BOSNIA-ERZEGOVINA: IL “TURBONAZIONALISMO” TRIONFA ALLE ELEZIONI GENERALI, LE MENO PARTECIPATE DI SEMPRE
Non sono ancora stati ufficializzati i risultati delle elezioni generali in
Bosnia-Erzegovina, che si sono tenute domenica 4 ottobre, ma quello che è chiaro
è che hanno nuovamente trionfato i nazionalismi. La cittadinanza era stata
chiamata alle urne per rinnovare il complesso sistema istituzionale deciso nel
1995 a Dayton, Stati Uniti, che comprende due presidenze e tredici parlamenti.
La partita più importante riguardava la presidenza tripartita della Repubblica
Federale che ogni otto mesi vede alternarsi tre presidenti, espressione delle
tre comunità maggioritarie che compongono la Bosnia: musulmana, croata e serba.
Nella corsa per il seggio di rappresentanza croata alla Presidenza della Bosnia
ed Erzegovina, eletta Darijana Filipović dell’Unione Democratica Croata di
Bosnia ed Erzegovina. Ha ottenuto oltre il 48% delle preferenze all’interno del
proprio specifico bacino elettorale con lo scrutinio quasi completato.
Željka Cvijanović dell’Alleanza dei Socialdemocratici Indipendenti (Snsd) vince
il seggio serbo alla Presidenza. L’esponente uscente nazionalista e filorussa ha
prevalso in modo netto sull’opposizione raccogliendo il 55,4% dei voti.
Nella corsa per il seggio di rappresentanza bosgnacca alla Presidenza, vince
Denis Bećirović del Partito Socialdemocratico (Sdp-BiH) che conferma il suo
mandato raccogliendo il 26,7% dei voti.
Nella Federazione di Bosnia ed Erzegovina il Partito d’Azione Democratica (Sda)
ha ottenuto il maggior numero di voti. Nella Republika Srpska, l’Snsd, il cui
presidente è Milorad Dodik, ha raggiunto la prima posizione.
Rinnovate anche la Presidenza e il Parlamento della Republika Srpska, una delle
due entità della Bosnia ed Erzegovina, assieme alla Federazione. Si è poi
votato, a livello cantonale, per le dieci assemblee dei Cantoni della
Federazione.
Quello che emerge dalle urne è il rafforzamento dei partiti nazionalisti,
espressione delle divisioni interne al paese. Altro dato rilevante è quello
della partecipazione: soltanto il 42% degli aventi diritto si è recato ai seggi,
facendo registrare il tasso di astensionismo più alto di sempre.
Abbiamo analizzato i dati emersi dalle schede elettorali con Giorgio Fruscione,
analista ISPI – Istituto per gli Studi di Politica Internazionale. Ascolta o
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Abbiamo commentato i temi della campagna elettorale, i risultati del voto, il
ruolo sempre centrale del nazionalismo e le difficoltà di vivere in un paese
sull’orlo dello smembramento con la giornalista e scrittrice Azra Nuhefendic,
che vive a Trieste dal 1995 e si occupa anche di Balcani per varie testate e con
l’operatore umanitario Boris Vitlacil, in collegamento da Sarajevo. Ascolta o
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