Sorteggiati e beffati: la lotteria degli Oasis e i prezzi della musica fuori controllo
Domenica pomeriggio apro il link che mi è stato assegnato. Sono uno dei
fortunati: mi sono registrato entro il 17 settembre, sono stato estratto a sorte
e ho ricevuto per mail l’accesso personale e non trasferibile alla vendita. Per
arrivare fin qui ho superato anche l’“esame d’ammissione”, una domanda su quale
album degli Oasis fosse uscito nel 1995. La vendita partiva a mezzogiorno, io
entro qualche ora dopo: sullo schermo, per tutte e tre le date allo Stadio
Olimpico di Roma – 26, 29 e 30 luglio 2027 – restano due sole opzioni. Pre-Show
Fan Experience in piedi: 651,36 euro. Pre-Show Fan Experience seduti: 651,36
euro. Commissioni comprese, si intende. La terza data, quella del 26, era stata
aggiunta pochi giorni prima, vista la richiesta eccezionale.
Nel pacchetto ci sono un’area pre-concerto con installazioni e un «team dedicato
di host», un kit di merchandising e, ciliegina sulla torta, la possibilità di
acquistare altro merchandising in anticipo: si paga, insomma, anche il
privilegio di spendere di più. I biglietti ordinari, quelli da 92,29 a 276,86
euro, erano già finiti.
Sui social, in questi giorni, in molti gridano alla mafia dei biglietti. Peccato
che il meccanismo sia scritto nero su bianco nelle regole ufficiali: a ogni
finestra di vendita viene assegnata solo una parte dei biglietti di ciascuna
fascia di prezzo, e l’accesso non garantisce l’acquisto. Le finestre erano nove,
tra il 25 e il 27 settembre, e ogni accesso valeva per una sola città e una sola
fascia oraria, fino a un massimo di quattro biglietti. Chi entra presto sceglie,
chi entra tardi prende quello che resta, nel mio caso, il pacchetto più caro. In
serata Live Nation, promoter del tour, ha confermato il tutto esaurito per tutti
i quarantadue concerti di Oasis Live ’27.
Il sorteggio doveva essere la risposta al caos del 2024, quando il prezzo
dinamico fece lievitare i biglietti della reunion mentre i fan erano in coda:
c’è chi arrivò a pagare fino a 350 sterline. Doveva anche tagliare le gambe ai
bagarini. Ma poche ore dall’apertura, secondo il monitoraggio del Codacons,
sulle piattaforme estere di rivendita un biglietto per il 26 luglio sfiorava i
10mila euro, mentre per le altre date romane i prezzi massimi oscillavano tra i
5mila e i 7mila: oltre il 1.400 per cento in più del pacchetto ufficiale più
costoso e l’associazione ha presentato un esposto alla Procura di Roma,
all’Agcom e alla Polizia Postale.
C’è un dettaglio che nel dibattito è stato dimenticato: in Italia quella
rivendita è già vietata. La legge consente di cedere un biglietto solo al prezzo
nominale e dal 1° luglio 2019 impone il biglietto nominativo negli impianti con
oltre 5mila posti. Nonostante l’Agcom abbia sanzionato Viagogo – piattaforma
online di rivendita di biglietti tra privati, il cosiddetto secondary ticketing
– quattro volte tra il 2020 e il 2023, gli annunci restano online, perché le
piattaforme stanno fuori dai confini del nostro Paese. E chi li compra rischia
di ritrovarsi in mano carta straccia: per il tour del 2025 gli organizzatori
avevano annunciato l’annullamento di oltre 50mila biglietti finiti su canali non
autorizzati.
Liam Gallagher ha liquidato le proteste invitando i fan, in maiuscolo, a
smetterla di lamentarsi. A chi gli chiedeva dei prezzi spropositati e dei
rivenditori ha risposto di non comprare da loro, e basta. Consiglio
ineccepibile, solo che i 651 euro del pacchetto vip non li ha decisi nessun
bagarino. Dalla vendita alla rivendita ufficiale tutto passa dallo stesso
gruppo: a promuovere il tour è Live Nation, a vendere i biglietti è la sua
controllata Ticketmaster, la società che il 15 aprile una giuria federale di New
York ha ritenuto responsabile di aver agito da monopolista illegale. Il giudice
non ha ancora deciso i rimedi e nel frattempo il fan è diventato il concorrente
di un quiz a premi; si iscrive, risponde alla domanda, aspetta l’estrazione,
attende il suo turno. E alla fine, se è fortunato, può scegliere tra 651,36 euro
e 651,36 euro.
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