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In un bosco tedesco è stato scoperto un antico tempio romano dedicato a Marte
Un tempio dedicato a Marte, due pietre votive, una statuetta della dea Vittoria e i frammenti di una statua che potrebbe raffigurare il dio della guerra in persona. Li hanno riportati alla luce gli archeologi della tempio, il servizio archeologico dell’Ufficio per la tutela dei monumenti dell’Assia, insieme all’Università Goethe di Francoforte. Ci troviamo nella zona del Taunus, i rilievi boscosi a nord di Francoforte, dove la siccità, il bostrico e le tempeste hanno abbattuto intere file di abeti rossi, lasciando radure di ceppi divelti e tronchi spezzati. Ma mentre nella zona si faceva la conta dei danni, gli archeologi ci hanno visto un’opportunità. A un centinaio di metri dalle mura del forte romano di Kapersburg, vicino a Rosbach vor der Höhe, la caduta degli alberi ha permesso per la prima volta di fare indagini sul vicus, il villaggio che nasceva accanto ai presidi del limes, la linea di fossati, torri e forti che per quasi due secoli segnò il confine dell’Impero romano. Alla terza stagione di scavi sono stati ritrovati i manufatti e il tempio, individuato dalle archeologhe della Saalburg, l’altro grande forte della zona, che si trova 7 chilometri più in là. Il paradosso è che a custodire tutto, per secoli, è stato proprio il bosco. Kai Mückenberger, archeologo distrettuale e coordinatore regionale del limes, parla di «strati di conservazione che in Assia non hanno eguali». Il motivo è che su quei terreni non è mai passato un aratro: solo bosco e taglialegna, da secoli. Le strutture affiorano a pochi centimetri dal suolo e si scava quasi soltanto a mano, perché nel bosco i mezzi pesanti non entrano. I lavori di scavo nella zona del tempio, foto di HESSEN Landesamt für Denkmalpflege – Hessen / © Lars Görze M.A., LfDH Il forte, citato nei documenti già nel 1482 come Karpesserburgk, è tra i meglio conservati del limes germanico-retico, la frontiera di circa cinquecentocinquanta chilometri che l’Unesco ha dichiarato patrimonio dell’umanità nel 2005. Per circa un secolo e mezzo ci restò di stanza un numerus, una piccola unità ausiliaria di circa centosessanta uomini. L’Ufficio dell’Assia la chiama Numerus Nidensium, reclutata nell’antica Nida, l’odierna Francoforte-Heddernheim. Peccato che del nome, sulle iscrizioni, sopravviva soltanto la N, e non tutti gli studiosi accettano quella lettura. Attorno, secondo le stime di Mückenberger, potevano vivere seicento o settecento persone. Gli scavi hanno già documentato strade, terrazzamenti e una fucina spianata per far posto a nuove abitazioni. Una pietra votiva dedicata al dio della guerra era emersa in una campagna precedente e da maggio è esposta nel museo della torre difensiva di Ober-Rosbach, portato avanti dai volontari dell’associazione di storia locale. Un lusso sempre più raro, ha ammesso lo stesso Mückenberger, perché molti piccoli musei lottano per sopravvivere. Le iscrizioni delle nuove pietre sono ora allo studio di Markus Scholz, dell’Università di Francoforte. Nemmeno Vittoria – la dea alata del trionfo – è lì per caso: lei e il dio della guerra erano già stati trovati insieme, in un altare trovato a Ladenburg, più a sud, offerto proprio «a Marte e alla Vittoria». La fibula ritrovata durante gli scavi, foto di HESSEN Landesamt für Denkmalpflege – Hessen / © Lars Görze M.A., LfDH Il reperto che pesa di più, però, è anche il più piccolo: una fibula tardoantica, la spilla che chiudeva le vesti, trovata nell’area del tempio insieme a frammenti di ceramica lavorata a mano. Per capire l’importanza del ritrovamento bisogna tornare alla versione ufficiale. Attorno al 260, stretta tra la pressione germanica e una crisi interna, Roma abbandonò questo tratto di frontiera e arretrò sul Reno e sul Danubio: un evento passato alle cronache come “crollo del limes”. Gli scavi condotti più di centoventicinque anni fa dalla Commissione imperiale del limes sembravano confermare il copione: partiti i soldati, il villaggio sarebbe stato abbandonato. Se l’ipotesi degli archeologi reggerà, quei reperti sarebbero invece la prima prova che qualcuno tornò a frequentare il tempio dopo la ritirata e i principali indiziati sono gli Alamanni, già stanziati nella vicina Wetterau. Marte, del resto, da queste parti non è mai rimasto solo. Proprio accanto al forte si stende il deposito di munizioni di Köppern: 254 ettari di boschi e prati requisiti dagli americani nel 1949, passati alla Bundeswehr nel 1997, con oltre trecento bunker che custodiscono di tutto, dalle cartucce per fucile ai razzi. The post In un bosco tedesco è stato scoperto un antico tempio romano dedicato a Marte appeared first on L'Indipendente.
October 7, 2026
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