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Catania con la Palestina
Il Nobel per la pace a Navi Pillay, la giurista e magistrata sudafricana che ha contribuito a definire genocidio quello che sta accadendo a Gaza, ricorda a tutti che l’occupazione israeliana continua, nel silenzio complice del cosiddetto ‘mondo occidentale’. Ancora una volta sono le manifestazioni dal basso a denunciare questa situazione e a ricordare il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese. Sabato 10 si sono svolte manifestazioni in oltre 50 città italiane ed in diversi paesi auropei. Ecco alcune immagini del corteo catanese. Redazione Sicilia
October 12, 2026
Pressenza
Rinviate le elezioni in Palestina
Elezioni palestinesi Il presidente palestinese Abbas ha rinviato le elezioni politiche e presidenziali, convocate per il 28 novembre. La data indicata sarebbe l’11 settembre 2027. Nel decreto non è indicata la motivazione del rinvio, ma si dice semplicemente “per decisione dell’esecutivo dell’OLP”. I motivi reali invece sono la coincidenza di un boicottaggio annunciato di diverse organizzazioni politiche, per denunciare le regole restrittive introdotte nella legge elettorale, e dall’altra parte il divieto israeliano di far votare i cittadini palestinesi di Gerusalemme est occupata. Il FDLP ha espresso la sua opposizione a questo passo, “che blocca il rinnovo della rappresentanza popolare palestinese sottomettendola alle decisioni della forza occupante”. All’inizio di questo mese, 4 organizzazioni palestinesi, Fatah, Hamas, Jihad islamica e FPLP, hanno deciso il rinvio delle elezioni, “per rafforzare la concordia nazionale con un dialogo complessivo”. Yemen/Arabia Saudita Di nuovo bombe e missili sauditi su Sanaa, capitale dello Yemen sotto il controllo delle milizie Houthi. La risposta delle milizie non è tardata colpendo l’aeroporto di Riad con due missili balistici. Schegge dei missili hanno colpito l’aeroporto, causando 12 morti e 309 feriti e bloccando il traffico aereo. È il più grave attacco subito dal regno saudita e non passerà senza una risposta. Una spirale di violenza che non ha sbocchi. Il conflitto di terra in Yemen è una carneficina nascosta dietro le dichiarazioni militari di vittorie auspicate dalle due parti. I governativi hanno affermato di aver preso il controllo della costa sul mar Rosso, ma poi leggendo tra le righe dei comunicati si è scoperto che sono molto lontani. Le loro retroguardie invece sono bloccate a Taez e Maarib assediate dalle milizie Houthi, che bombardano le due città, con vittime tra i civili e soprattutto la fuga dalla guerra di centinaia di migliaia di persone. Libano Mentre continua il genocidio a Gaza e in Cisgiordania, ieri, sabato, l’esercito israeliano ha lanciato un raid aereo e bombardato con l’artiglieria diverse aree del Libano meridionale, in concomitanza con voli a bassa quota di droni sull’est e sul sud del Paese. Ciò è avvenuto il giorno dopo che sei persone sono rimaste ferite in un attacco israeliano nel governatorato di Hermel. Un nostro contatto a Beirut ha riferito di un raid aereo israeliano alla periferia di Kfar Tebnit, nel distretto di Nabatieh, nel Libano meridionale. Un drone israeliano ha lanciato due missili contro il quartiere di Al-Hariq, tra le città di Nabatieh al-Fawqa e Kfar Tebnit. I cieli del Libano sono sotto il controllo totale di Israele. Droni israeliani hanno sorvolato ieri Baalbek, nel centro orientale del paese. Premio letterario teatrale per Gaza «Non ho mai scritto per un premio. Scrivo perché credo che la morte non abbia voce, ma le nostre voci non muoiono mai». Con queste parole, il drammaturgo di Gaza Ali Abu Yassin ha ricevuto la notizia di aver vinto il premio “Scrittore Coraggio” per il 2026. Ha dedicato il premio al popolo di Gaza e a «ogni scrittore che difende la libertà e la verità», secondo una dichiarazione di PEN England. La scrittrice britannica Jacqueline Rose ha annunciato il nome di Abu Yassin giovedì sera, 8 ottobre, durante un discorso alla British Library di Londra. Rose è la vincitrice del Premio PEN Pinter di quest’anno, istituito nel 2009 in memoria del drammaturgo britannico Harold Pinter. L’organizzazione conferisce annualmente il titolo di “Scrittore Coraggioso” a uno scrittore che difende attivamente la libertà di espressione, spesso a costo della propria incolumità, e poi condivide il premio con il vincitore. Rose ha descritto Abu Yassin come “il cronista eterno della crudeltà e della brutalità dell’esistenza palestinese”, causata dall’occupazione israeliana della sua terra, e ha dichiarato che la sua opera è “un appello alla giustizia, un grido di indignazione e una ricerca spirituale”. DDL antisemita contro i palestinesi Ieri è stata la giornata di mobilitazione per la Palestina e contro il DDL bavaglio e sono in preparazione altre per il giorno 13 ottobre, dopodomani. Migliaia di persone hanno partecipato alle oltre 200 manifestazioni in tutta Italia. Con parole d’ordine molto chiare: stop genocidio, riconoscimento dei diritti nazionali del popolo palestinese e sanzioni contro Israele e fine delle esportazioni di armi. Nessuna menzione nei TG nazionali. Le notizie sono state relegati in fondo ai TG locali, dopo la cronaca di incidenti stradali e sport. Ieri, 10 ottobre, è stata, infatti, una giornata di mobilitazioni per la Palestina a livello mondiale. L’Alleanza Globale per la Palestina ha invitato tutti e tutte a mobilitarsi per chiedere ai governi un embargo sulle armi, sanzioni contro lo stato di Israele e la fine della complicità internazionale con questo stato genocidario. Oltre 200 città italiane hanno organizzato presidi e manifestazioni. [Video] Giornata mondiale di mobilitazione per la Palestina – Anbamed     ANBAMED
October 11, 2026
Pressenza
Anche Milano ieri per la Palestina
Il tam tam nazionale e internazionale aveva risuonato, ma nelle ultime settimane tante erano state le iniziative e gli sforzi per respingere quel decreto vergognoso 1004 che vorrebbe equiparare antisionismo ad antisemitismo. Invece Milano ha messo insieme i suoi tanti gruppi: centri sociali, associazioni, partiti, ma soprattutto sono tornati in piazza i giovani, gli uomini e le donne che in questi 3 anni hanno continuato a partecipare ad incontri, leggere, assistere a proiezioni, stare in presidi, organizzare cene di finanziamento, sostenere famiglie di gazawi. Un sottobosco che non ha mai smesso di esserci, che lo ha fatto in conversazioni, in una sala, volantinando o in silenzio in una piazza, esponendo bandiere, cartelli: ieri si è riversato nelle vie di Milano.  A volte le manifestazioni cominciano con concentramenti che si avvertono già stanchi, con quel filo di rassegnazione, di chi è lì quasi per dovere, quando fioccano i “purtroppo”… Ieri no: da subito piazza della Repubblica è vivace, la tensione è quella giusta, c’è voglia di esserci, di colorare la piazza, di gridare. Oggi non c’è solo la quantità, che non è affatto male, ma è la qualità che si avverte. Prima della partenza compaiono anche 5 ragazzotti in moto nere, tutti vestiti di nero, uno tiene una bandiera palestinese, come fosse un lasciapassare, vogliono sfidare il corteo passando in mezzo. Stupidi fascistelli che ci provano, ma sono respinti con 4 insulti e una risata, oggi ci fanno solo sentire quanti di più siamo, come era successo in mattinata davanti al centro sociale Lambretta. Diversi camion con musiche e interventi, tanto che gli immancabili Ottoni a Scoppio devono stare in fondo per farsi sentire. La polizia è distante, chiude da lontano le tante traverse. Ad un certo punto taglio in bici per raggiungere la testa del corteo: passo davanti al consolato Usa, lì la strada è chiusa con diverse camionette, come se si aspettassero chissà cosa. Eppure il corteo passa lontano di lì, la loro paura è sintomatica, è grande quanto la loro coscienza sporca. Il corteo, come spesso avviene, si ingrossa, è fitto, tanto che bisognerà tornare a montare gli striscioni sui pali se si vuole che si vedano la prossima volta. Gli slogan sono contro Israele e il suo maledetto governo criminale, ma anche contro il nostro meschino governo complice. Quando si arriva alla piazza che era la destinazione finale, San Babila, questa non è grande abbastanza e si va avanti. Sono le passate quasi 4 ore quando il corteo entra in piazza Duomo. La memoria va all’anno scorso, le immagini negli occhi sono quelle delle piazze spagnole e francesi di oggi. Non siamo a quei livelli, ma ci siamo, ancora e comunque. Andrea De Lotto
October 11, 2026
Pressenza
Coraggio!
Riammesse le liste elettorali dei nativi in Israele L’Alta corte israeliana ha respinto la cancellazione delle liste elettorali dei nativi palestinesi ed ha riammesso la candidatura del comunista, Ofer Cassif, escluso dalla commissione parlamentare a maggioranza sionista. Il candidato palestinese, Sami Shehade, ha deciso di ritirarsi dalla corsa elettorale, per evitare l’esclusione. Il tentativo del Likud e dell’estrema destra di escludere i partiti dei nativi e di sinistra è fallito. Le due liste riammesse secondo i sondaggi potrebbero raccogliere voti per 12-13 deputati, che potrebbero essere decisivi per mandare a casa Netanyahu. L’ex premier Barak si è detto preoccupato delle manovre di Netanyahu a livello regionale. “Potrebbe scatenare una guerra solitaria contro l’Iran, per far saltare le elezioni. Abbiamo visto l’isolamento di Israele all’Onu ed il mancato incontro con Trump. A New York il premier è rimasto per sole 8 ore, senza incontri politici di rilievo”. Mobilitazione mondiale per la Palestina libera Il 10 ottobre è programmata a livello mondiale una giornata di mobilitazioni per la Palestina. l’Alleanza Globale per la Palestina invita tutti e tutte ad una giornata mondiale di mobilitazione per sabato 10 ottobre per chiedere ai governi un embargo sulle armi, sanzioni contro lo stato di Israele e la fine della complicità internazionale con questo stato genocidario. Oltre 200 città hanno già confermato l’organizzazione di presidi e manifestazioni per quella data. ANBAMED
October 3, 2026
Pressenza