La guerra di Israele contro l’Iran: secondo giorno
di Qassam Muaddi,
Mondoweiss, 14 giugno 2025.
Dopo che l’Iran ha lanciato centinaia di missili balistici contro Israele in
rappresaglia all’attacco senza precedenti sferrato da quest’ultimo, Israele ha
dichiarato che avrebbe “bruciato Teheran” se l’Iran avesse continuato a reagire.
Missili iraniani di ritorsione su Tel Aviv nella notte di venerdì 13 giugno
2025. (Foto: Screenshot dal canale Youtube di The Guardian)
Nel secondo giorno dell’attacco senza precedenti contro l’Iran, il confronto tra
i due stati è degenerato in una guerra totale, con l’Iran che ha lanciato una
serie di razzi su Israele come ritorsione.
Venerdì mattina 13 giugno, Israele ha lanciato un attacco a sorpresa contro
l’Iran, bombardando centinaia di località in tutto il paese, compresa la
capitale Teheran. L’attacco ha ucciso alti vertici militari, tra cui il capo
della Guardia Rivoluzionaria Iraniana, almeno sei scienziati nucleari e decine
di civili, tra cui almeno 20 bambini. L’Iran ha iniziato i suoi attacchi di
ritorsione nella tarda serata di venerdì 14, con una prima raffica di 100
missili che hanno preso di mira le zone costiere, in particolare l’area
metropolitana di Tel Aviv. I missili iraniani hanno continuato a volare nello
spazio aereo israeliano per tutta la notte con cinque diverse raffiche, l’ultima
delle quali è stata segnalata intorno alle 5 del mattino, ora locale.
Mentre i sistemi di difesa aerea israeliani hanno intercettato vari missili,
molti altri hanno colpito i loro obiettivi, soprattutto nel centro di Tel Aviv e
nella zona di Ramat Gan, dove i media israeliani hanno riferito che almeno sette
edifici sono stati danneggiati o completamente distrutti. Uno dei missili
avrebbe colpito “una posizione strategica” a Tel Aviv. I media iraniani hanno
riferito che l’attacco avrebbe preso di mira il quartier generale del Ministero
della Difesa israeliano a Tel Aviv.
I missili iraniani hanno colpito anche la città di Rishon Lezion, nella zona
costiera centrale a sud di Tel Aviv, dove il sindaco ha dichiarato ai media
israeliani di non aver mai visto prima “una tale distruzione” in Israele.
Secondo i media israeliani, gli attacchi missilistici a Rishon Lezion hanno
distrutto intere case e lasciato degli israeliani intrappolati sotto le macerie.
Dopo gli attacchi notturni, il portavoce dell’esercito iraniano ha dichiarato
che l’Iran avrebbe continuato i suoi attacchi missilistici e ha minacciato di
lanciare 2.000 missili nel prossimo round. Contemporaneamente, il ministro degli
Esteri iraniano Abbas Aragchi avrebbe detto al Ministro degli Esteri britannico
David Lammy che gli appelli all’autocontrollo rivolti all’Iran erano
“ingiustificati”.
Nel frattempo, Israele ha annunciato che avrebbe continuato a colpire l’Iran per
il secondo giorno consecutivo, sostenendo che i caccia israeliani avevano
distrutto un impianto nucleare iraniano a Isfahan e le difese aeree iraniane,
rendendo lo spazio aereo iraniano accessibile alle forze aeree israeliane.
Sabato 14 giugno, il Ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha
minacciato di “bruciare Teheran” se l’Iran avesse continuato ad attaccare
Israele. Più tardi, sabato, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha
dichiarato in un discorso televisivo che Israele ha distrutto i reattori
nucleari iraniani e ucciso scienziati nucleari iraniani, il che, secondo il
primo ministro israeliano, ha riportato indietro di anni il programma nucleare
iraniano.
A solo un giorno dall’inizio della nuova guerra di Israele, l’atteggiamento
occidentale nei confronti di Israele è tornato al tradizionale tono di sostegno
incondizionato, dopo che erano iniziate le pressioni su Israele affinché ponesse
fine al suo attacco a Gaza.
Il quotidiano israeliano Yediot Ahronot ha riferito che il presidente francese
Emmanuel Macron ha comunicato in una telefonata a Netanyahu la sua decisione di
sospendere la conferenza internazionale per la soluzione dei due stati, promossa
dalla Francia e prevista per il 17 giugno a New York.
La Francia aveva chiesto di organizzare quella che definiva una “conferenza
civile” nel tentativo di promuovere una “soluzione politica” alla questione
palestinese. Sebbene due funzionari francesi abbiano detto agli israeliani
durante una visita in Israele all’inizio di giugno che Parigi non intendeva
utilizzare la conferenza per “riconoscere unilateralmente uno Stato
palestinese”, l’organizzazione della conferenza è avvenuta nel contesto di
iniziative europee volte a esercitare pressioni su Israele affinché ponesse fine
alla sua guerra a Gaza, soprattutto dopo il grave deterioramento delle
condizioni umanitarie nella Striscia a seguito del blocco israeliano e della
manipolazione degli aiuti. Sabato, Macron ha affermato che la Francia difenderà
Israele se sarà attaccato dall’Iran.
Nel frattempo, nella Cisgiordania occupata, Israele ha continuato a bloccare la
circolazione tra i governatorati della Cisgiordania, chiudendo completamente i
posti di blocco sulle strade principali e impedendo l’ingresso e l’uscita dal
territorio. Israele continua inoltre a chiudere il ponte di Allenby, unico punto
di accesso al mondo esterno per i palestinesi della Cisgiordania.
A Gaza, secondo fonti mediche palestinesi, gli attacchi israeliani hanno ucciso
27 palestinesi, anche a causa di attacchi con droni che hanno ucciso palestinesi
affamati in attesa di ricevere aiuti nei centri della Gaza Humanitarian
Foundation, sostenuta da Israele e dagli Stati Uniti.
https://mondoweiss.net/2025/06/israels-war-on-iran-day-2/
Traduzione a cura di AssopacePalestina
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