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Pia Figueroa a Milano: I sogni. Una porta verso altri mondi
Ieri è stato presentato a Milano, presso “Pratiche Sistemiche”, la versione italiana del libro di Pia Figueroa Edwards “I Sogni – una porta verso altri mondi”, edito da Multimage. Una numerosa ed attenta platea è stata accompagnata da Pia Figueroa e Giorgio Schultze ad entrare in un mondo tanto straordinario quanto delicato: quello dei sogni. Noi siamo fatti della stessa sostanza di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita, così scriveva William Shakespeare, nella sua ultima opera La Tempesta. Una rappresentazione teatrale che, utilizzando “il sogno” come metafora ed allegoria della fragilità della vita, precarietà dell’esistenza umana e fugacità del tempo, ci costringe a fermarci e riflettere su quel gioco in continua di dissoluzione tra sogno e realtà di cui è fatta la nostra esistenza. Un dato universale che riguarda ogni essere umano: ogni singolo giorno, per qualche ora, che lo so voglia o no, noi sogniamo. Immagini fugaci che si muovono liberamente, senza alcun controllo della coscienza razionale. Immagini che ci fanno sorridere, a volte piangere. Vere e proprie rappresentazioni con protagonisti e scene che “viviamo realmente”. Situazioni che ci rallegrano o ci spaventano. Morti che ci parlano senza pronunciare parole. Simboli, numeri ed allegorie incomprensibili. Strade in cui corriamo senza mai raggiungere la meta. Paesaggi sconosciuti in cui ci muoviamo come se avessimo vissuto sempre lì. Film in bianco e nero o a colori di cui siamo protagonisti senza conoscere minimamente il copione. Immagini e scene così potenti da farci agitare, sudare, sussultare, ma così fragili da svanire, in pochi attimi e dissolversi senza lasciare traccia di un minimo ricordo. Eppure… i sogni, ci parlano, ci dicono verità nascoste, ci riportano alla memoria ricordi sepolti, ci segnalano eventi futuri, che nella vita apparentemente sveglia, schiacciati dalla quotidianità, non siamo in grado di cogliere. Ma c’è di più, i sogni possono essere fonte d’ispirazione artistica, intuizione scientifica e facendo un ulteriore passo, potremmo scoprire che i sogni possono diventare un portale, un ponte, una connessione con il Profondo, con il Sacro. Luoghi difficilmente raggiungibili con la semplice speculazione razionale, soggetta a censure e chiusa in stretti corridoi culturali e convenzioni sociali. I sogni proprio per il loro totale “libero arbitrio” possono aprire varchi ed accedere in luoghi insondabili dove sono depositati non solo i ricordi della nostra vita attuale, ma si possono trovare le tracce antiche della nostra Origine, e i significati profondi del nostro Senso. Come un portale possono farci accedere nel Profondo e metterci in contatto con il Sacro. Pia Figueroa con questo suo libro, ci offre una mappa, un percorso possibile. Delicatamente ci prende per mano, e ci accompagna per addentrarci nei labirinti che conducono ad altri mondi, a quelle profondità della mente umana a cui possiamo accedere senza altro tramite se non quella di chiudere gli occhi e abbandonarci al sonno… Un’esplorazione dalle immense possibilità, con la certezza che, da questo trance, usciremo più svegli che mai. L’incontro si è concluso con la lettura di una poesia dal titolo emblematico per chi vuole sognare: Risveglio[1] “Qualunque fiore tu sia, quando verrà il tuo tempo, sboccerai. Prima di allora una lunga e fredda notte potrà passare. Anche dai sogni della notte trarrai forza e nutrimento. Perciò sii paziente verso quanto ti accade e curati e amati senza paragonarti o voler essere un altro fiore, perché non esiste fiore migliore di quello che si apre nella pienezza di ciò che è. E quando ciò accadrà, potrai scoprire che andavi sognando di essere un fiore che aveva da fiorire.” [1] Risveglio, poesia erroneamente attribuita a Daisaku Ikeda, ma scritta da Walter Gioia nel 1996   Giorgio Schultze
September 30, 2026
Pressenza