CIBO!, WRITER ANTIFA MALATO DI SCLEROSI MULTIPLA ARRESTATO PER COLTIVAZIONE DI CANNABIS: “ALLEVIA IL MIO DOLORE”
Pier Paolo Spinazzè, in arte “Cibo!”, il writer 44enne di Verona famoso per
coprire simboli e scritte dell’estrema destra con immagini tipiche della cucina
italiana, ieri si è presentato in udienza davanti alla giudice del Tribunale di
Verona Clara Aprea, dopo che martedì è stato arrestato insieme a un’altra
persona a San Giovanni Lupatoto, nel Veronese. È accusato di coltivazione e
detenzione illecita di cannabis. L’artista veneto resta a piede libero in attesa
del processo per direttissima, che inizierà il 19 novembre prossimo.
La Guardia di Finanza, dopo appostamenti e sorvoli in elicottero dell’area nei
pressi del fiume Adige dove veniva coltivata la marijuana, aveva sequestrato una
ventina di piante dal peso lordo complessivo di 60 chili.
Quello che non è emerso dai media locali che hanno diffuso la notizia, è che
Cibo è malato di sclerosi multipla e possiede regolare licenza per l’acquisto di
cannabis terapeutica. Come circa 30 mila pazienti in tutto il paese che hanno
diritto legale di accedere a queste cure in farmacia, Cibo si è scontrato con
burocrazia, con forniture insufficienti e con la scarsa qualità del materiale
prodotto dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze. Ed ha
quindi deciso di auto prodursi la sua medicina.
Nell’intervista esclusiva realizzata da Radio Onda d’Urto, Cibo ha sottolineato
che l’erba prodotta dai militari “non riesce a soddisfare la domanda di tutti i
malati d’Italia. È stata una via che ho dovuto intraprendere per sopperire al
mio dolore, senza cattiva fede e senza costruire nessun business”.
La notizia ha scatenato l’immediata reazione dell’estrema destra cittadina, in
primis Fratelli d’Italia, che ha colto la palla al balzo per attaccare la giunta
di centrosinistra al Comune di Verona che aveva solidarizzato con Cibo per
l’aggressione subita a fine agosto. Nella fattispecie un arbitro e ultras del
Verona dell’area Hellas Army aveva aggredito Cibo in pieno giorno in una
gelateria di San Giovanni Lupatoto, in presenza della famiglia. Anche il figlio
era stato spinto a terra dall’arbitro Enrico Ciriaci, che si era dimesso dal suo
ruolo ed era stato denunciato.
Ai nostri microfoni la testimonianza di Cibo, Pier Paolo Spinazzè. Ascolta o
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