“Oggi abbiamo fatto scuola”: il sudario di Gaza nelle periferie di Palermo
“Oggi abbiamo fatto una giornata di scuola mettendo assieme le scuole. Oggi
abbiamo chiamato l’appello e ci siamo accorti che 18.500 bambini sono assenti e
lo saranno nei prossimi anni.”
È questo il messaggio del Preside Giusto Catania all’arrivo del sudario con i
nomi di 18500 bambini e bambine uccise a Gaza.
“Perché attraverso il lavoro che si fa a scuola si possa ricostruire la pace,
non serve solo la diplomazia dei governi ma anche la diplomazia del popolo”,
aggiunge.
Si rivolge alla popolazione scolastica di ben sedici scuole che hanno promosso o
aderito, a Palermo, all’iniziativa di ieri, 2 ottobre, Giornata Internazionale
della Nonviolenza.
La strada è stata più lunga dei due chilometri che hanno visto sfilare, dal Cep
a Borgo Nuovo, quartieri periferici della città, diverse migliaia di bambini e
bambine della scuola dell’infanzia e della primaria, ragazzi e ragazze della
scuola media e degli istituti superiori insieme ai loro presidi, docenti,
genitori.
Approvazione all’unanimità al Collegio dei docenti e lavoro nelle classi e con
le famiglie hanno dato vita ad una grande manifestazione in solidarietà col
popolo palestinese anche senza bisogno di bandiere, uniti, tutti e tutte, dal
bianco delle magliette sotto il sole.
“È più importante ricordare i bambini e le bambine uccise a Gaza, con i loro
nomi, consapevoli che ci sono anche altri conflitti armati in altre parti del
mondo. Ne abbiamo parlato sempre a scuola, anche negli anni passati, è un modo
per fare politica e impegnarci nel sociale.” dice una giovane alunna
dell’Istituto Tecnico Ascione.
Un alunno dell’Istituto De Cosmi, qui con la sua classe, confessa che lui e i
suoi compagni oggi risultano assenti alle lezioni, avendo deciso di partecipare
anche senza l’adesione ufficiale della loro scuola.
Poche parole di saluto dal Professor Susino dell’Istituto La Pira di Pozzallo,
ideatore, insieme all’associazione Ali, del progetto che ha voluto raccogliere
l’eredità di Giorgio La Pira, costruttore e animatore di pace.
Dopo un breve intervento musicale di alcuni artisti locali, il Preside Catania
nel salutare e ringraziare tutte e tutti, conclude: “In tanti anni di impegno
politico e sociale non ho mai visto una manifestazione così grande in questo
territorio, oggi invaso dalle parole d’ordine pace e basta genocidio a Gaza!”
Ed è lo stesso appello che nel pomeriggio risuona per le vie del centro della
città stretta attorno al lungo sudario, 70 metri di lutto, con il suo minuto di
silenzio, ma soprattutto di solidarietà e lotta nelle parole e nel rumore
necessario a farlo arrivare ai potenti della terra, tra i colori levati al cielo
delle bandiere della Palestina, perché sono palestinesi le piccole vite spezzate
e i numeri che gridano la nostra complicità e la nostra vergogna sono quelli
della loro età accanto ai loro nomi.
Chiude il corteo di circa duemila persone uno striscione di denuncia del ddl in
discussione in Parlamento che identifica antisionismo ed antisemitismo
imbavagliando la libera critica.
Maria La Bianca