Non è tutto NAZA ciò che luccica! La strategia di manipolazione visiva della hasbara israeliana
Naza è il film-documentario diretto da Yuval Abraham e Rachel Szor, che ne ha
curato anche la fotografia e il montaggio, distribuito da I Wonder Pictures dal
28 settembre 2026. Presentato in concorso per il Leone d’oro alla 83ª Mostra
internazionale d’arte cinematografica di Venezia – unico titolo documentario tra
quelli in gara – il film si è aggiudicato il Premio speciale della giuria.
L’opera ricostruisce i sistemi di pianificazione degli attacchi aerei israeliani
sulla Striscia di Gaza a partire dal 7 ottobre 2023, basandosi sulle inchieste
giornalistiche pubblicate tra il 2023 e il 2025 da The Guardian, +972 Magazine e
Local Call.
Yuval Abraham e Rachel Szor
Attraverso testimonianze rese anonime con l’alterazione di volti e voci (proprio
a causa delle conseguenze che gli intervistati potrebbero avere, una volta
svelata l’identità) il film raccoglie le dichiarazioni di ventiquattro tra
ufficiali dell’intelligence militare e soldati israeliani coinvolti nelle
operazioni a Gaza. Le interviste, ambientate di notte sui tetti di Tel Aviv, si
alternano a immagini della quotidianità cittadina, creando un contrasto tra la
vita ordinaria in Israele e gli effetti dei bombardamenti. Il titolo “Naza”,
infatti, richiama un acronimo militare utilizzato dall’intelligence israeliana,
derivato dalle parole Nezek Agavi (in ebraico: נז”א, acronimo di נזק אגבי),
tradotto come «danno collaterale», che indica il margine di vittime civili
considerato tollerabile in un singolo attacco.
Gli intervistati descrivono le procedure operative e l’uso di tecnologie di
sorveglianza e analisi automatizzata dei dati. In particolare, testimoniano
l’impiego del sistema di intelligenza artificiale Lavender per la stesura
automatica di liste di bersagli; del programma Homeland per le intercettazioni
telefoniche permettendo di osservare gli interni dei palazzi palestinesi e di
decidere quali bombardare; e della procedura Where’s Daddy, ideata per
progettato per localizzare i target all’interno delle abitazioni private
attraverso i movimenti dei familiari e tracciare i sospetti attraverso le
comunicazioni dei familiari, riferendo di cifre di vittime civili attese
comunicate come parte ordinaria delle procedure operative.
NAZA – vincitore del Premio Speciale della Giuria alla 83ª Mostra di Venezia
Mentre Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor prosegue il suo percorso
internazionale dopo il Premio Speciale della Giuria alla 83ª Mostra di Venezia,
la macchina della propaganda israeliana ha superato un nuovo limite nel
tentativo di censurare e distorcere la verità.
Il pluripremiato film NAZA, che denuncia l’uso dell’intelligenza artificiale nei
bombardamenti a Gaza attraverso le testimonianze di soldati e membri
dell’intelligence israeliana, è stato letteralmente “clonato”.
Da Israele è arrivato un “contro-documentario” che si propone come risposta
diretta a NAZA che si intitola Naza: The Real Story (o “The True Story”).
Realizzato da riservisti dell’IDF, l’esercito israeliano, e diffuso online con
sottotitoli in inglese, nasce con l’obiettivo dichiarato di contestare le
testimonianze e le ricostruzioni del film originale. Il contro-documentario,
della durata di 49 minuti, è diretto dal tenente colonnello Roi Danino, Hagai
Gutman e Ariel Averbuch ed è disponibile gratuitamente sul sito ufficiale.
Non si tratta di una semplice replica, ma di un plagio studiato a tavolino:
hanno copiato lo stesso nome, la stessa grafica e la stessa impostazione visiva
dell’opera originale con l’unico obiettivo di intercettare gli utenti e deviarli
verso la narrazione ufficiale dell’esercito israeliano.
Secondo il Jerusalem Post, il contro-film utilizza immagini, registrazioni e
materiali dell’esercito israeliano, oltre alle testimonianze di ufficiali e
comandanti, per sostenere una ricostruzione alternativa delle operazioni a Gaza:
tra gli elementi citati ci sono la presenza di combattenti di Hamas in aree
civili, le procedure di autorizzazione dei raid, le regole d’ingaggio e la
gestione degli aiuti umanitari. Le affermazioni sono presentate come
testimonianze degli intervistati e non come fatti indipendentemente verificati
dal film.
Il contro-documentario “NAZA: The Real Story” è stato finanziato e promosso
direttamente dai canali istituzionali dello Stato di Israele, con il supporto
operativo e logistico dei vertici delle forze armate e il supporto diplomatico
delle ambasciate. La pellicola non è un’opera cinematografica indipendente
distribuita nei cinema commerciali, ma viene diffusa e pubblicizzata attivamente
a livello globale dalle ambasciate dello Stato di Israele come operazione
ufficiale di diplomazia pubblica per contestare le accuse mosse all’esercito.
NAZA – controdocumentario realizzato dall’IDF e finanziato da Israele
Il film, materialmente realizzato da figure di spicco dell’ambiente militare e
della riserva israeliani, gode del totale supporto dell’IDF, che ha fornito
l’accesso a ufficiali dell’intelligence, comandanti di alto livello, materiali
d’archivio esclusivi, mappe tattiche e riprese declassificate per sostenere la
narrazione governativa. Tutta l’operazione finanziaria dietro al documentario è
finalizzata a renderlo completamente gratuito e accessibile a chiunque sul suo
sito web ufficiale. Questo conferma che, a differenza del film originale NAZA,
il contro-documentario dell’IDF è un investimento di comunicazione strategica
mirato a contrastare la pressione internazionale che denuncia apertamente il
genocidio in atto verso il popolo palestinese con l’impiego di nuove armi
sofisticate da parte dell’Entità sionista.
Se cercate il film e trovate scritto sotto al titolo “The real story” o “The
true story”, o se leggete descrizioni che parlano di “testimonianze di ufficiali
dell’IDF per esaminare il combattimento in aree civili”, NON è il film NAZA
premiato a Venezia, ma state piuttosto guardando invece la ri-narrazione
sionista creata per coprire i fatti.
È in atto una vera e propria operazione di manipolazione visiva che punta a
confondere chiunque cerchi di guardare il documentario d’inchiesta premiato a
Venezia. La hasbara sionista funziona così: non potendo censurare un premio
internazionale, provano a rubarne l’identità per confondere l’opinione pubblica.
Il confronto arriva mentre il “vero” Naza continua a registrare risultati
significativi in Italia: il documentario ha superato i 3 milioni di euro.
L’opera è stata selezionata per il Festival internazionale del cinema di San
Sebastián e per la sezione principale della 64ª edizione del New York Film
Festival. Il film di Abraham e Szor proseguirà inoltre la distribuzione
internazionale, mentre The Guardian ha annunciato una successiva disponibilità
gratuita online.
> NAZA, recensione del film di Yuval Abraham e Rachel Szor
Lorenzo Poli