata dal blocco
> asiatico guidato da Cina, Singapore, Macao e Taiwan.
>
> Mentre nel 2015 la Francia si trovava a metà classifica insieme ad Austria,
> Stati Uniti e Svezia.
>
> L’OCSE e diversi esperti di istruzione individuano una combinazione di
> fattori: le successive riforme del sistema educativo, l’impatto duraturo della
> crisi Covid sull’apprendimento e un divario crescente tra un polo di
> eccellenza preservato e un accesso alla conoscenza sempre meno democratico,
> legato in particolare alle disuguaglianze sociali.
Di fronte alla portata della mobilitazione, martedì sera il capo dello Stato
presiederà all’Eliseo una riunione per fare il punto sulla mobilitazione degli
studenti delle scuole superiori.
Brigitte Cano