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Il problema della ricerca Europea
Un recente articolo di Nature  fotografa molto bene il dibattito attuale: l’Europa può approfittare della crisi della ricerca negli Stati Uniti per diventare una superpotenza scientifica? La risposta dell’autrice è forse, ma solo a determinate condizioni. L’articolo parte dalla decisione della Commissione Europea di lanciare il programma Choose Europe, nato dopo i tagli e le interferenze politiche nell’amministrazione Trump. L’obiettivo è attrarre ricercatori internazionali offrendo maggiore stabilità, libertà accademica e finanziamenti. L’UE ha destinato circa 900 milioni di euro all’iniziativa, accompagnata da un centinaio di programmi nazionali. La Commissione propone di aumentare il bilancio di Horizon Europe fino a 175 miliardi di euro nel periodo 2028-2034 (alcuni chiedono addirittura 200 miliardi). Inoltre il programma si sta aprendo a paesi extraeuropei come Canada, Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda, trasformandosi in una rete scientifica globale con l’Europa al centro. Tuttavia secondo i dati riportati: * Stati Uniti e Cina investono oltre 1.000 miliardi di dollari l’anno in R&S (pubblica + privata); * l’Europa investe circa 750 miliardi. Il grafico mostra chiaramente che negli ultimi vent’anni Cina e Stati Uniti hanno accelerato molto più rapidamente. L’articolo sottolinea però che l’Europa mantiene punti di forza importanti: * produce più articoli scientifici degli Stati Uniti (anche se meno della Cina); * ospita infrastrutture scientifiche di livello mondiale (CERN, EMBL, ecc.); * mantiene un impatto scientifico elevato; * è molto più internazionale nelle collaborazioni rispetto a Stati Uniti e Cina. Questo è probabilmente il maggiore punto di forza europeo. Secondo Nature, l’Europa produce ottima scienza ma la trasforma male in innovazione economica. Le criticità evidenziate sono: * le imprese investono meno in ricerca rispetto a USA e Cina; * il venture capital è insufficiente; * pochi risultati scientifici diventano brevetti; * mancano grandi aziende tecnologiche comparabili ad Apple, Google o Huawei. L’articolo cita esplicitamente il rapporto Draghi del 2024, secondo cui l’Europa deve colmare il divario tecnologico con Stati Uniti e Cina.  La conclusione è prudente. L’autrice sostiene che oggi esiste una finestra di opportunità: * gli Stati Uniti stanno attraversando una fase di instabilità politica; * la Cina cresce rapidamente ma collabora meno con il resto del mondo; * l’Europa può proporsi come ambiente stabile, aperto e internazionale. Tuttavia, questo sarà possibile solo se aumenteranno realmente gli investimenti e soprattutto se la ricerca europea riuscirà a tradursi in innovazione industriale. Abbiamo discusso il declino tecnologico europeo in un precedente post e alla luce di quella discussione l’articolo presenti un limite importante. L’autrice identifica il problema principalmente con la quantità di investimenti in ricerca, mentre dedica molto meno spazio alla questione della capacità industriale e tecnologica. Ad esempio, non discute quasi per nulla che l’Europa: * non produce semiconduttori avanzati su larga scala; * non ha piattaforme digitali globali; * è marginale nei grandi modelli di IA; * dipende fortemente da Stati Uniti e Cina nelle tecnologie strategiche; * ha perso quasi completamente la leadership nell’elettronica di consumo. In altre parole, l’articolo assume implicitamente che più ricerca ⇒ più innovazione, mentre  il problema è molto più profondo: riguarda l’assenza di una politica industriale, di grandi imprese tecnologiche, di mercati del capitale di rischio, di una governance favorevole all’innovazione e di un ecosistema capace di trasformare la conoscenza scientifica in leadership economica. Per questo motivo, il quadro di Nature è corretto ma  parziale: fotografa bene la ricerca scientifica europea, ma sottovaluta il divario nella capacità di convertire tale ricerca in potere tecnologico, industriale e geopolitico.
July 6, 2026
ROARS
#Bologna, sabato 20 giugno dalle ore 10. Convegno Nazionale "Dalla finta transizione #ecologica alla vera transizione #bellica". #rearm #europe Giorgio Ferrari: la finta transizione ecologica dell'UE Antonio Mazzeo: Rearm EU e la vera transizione bellica....
June 19, 2026
Antonio Mazzeo
#Bologna, sabato 20 giugno dalle ore 10. Convegno Nazionale "Dalla finta transizione #ecologica alla vera transizione #bellica". #rearm #europe * Introduzione * Giorgio Ferrari: la finta transizione ecologica dell'UE * Antonio Mazzeo: Rearm EU e la vera transizione bellica * Rossella Marchini I territori al centro dei nuovi processi di valorizzazione * Mauro Conti: meccanismi di sussunzione dell’MPC nell'agricoltura
June 19, 2026
Antonio Mazzeo
DiPLab Co-founder Antonio Casilli on Rai 1 (Italy): Exposing the Human Side of AI
Italy’s national broadcaster Rai 1 has shined a light on a crucial but often overlooked aspect of artificial intelligence in their program “Codice.” Their recent report reveals the essential truth: AI is built on real human work. As you might expect, this report bears the fingerprints of our team at DiPLab Rai 1, with DiPLab’s co-founder Antonio Casilli being interviewed among the experts of AI supply chains.
August 22, 2025
DiPLab
#ReArm #Europe #NATO e UE si preparano alla Terza #Guerra Mondiale. Alla ricerca e produzione di queste tecnologie di guerra gli Stati membri dell’Unione Europea dovranno destinare ingentissime risorse finanziarie https://malgradotuttoblogger.blogspot.com/2025/06/rearm-europe-nato-e-ue-si-preparano.html
June 18, 2025
Antonio Mazzeo
#ReArm #Europe. #NATO e UE si preparano alla Terza Guerra Mondiale #Lavoro e #Salute Munizioni avanzate e sistemi spaziali e satellitari; artiglieria e missili da crociera, balistici e ipersonici; velivoli con pilota e droni... https://www.academia.edu/129965671/ReArm_Europe_NATO_e_UE_si_preparano_alla_Terza_Guerra_Mondiale
June 16, 2025
Antonio Mazzeo
Nel n. 6 (giugno 2025) di #Lavoro e #Salute la mia lunga inchiesta sulle conseguenze politico-militari ed economiche del piano #ReArm #Europe della Commissione UE https://www.blog-lavoroesalute.org/lavoro-e-salute-giugno-2025/?fbclid=IwY2xjawK7ls9leHRuA2FlbQIxMABicmlkETBmWjlBYUUxUWlFZ2FvSnNuAR6sC-OGe3sMtyXij9qVBemBq4UgrOMeURNn8I99fFdeylchW7ThgEM6F0dkEg_aem_n7I2l76jhMsHeUEtp68kLA
June 15, 2025
Antonio Mazzeo