Puglia militarizzata: dai missili Jupiter alla scuola in divisa. Le ragioni della Marcia Gravina-Altamura
«Educare i bambini al senso della pace dovrebbe essere obbligatorio in un Paese
civile. Eppure, una volta all’anno i ragazzini sono invitati a giocare con i
cannoni veri».
Con queste parole esordisce il giornalista nel servizio che qui abbiamo
pubblicato risalente al 1963, durante il quale egli assiste attonito ai bambini
e bambine frequentanti un collegio internazionale di Roma mentre salgono e
scendono da mezzi militari.
Questo frammento di cinegiornale risale al 1963 ed è un documentario girato e
firmato da Cesare Zavattini in occasione della prima Marcia per la pace
Gravina-Altamura del 13 gennaio 1963. In quella circostanza migliaia di persone
si misero in cammino per manifestare contro l’installazione delle basi militari
con missili Jupiter in tutta la Murgia.
La militarizzazione della Murgia con le basi militari e i “sistemi d’arma
Jupiter” era cominciata il 5 settembre 1959 e si era conclusa il 20 giugno 1961,
periodo durante il quale il sud Italia venne armato con dieci campi di lancio,
due in Basilicata e otto in Puglia (Spinazzola, Gravina, Altamura, Acquaviva,
Gioia del Colle, Laterza, Mottola) su una superficie cerealicola un tempo
incontaminata e oggi sempre più devastata non solo dalle servitù militari, ma
anche da rifiuti di ogni tipo e perfino dal tentativo di iniettarla di scorie
nucleari.
Furono intellettuali come Tommaso Fiore, figura di spicco del meridionalismo
democratico e socialista e fermo oppositore del regime fascista, e Fabrizio
Canfora, filosofo e antifascista attivo nelle Brigate Giustizia e Libertà, padre
del più noto Luciano, a stilare un Appello per costituire un Comitato Promotore
per la Marcia della Pace. A supporto dell’iniziativa svoltasi il 13 gennaio 1963
giunsero anche messaggi di sostegno da parte di Carlo Levi, Aldo Capitini e
Bertrand Russel (cfr. Piero Castoro, La Murgia nella guerra fredda: dalle basi
missilistiche agli itinerari di pace, Torre di Nebbia, Altamura 2010).
Se a distanza di 63 anni torniamo a chiedere di smilitarizzare la Puglia con una
nuova marcia per pace prevista per il 24 ottobre 2026, probabilmente, vuol dire
che in questi anni grandi passi in avanti non sono stati compiuti, come sostiene
il giornalista del cinegiornale, per «Educare i bambini al senso della pace».
Anzi, ciò che in questi anni registriamo con l’Osservatorio contro la
militarizzazione delle scuole e delle università è esattamente il contrario,
cioè un massiccio investimento in armi e un pernicioso coinvolgimento delle
nostre forze armate in teatri di guerra internazionali, il tutto corredato e
sostenuto da una martellante propaganda militarista nelle nostre scuole e nelle
università.
Oggi, come mostrano le inequivocabili immagini che raccogliamo nel nostro
quotidiano lavoro di denuncia, dalla Fiera del Levante di Bari fino a Taranto,
passando dalla stessa Altamura, Gioia del Colle e Trani, la militarizzazione
della nostra terra è piuttosto evidente nella miriade di iniziative che vedono
coinvolte le forze armate nelle scuole. L’educazione alla pace, se non viene
considerata sospetta perché politicamente compromettente e, quindi, censurata
(come accaduto al nostro convegno del 4 novembre 2025), viene spesso trascurata
all’interno delle scuole oppure diventa marginale, trattata negli anfratti di
ore residuali da dedicare all’educazioni civica.
Bari, Fiera del Levante Taranto Altamura Gioia del Colle militari-scuola Trani
Oggi vedere bambini e bambine che salgono e scendono dai carri armati e che
imbracciano le armi non fa nemmeno più tanto effetto, considerando che per la
gente del sud quello sbocco lavorativo potrebbe essere addirittura un vanto per
genitori che vedono affermarsi e sistemarsi figli e figlie destinate/i
all’inoccupazione. Stando, infatti, ai dati raccolti qualche anno fa dal network
trmtv.it, dopo la Campania, con il 28% del totale degli arruolati, la Puglia
occupa la seconda posizione con il 16,7% di militari. Si tratta, del resto, di
dati confermati anche da Michele Emiliano, ex governatore della Puglia, il quale
nel 2020 affermava con motivo di vanto: «più di un terzo delle forze armate
italiane è fatta da pugliesi, quindi noi sappiamo obbedire!»…evidentemente siamo
lontani anni luce dalla cultura nonviolenta di don Lorenzo Milani, per cui
l‘obbedienza già nel 1965 non era più considerata una virtù.
Quei dati sull’arruolamento dei meridionali vengono ancora confermati per tutto
il 2024 (clicca qui), per cui è chiaro che in tempi come i nostri,
caratterizzati da instabilità internazionale, corsa al riarmo e nazionalismo
montante (gli stessi eventi scatenanti la Prima guerra mondiale), la riserva di
40.000 unità per le guerre da combattere sarà ovviamente ricercata nelle nostre
scuole del sud con iniziative di orientamento, carriere in divisa e Formazione
scuola-lavoro.
Dati TRMTV Dati TRMTV
Se, dunque, a distanza di 63 anni da quel lontano 1963 siamo ancora qui in
Puglia a chiedere alla cittadinanza pacifista, nonviolenza e antimilitarista di
partecipare alla Marcia per la pace Gravina-Altamura del 24 ottobre 2026 è
perché bisogna ancora ribadire con chiarezza e senza ambiguità politica o
elettorale alcuni punti chiave delle richieste che la società civile muove alle
istituzioni, come si desume dal Dossier e dall’Appello, ad esempio:
NO al riarmo europeo;
NO all’invio di armi in Ucraina;
NO alle basi militari NATO e americane sul nostro territorio;
NO alla militarizzazione delle scuole e delle università;
NO alle scorie nucleari sul nostro territorio;
NO alle industrie di guerra Leonardo SpA e Avio Aero GE Aviation sul nostro
territorio;
NO alle complicità con l’entità sionista di Israele che commette genocidio ai
danni della popolazione palestinese.
SÌ ALLA PACE, AL LAVORO, ALL’AMBIENTE, ALLA LIBERTÀ DI MOVIMENTO E
ALL’AUTODETERMINAZIONE DEI TERRITORI.
PRIMA DI TUTTO LA PACE
MARCIA GRAVINA-ALTAMURA 24 OTTOBRE 2026
Michele Lucivero, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle
università
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