La Corte d’Appello di Catanzaro dichiara illegittima la detenzione imposta alla Humanity 1 nel dicembre 2023
Dopo tre anni di procedimenti giudiziari, la Corte d’Appello di Catanzaro ha
dichiarato illegittima la detenzione imposta alla Humanity 1 nel dicembre 2023.
La Corte ha respinto la tesi del governo italiano secondo cui il capitano non
avrebbe rispettato le istruzioni della cosiddetta Guardia Costiera libica,
stabilendo che tali istruzioni erano illegittime. La Corte ha affermato che un
ordine che abbia per effetto il respingimento delle persone in Libia non è mai
vincolante e pertanto una nave che si rifiuta di eseguire tale ordine non può
essere sanzionata.
Nella sentenza del 23 settembre 2026, la Corte d’Appello ha dichiarato
illegittima la detenzione imposta alla Humanity 1 nel dicembre 2023 e ha
stabilito che il salvataggio di 46 persone a rischio di annegamento è stato
condotto nel pieno rispetto del diritto marittimo internazionale e del diritto
europeo. La sentenza rafforza la posizione giuridica di SOS Humanity e
dell’alleanza Justice Fleet, che ritengono la cosiddetta Guardia Costiera libica
un attore illegittimo in materia di ricerca e soccorso.
“Questa importante sentenza ribadisce chiaramente che la Libia non è un luogo
sicuro, quando invece un’operazione di soccorso può concludersi solo in un tale
luogo. Il mancato rispetto di ordini illegittimi impartiti da soggetti marittimi
che violano la legge, costringendo le persone in pericolo a tornare in Libia
invece di soccorrerle, non è punibile”, afferma Cristina Cecchini, avvocata di
SOS Humanity, che insieme all’avv. Giulia Crescini difende la ONG in tribunale.
Facendo riferimento alla sentenza n. 101/2025 della Corte Costituzionale
italiana, il Tribunale di Catanzaro ha affermato che un salvataggio in mare si
considera concluso solo quando i sopravvissuti vengono sbarcati in un luogo
sicuro, dove la loro vita e i loro diritti fondamentali siano tutelati. Gli
ordini che violano tale obbligo non sono vincolanti.
“Questa decisione ha il grande merito di applicare i principi della sentenza
della Corte Costituzionale italiana sulle sanzioni alle ONG impegnate nelle
operazioni di ricerca e soccorso (SAR) del maggio 2025. Si tratta di un prezioso
precedente per i procedimenti in corso e per eventuali futuri fermi, che
dimostra come il diritto internazionale e i diritti umani siano alla base di
qualsiasi giurisdizione”, aggiunge Giulia Crescini. “La sentenza chiarisce che
un tribunale deve valutare se le persone soccorse sarebbero realisticamente
sbarcate in un luogo sicuro, in linea con il diritto marittimo”.
Il 30 novembre 2023, l’equipaggio della Humanity 1 aveva soccorso 46 persone in
pericolo. Successivamente, la nave era stata fermata, in base alla legge
Piantedosi: il governo italiano aveva falsamente accusato il capitano di non
aver rispettato gli ordini delle autorità marittime libiche e di aver
contribuito a creare una situazione di pericolo. SOS Humanity aveva
immediatamente presentato ricorso contro la decisione; il Tribunale
Amministrativo di Crotone aveva tuttavia respinto il ricorso, ritenendo che la
cosiddetta Guardia Costiera libica stesse effettuando i soccorsi in modo
corretto e concordando sul fatto che la Humanity 1 avesse contribuito a creare
la situazione di pericolo.
“Si tratta di un’altra sentenza che conferma il rispetto del diritto
internazionale e dei diritti umani, per i quali le organizzazioni di ricerca e
soccorso si battono nel Mediterraneo centrale. Ancora una volta, una decisione
giudiziaria dimostra che i fermi amministrativi previsti dal decreto-legge
Piantedosi sono punitivi e illegali”, afferma Janna Sauerteig, responsabile
dell’Advocacy di SOS Humanity.
Redazione Italia