LOGISTICA DI GUERRA: VERSO LO SCIOPERO INTERNAZIONALE DEI PORTI DEL 30 OTTOBRE BLOCCATA A LIVORNO LA NAVE SUNAID XDiverse imbarcazioni del Gruppo Autonomi Portuali, Usb e Global Sumud Flotilla
hanno bloccato oggi l’accesso della nave Sunaid X al porto di Livorno, dove lo
stesso sindacato di base ha dichiarato lo sciopero immediato. La nave trasporta
almeno quattro container di materiali pericolosi, tra cui componentistica per
droni, oltre a materiale chimico, gas, equipaggiamento vario e non meglio
identificato: si tratta di carichi militari Usa per la DLA (Defense Logistics
Agency) destinati alla base di Sigonella e da lì probabilmente diretti a
Israele.
Da Livorno un compagno del Gap Ascolta o scarica
COMUNICATO STAMPA GSF
GSF, GAP E USB BLOCCANO LA SUNAID X A LIVORNO: 14 TONNELLATE DI ESPLOSIVI E
RIFORNIMENTI DIRETTI ALLA BASE MILITARE AMERICANA DI SIGONELLA- Smascheriamo il
coinvolgimento dell’Italia in operazioni militari mai approvate dal Parlamento.
614 tonnellate di esplosivi di classe 1 partite dal porto di Livorno in sedici
mesi. 30 ottobre sciopero internazionale dei lavoratori portuali contro guerra,
riarmo e genocidio
Livorno, 22 Ottobre 2026 — Al porto di Livorno non entra la nave Sunaid X.
L’imbarcazione, utilizzata dalla DLA (Defense Logistics Agency) , l’agenzia
logistica della Difesa degli Stati Uniti, che collega il porto labronico alla
base militare americana di Sigonella, è stata ostacolata e costretta alla
deviazione. A bordo e nei carichi che la nave doveva movimentare: prodotti
chimici sfusi, vernici, generi alimentari e batterie al litio destinate ai
droni, oltre a batterie installate su apparecchiature la cui natura non risulta
specificata. Attraverso altre linee risultano spedizioni di Humvee e carichi non
specificati verso Camp Darby. Il lavoro dei portuali si schiera contro la
logistica di guerra e come esercizio del diritto della cittadinanza tutta a
rifiutare la complicità con i conflitti in corso.
I dati forniti dalla Capitaneria di Porto di Livorno su richiesta della
giornalista Linda Maggiori e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza
del porto sono inequivocabili: tra gennaio 2025 e maggio 2026 sono transitate
per esportazioni verso Paesi extra UE 614,15 tonnellate di esplosivi di classe
1, così suddivise: 234 tonnellate di motori per razzi con propellente, 0,45
tonnellate di articoli esplosivi classificati NOS e 379,8 tonnellate di cartucce
per armi e proiettili. Si tratta esclusivamente di esportazioni verso Paesi
extra UE: la retorica delle esercitazioni interne o della NATO non regge. Nel
settembre è avvenuta la spedizione più consistente: 142 tonnellate di esplosivi
in sei container, nello stesso periodo in cui avanzavano i bombardamenti i danni
del popolo palestinese.
Documenti ufficiali indicano il coinvolgimento della base di Sigonella nel
supporto alle operazioni militari statunitensi collegate alla guerra contro
l’Iran e in Medio Oriente . È ufficiale anche la presenza di velivoli militari
israeliani a Sigonella nel settembre 2025: un KC-130H decollato da Nevatim è
atterrato nella base siciliana il 2 settembre 2025, pochi giorni prima
dell’abbordaggio alle barche della Flotilla diretta a Gaza. Lo Stato Maggiore
della Difesa ha parlato di “atterraggio tecnico”, ma la coincidenza temporale
con la partenza della missione internazionale rende l’episodio tutt’altro che
neutro. Sigonella è la prova del coinvolgimento italiano nei conflitti in corso
e nel partnerariato con israele che contribuisce a rendere possibile il
genocidio del popolo palestinese.
Il 30 ottobre 2026 i porti si fermeranno per lo sciopero generale in vista della
seconda giornata internazionale di lotta dei lavoratori portuali , sulla base
della Dichiarazione di Istanbul approvata al Terzo Incontro Internazionale dei
sindacati dei portuali e dei lavoratori dei porti del Mediterraneo e dell’Europa
del maggio 2026. La coalizione Ports in Action – CGT Ports and Docks (Francia),
ENEDEP (Grecia), LAB (Paesi Baschi), Liman-İş (Turchia), ODT (Marocco), USB e
ORSA Porti (Italia), Water Transport Workers Federation of India – coinvolgerà
oltre 100 siti portuali nel mondo. Chiediamo trasparenza sui transiti delle armi
, le autorizzazioni e i nomi di chi si assume la responsabilità di farle
transitare attraverso le nostre città, e lo stop completo del passaggio di
esplosivi bellici nel nostro porto. Non accettiamo risposte burocratiche né
rassicurazioni generiche.
LA GUERRA NON PASSA DAI PORTI!
Per la Palestina libera – dal fiume al mare