VALENCIA: PROSEGUE L’ACAMPADA PER IL DIRITTO ALL’ABITARE. 11 NOVEMBRE SCIOPERO GENERALE
Centinaia di migliaia di manifestanti avevano invaso sabato scorso le strade di
una cinquantina di città spagnole per protestare contro la bocciatura della
«legge Maricarmen», i due decreti legge sull’emergenza abitativa promulgati
martedì dal governo Sánchez e respinti venerdì dai deputati alle Cortes. A
Valencia si erano verificate violente cariche della polizia, con scontri e
cinque persone tratte in arresto.
Dopo due giorni di detenzione lunedì il processo per direttissima , al termine
del quale sono stati scarcerati . La polizia aveva detto che nove agenti di
Policia Nacional erano rimasti feriti durante la manifestazione. I manifestanti
accusano la polizia di aver usato gas e pallottole di gomma contro di loro. Gli
scontri erano avvenuti alla fine della marcia fuori dal Palau de Les Arts della
città, dove si stava svolgendo il Valencia Real Estate Summit 2026, una sorta di
raduno delle principali imprese immobiliari e del mercato della casa.
L’11 novembre è in programma in tutta la Spagna lo sciopero generale per il
diritto all’abitare. Sciopero di 24 ore per rivendicare “salari sufficienti per
accedere a una casa degna”, convocato dalle principali organizzazioni sindacali,
Comisiones Obreras (CcOo) e Union General de Trabajadores (Ugt) insieme al
Sindicato de Inquilinas, che da settimane guida le mobilitazioni contro
l’emergenza abitativa.
Prosegue intanto l’acampada in Placa de l’Ajuntament. Una partecipata assemblea
che si è tenuta ieri sera ha dato due indicazioni per i prossimi giorni: uno per
giovedi 8 ottobre contro il rischio di attacchi di gruppi di estrema destra,
mentre l’altro per venerdi 9 ottobre contro il rischio di uno sgombero da parte
dell’Amministrazione Comunale.
Il punto sulla mobilitazione con Anna compagna italiana che vive a Valencia e
che sta partecipando alla mobilitazione Ascolta o scarica