Luigi Luca Cavalli-Sforza, Ernst Mayr / Evoluzione versus ideologia
Evoluzione, il volume edito nella collana Voci dell’Istituto Treccani della
Enciclopedia Italiana, raccoglie i due contributi sul tema apparsi
nell’Enciclopedia del Novecento a firma di Luigi Luca Cavalli-Sforza ed Ernst
Mayr (entrambi deceduti: Mayr nel 2005, Cavalli-Sforza nel 2018). L’Introduzione
del filosofo della biologia Telmo Pievani ricostruisce le biografie parallele
dei due scienziati, la cui opera ha attraversato buona parte del Novecento.
Mayr, naturalista tedesco emigrato negli Stati Uniti, ha definito nel suo lavoro
i contorni del programma di ricerca neodarwiniano a Harvard; Cavalli-Sforza,
genetista italiano formatosi a Pavia e Cambridge, ha portato la stessa logica a
Stanford, inventando di fatto l’antropologia molecolare e gettando le basi per
lo studio quantitativo dell’evoluzione culturale. Nonostante il tempo trascorso
dalla prima edizione dei due saggi, Telmo Pievani sottolinea l’attualità delle
loro argomentazioni, e il valore storico-scientifico delle due traiettorie
intellettuali.
Cavalli-Sforza, nel suo saggio del 1977, applica gli strumenti della genetica
delle popolazioni allo studio della cultura: trasmissione culturale, analogie e
differenze con la trasmissione genetica, fattori di evoluzione culturale
(innovazione, selezione, deriva, migrazione), interazioni geni-cultura. Il testo
presentato è fondativo della teoria quantitativa della trasmissione culturale,
sviluppata in collaborazione con Marcus Feldman. Alcune sezioni (nel dettaglio
La teoria matematica dell’evoluzione, Analisi filogenetica ed Evoluzione
molecolare) si allontanano abbastanza dal registro divulgativo ma non
impediscono al “lettore comune” la comprensione degli snodi principali del
pensiero evoluzionistico, fornendo una solida base scientifica al discorso.
Il contributo di Ernst Mayr (la voce è del 1989) è un aggiornamento articolato e
sistematico sulla teoria evoluzionistica biologica. Mayr, uno dei principali
architetti della Sintesi Moderna (o Neodarwinismo), tratta la definizione di
evoluzione come “mutamento nella diversità e nell’adattamento di popolazioni di
organismi” e analizza temi quali la diversità, e la speciazione (soprattutto
allopatrica e peripatrica), la discendenza comune; l’origine della vita,
mutamento evolutivo e adattamento; la selezione naturale come processo;
l’adattamento; l’estinzione; la macroevoluzione e gli equilibri di interpunzione
(punctuated equilibria); il progresso evolutivo; l’evoluzione dell’uomo e
prospettive future della ricerca. Il testo difende la validità della sintesi
evolutiva contro teorie alternative ormai superate (saltazionismo, ortogenesi,
neolamarckismo) e chiarisce alcune controversie interne al neodarwinismo.
Va sottolineato che il libro appare sul mercato editoriale in un momento in cui
il dibattito sull’evoluzione è ancora vivo, soprattutto negli Stati Uniti, Paese
in cui la negazione dell’Evoluzione (declinata come Creazionismo, Young Earth,
Intelligent Design) è legata a correnti religiose fondamentaliste di matrice
evangelica e a una polarizzazione ideologica che interessa la stessa istruzione
pubblica, come attesta già il processo Scopes del 1925. Lo stesso Pievani è da
anni uno dei più attivi difensori pubblici dell’Evoluzione: ha scritto contro il
Creazionismo e l’Intelligent Design (ad esempio in Creazione senza Dio),
criticando anche i tentativi di sminuire Darwin nei programmi scolastici
italiani. Pur ripubblicando materiali non inediti, Evoluzione rappresenta quindi
un’intelligente operazione di recupero e valorizzazione, presentando due maestri
della biologia evoluzionistica introdotti da uno dei migliori divulgatori
contemporanei, in un volume agile che continua a parlare al lettore di oggi.
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